
Stakhovsky soldato per difendere la sua Ucraina, Nole cambia: Murray ci riprova con Lendl. Si allontana il rientro di Federer. L’Italia conquista le Finals. Nella finale del primo Masters 1000 dell’anno, nel deserto californiano, arriva il primo ko del 2022 per Nadal (per colpa di una frattura ad una costola). Djokovic torna numero uno. In Florida Sinner costretto al forfait nei quarti mentre Ruud arriva fino in fondo. Berrettini si opera alla mano destra
di Tiziana Tricarico | 20 dicembre 2022
“So che è un momento difficilissimo per mia moglie: i miei figli non sanno che sono qui. Non capiscono cosa sia la guerra, sono troppo piccoli per comprendere quello che sta succedendo”. Sono le parole di Sergiy Stakhovsky alla BBC. A gennaio il tennista ucraino - ex n.31 ATP (2010), 4 titoli all’attivo ed il terzo turno raggiunto almeno una volta in tutti e quattro gli Slam - era a Melbourne per le qualificazioni degli Australian Open, da n.219 del ranking (stoppato al primo turno dallo statunitense da J.J. Wolf). Nelle ore drammatiche nelle quali Kiev attende l’attacco russo, con un convoglio di mezzi pesanti lungo 60 km che si avvicina sempre più alla capitale, è pronto a scendere in campo con un’arma in pungo al posto della racchetta. Lui che nel 2013 era stato in grado di battere Federer sull’erba di Wimbledon (secondo turno), lui che si è sempre impegnato anche per gli altri, “sindacalista” nel Player Council ATP dal 2012 al 2019, non si tira indietro neanche questa volta.
NOLE CAMBIA
Il 1° marzo è giornata di divorzi per Djokovic. Il primo risale in realtà alla fine della scorsa stagione ma viene a galla ufficialmente solo ora: è quello dal suo storico allenatore Marjan Vajda, cui era legato dal 2006 (salvo una breve pausa) e che aveva avuto parte in tutti e 20 gli Slam conquistati da Nole. L’ex-pro slovacco, 57 anni, era stato affiancato dal 2019 da Goran Ivanisevic: ora ha fatto un definitivo passo indietro. Nella squadra che segue Novak, recordman in vetta al ranking con 361 settimane, restano il preparatore fisico Marco Panichi e i fisioterapisti Ulises Badio e Miljan Amanovic. Altro “divorzio” è quello da Peugeot che non è più tra gli sponsor di Nole: lo annuncia Carlos Tavares, amministratore delegato del gruppo Stellantis. Una doccia fredda per Djokovic: la stessa Peugeot aveva confermato il suo supporto al giocatore nonostante le polemiche seguite alla cancellazione del suo visto d’ingresso in Australia a causa della decisione di non sottoporsi al vaccino anti-covid.
FEDERER, IL RIENTRO SI ALLONTANA
"Non vedo come Roger potrebbe giocare Wimbledon, al momento". Severin Lüthi, grande amico dello svizzero e capitano della nazionale di Davis, allontana ancora il momento del possibile ritorno in campo dell’ex numero 1 del mondo. “Sta lavorando per rinforzare il tono muscolare delle gambe e di tutto il corpo", dice a Rene Stauffer, biografo di Federer, per il quotidiano Tages Anzeiger. Con Federer, operato due volte al ginocchio nel 2020 e una terza nell’autunno 2021, lavora soprattutto il fisioterapista Daniel Troxler.
"Federer non vuole ancora svolgere lavoro fisico con Pierre Paganini, anche se rimane sempre in contatto con lui", aggiunge Lüthi, convinto che lo svizzero nelle prossime settimane potrebbe iniziare ad allenarsi con più frequenza. "La cosa più importante per lui è tornare gradualmente sul campo - dice Lüthi - ma vista la situazione non riesco a immaginare di vederlo giocare a Wimbledon, anche se non posso dire sia impossibile che succeda". Federer, assente proprio dalla sconfitta nei quarti contro Hurkacz nell'ultima edizione dei The Championships, un mese fa aveva manifestato prudenza sulle sue condizioni e incertezza sul suo ritorno in campo.
ANDY ED IVAN DI NUOVO INSIEME
Murray torna a lavorare per la terza volta con coach Lendl. Con la guida del ceco, numero uno del mondo per 270 settimane che destò scalpore per la sua decisione di chiedere la cittadinanza USA, lo scozzese ha conquistato i suoi titoli Slam, Us Open 2012 e Wimbledon 2013 e 2016. Gli aveva chiesto aiuto la prima volta dopo aver perso le prime quattro finali nei Major: dopo il primo “divorzio” lo scozzese lo aveva richiamato a metà del 2016 quando, dal secondo trionfo londinese iniziò la clamorosa rimonta su Djokovic che lo portò a chiudere la stagione per la prima e unica volta in carriera da numero 1 del mondo. A 34 anni, dopo la sconfitta al secondo turno degli Australian Open contro Daniel e a Dubai contro Sinner, lo scozzese torna ad affidarsi a lui.
L’ITALIA CONQUISTA LE FINALS
Finisce con una vittoria fantastica, ancora più bella perché arriva al quinto match e dopo lo spettro di una sconfitta per nulla ipotizzabile alla vigilia. L’Italia batte 3-2 la Slovacchia nella sfida valida per il turno preliminare della Davis Cup by Rakuten 2022 sul veloce indoor della "NTC Arena" di Bratislava. A settembre dunque azzurri in campo nei gironi delle Finals.
Nel singolare decisivo Lorenzo Musetti (n.57 ATP), chiamato a sostituire Sonego (n.21 ATP) e all’esordio assoluto in singolare, batte in rimonta 67(3) 62 64 Gombos (n.110 ATP). “Una gioia incredibile… adesso sono carico per Indian Wells e Miami: succederanno belle cose perché sto giocando il mio miglior tennis - dice strafelice per il suo esordio da favola in azzurro -. Nel terzo set quando mi ha riagganciato ho continuato a crederci, poi ho trovato almeno tre grandi colpi. A volte nella vita ci vuole un po’ di fortuna ma ci ho messo il cuore e me la sono meritata”.
Entusiasta Filippo Volandri: “I ragazzi sono stati fantastici. Cosa ho detto a Lorenzo all’ultimo cambio campo? Che se aveva l’occasione doveva andare a prendersi il punto, e così ha fatto. Ha giocato una partita strepitosa: è incredibile esordire a quell’età in questo modo. Siamo un bel gruppo ed è questo quello che conta - ribadisce il capitano azzurro -. La scelta del doppio era stata condivisa con i ragazzi e francamente abbiamo giocato bene. Jannik ancora una volta è stato un esempio pazzesco: giocare prima doppio e poi singolare. Lo ripeto, l’esperienza di Torino è stata fondamentale: quando si costruisce qualcosa di grande si passa attraverso momenti di sofferenza ed è giusto che sia così”.
In precedenza nel doppio Simone Bolelli e Jannik Sinner (quest’ultimo schierato dal capitano al posto di Stefano Travaglia) avevano ceduto 63 16 76(3) a Polasek e Zelenay, mentre Jannik (n.11 ATP) aveva rimesso tutto in discussione battendo 75 64 Horansky (n.203 ATP). Venerdì nel primo singolare Sinner aveva sconfitto 64 46 64 Gombos: nel secondo match “pareggio dei padroni di casa” grazie a Horansky - chiamato in extremis a sostituire il numero uno slovacco Molcan (n.66 ATP), risultato positivo ad un tampone - che aveva sconfitto 76(2) 63 Sonego. Con l’Italia promosse anche Francia, Spagna, Belgio, Stati Uniti, Olanda, Germania, Australia, Kazakhstan, Svezia, Argentina e Repubblica di Corea.
SI ALZA IL SIPARIO SUI MASTERS 1000
“Fognini fa la storia dell’Italia a Indian Wells”. Il sito web dell’ATP apre con la notizia di Fabio, n.36 ATP, che, battendo lo spagnolo Andujar, n.69 del ranking, al primo turno del “BNP Paribas Open” - 1° Masters 1000 stagionale (montepremi 8.761.725 dollari) sul cemento californiano dell’Indian Wells Tennis Garden (tornato alla collocazione originaria in calendario dopo l’annullamento causa pandemia nel 2020 e lo slittamento ad ottobre per lo stesso motivo nel 2021) - supera Adriano Panatta nella classifica degli azzurri con più vittorie sul circuito: 392 contro 391.
“Sono solo statistiche - dice il ligure - ma sono felice: ora mi confrontano con i più grandi. Da ragazzo Adriano era il mio idolo, perciò sono ancora più contento”. Purtroppo il 34enne di Arma di Taggia è costretto a dare forfait al secondo turno contro il georgiano Basilashvili, n.18 del ranking e del seeding, finalista nel 2021, a causa di un attacco influenzale. Si ferma al secondo turno anche Lorenzo Musetti, n.56 ATP, eroe di Davis, che sconfigge lo statunitense Giron, n.55 ATP, ma poi raccoglie solo cinque giochi con il “gigante” statunitense Opelka, n.17 del ranking e del seeding.
Esordio positivo - direttamente al secondo turno - sia per Jannik Sinner che per Matteo Berrettini. Il 20enne di Sesto Pusteria, n.10 del ranking e del seeding, grande protagonista in Davis nel successo in Slovacchia, supera per la prima volta in tre confronti il serbo Djere, n.52 ATP. Il 25enne romano, n.6 del ranking e del seeding, al rientro dopo il problema agli addominali accusato ad Acapulco, si impone in tre set sul Next Gen danese Rune, n.86 ATP, proveniente dalle qualificazioni. I due azzurri superano poi anche il terzo turno grazie alle vittorie - rispettivamente - sul francese Bonzi, n.62 ATP (“giustiziere” all’esordio di Lorenzo Sonego, n.21 ATP e 21esima testa di serie), e sul sudafricano Harris, n.32 ATP e 30esima testa di serie.
La loro corsa si ferma negli ottavi (resta questo dunque l’unico “1000” in cui non c’è ancora mai stato un azzurro capace di arrivare nei quarti): Berrettini cede 63 67(5) 64 al serbo Kecmanovic, n.61 del ranking, che ad Indian Wells aveva già raggiunto i quarti nel 2019 (fermato poi dal canadese Raonic), mentre Sinner, approdato agli ottavi per la seconda volta in carriera (lo scorso anno fu stoppato dallo statunitense Fritz), a causa di un attacco influenzale nemmeno scende in campo contro l’australiano Kyrgios, n.132 ATP, in gara grazie ad una wild card.
MONFILS BATTE MEDVEDEV E NOLE RINGRAZIA
Al terzo turno Gael, n.28 ATP e 26esima testa di serie, manda in confusione il cerebrale Daniil, numero uno del mondo: il francese perde il primo set, serve “da sotto” nel primo game del secondo e poi perfino sul set point, poi toglie ogni punto di riferimento al russo nel terzo (46 64 61). “Le condizioni qui sono sempre un po’ strane”, aveva detto Medvedev prima del match: grazie a questo risultato Djokovic ritornerà numero uno del mondo.
RAFA VA…ANCHE SE NON PROPRIO SPEDITO
Il vincitore di 21 Slam resta imbattuto nel 2022 al termine di una sfida durissima contro l’australiano Kyrgios, n.132 ATP, wild card: Nick dà in escandescenze a più riprese ma Nadal, n.4 del ranking e del seeding, non si distrae. Ed il 35enne mancino di Manacor è costretto ad un’altra battaglia in semifinale contro Carlos Alcaraz, n.19 del ranking e del seeding, che nei quarti stoppa il britannico Norrie, n.12 ATP e 12esima testa di serie, nonché campione uscente.
Rafa batte il 18enne El Palmar (Murcia) dopo una battaglia di quasi tre ore e un quarto resa ancora più dura dal fortissimo vento: 64 46 63 lo score che vale al maiorchino la 20esima vittoria consecutiva del 2022. Il maestro vince ma l’allievo studia per batterlo…. Nadal celebra con esultanza moderata un successo non scontato e un traguardo da record: è il finalista più anziano nella storia del torneo. Nella sua quinta sfida per il trofeo nel deserto californiano affronta Fritz.
TAYLOR SOGNA E…VINCE!
Il 24enne californiano di Rancho Santa Fe, n.20 del ranking e del seeding, sogna di diventare il primo statunitense a vincere il torneo dopo Agassi nel 2001. In semifinale vince 75 64 un duello sfiancante contro Andrey Rublev, n.7 del ranking e del seeding: innervosito dal vento, il russo forte di 13 successi consecutivi da San Valentino, si sbuccia le nocche delle mani prendendo a pugni la racchetta (qualcosa dal padre pugile deve aver preso…). La finale contro Nadal è un piccolo capolavoro di concentrazione da parte di Fritz: non è facile sentirsi improvvisamente favoriti, nella prima grande finale della carriera, contro il campione più vincente di tutti negli Slam e imbattuto in stagione; non è facile vederlo fisicamente in difficoltà e non irrigidirsi, poi vederlo gradualmente rientrare e non farsi prendere dalla tensione o peggio dalla fretta; non è facile riuscire a domarlo pur ricavando poco dal servizio.
Eppure Taylor Fritz ci riesce: nella sfida che assegna il titolo sconfigge 63 76(5) Nadal. Certo, il maiorchino è sofferente per un infortunio ai pettorali (rimediato nel finale del match contro Alcaraz): ma neanche il californiano è al meglio. Nella mattinata il nuovo numero uno a stelle e strisce si era allenato per pochi minuti, fermandosi al primo spostamento laterale, per il dolore alla caviglia accusato nell’ultimo game della “semi” contro Rublev. Il suo team gli consigliava di rinunciare: lui ha voluto rischiare. E l’esito della finale gli ha dato ragione.
LA DAVIS TORNA A BOLOGNA
L’Italdavis tornerà a giocare a Bologna, sede dal 13 al 18 settembre del girone degli azzurri per le Finals del 2022. Non accadeva dal 1976, inizio del cammino verso l’unico trionfo in Coppa. “La migliore scelta possibile”, commenta il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi nella conferenza stampa in cui la città felsinea è ufficializzata come sede di un girone delle Davis Cup Finals per i prossimi cinque anni.
FRATTURA AD UNA COSTOLA PER RAFA
Lo spagnolo, che aveva cominciato a sentire dolore nella semifinale di Indian Wells contro Alcaraz ed aveva poi accusato fitte acute e problemi respiratori nella finale contro Fritz, ne scopre la causa al rientro in Spagna quando il suo medico Ángel Ruiz Cotorro gli comunica il responso dei controlli cui si era sottoposto: frattura ad una costola. Nadal salterà Monte-Carlo e Barcellona: gli Internazionali BNL d’Italia potrebbero essere la sua unica prova significativa prima del Roland Garros. Nadal aveva raggiunto imbattuto la finale del Masters 1000 californiano: aveva vinto tutte le 20 partite disputate quest’anno.
Queste le sue parole su Twitter: "Ciao a tutti, volevo far sapere che sono tornato in Spagna e sono andato subito dalla mia equipe medica per fare i test dopo la finale di Indian Wells che ho giocato con tanti dolori. A quanto risulta, ho una frattura da stress a una costola e starò fuori per 4-6 settimane. Questa non è una buona notizia e non me l’aspettavo. Sono triste e abbattuto perché l'inizio della stagione era andato davvero bene. Sono arrivato a un periodo molto importante dell'anno con ottime sensazioni e buoni risultati. Comunque, ho sempre avuto la mentalità di lottare e vincere: quello che farò è essere paziente e lavorare sodo dopo la mia guarigione. Ancora una volta grazie a tutti per il supporto".
COAST TO COAST: ECCO MIAMI
Esordio amaro per Lorenzo Musetti nel “Miami Open”, secondo ATP Masters 1000 stagionale (combined con un WTA 1000) dotato di un montepremi di 8.584.055, sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL), in Florida. Il 20enne di Carrara, n.76 ATP, più interessato a dare spettacolo che alla concretezza, lascia via libera all’australiano Popyrin, n.92 ATP. Esce al secondo turno (ma per lui è il debutto) Lorenzo Sonego, n.21 del ranking e 19 del seeding, che cede in tre set allo statunitense Kudla, n.84 ATP, proveniente dalle qualificazioni. Forfait di Matteo Berrettini, n.6 del ranking e 4 del seeding, per un problema alla mano destra.
Terzo turno fatale per Fabio Fognini: il 34enne di Arma di Taggia, n.34 del ranking e 31 del seeding, dopo il successo in rimonta sul giapponese Daniel, n.106 ATP, raccoglie solo sei giochi contro l’australiano Kyrgios, n.102 ATP, in tabellone con una wild card ed in grande condizione, protagonista dell’eliminazione del russo Rublev, n.7 del ranking e 5 del seeding.
A “vendicare” il ligure ci pensa Jannik Sinner, sopravvissuto ad 8 match-point nei primi due turni del torneo (contro Ruusuvuori, 3, e Carreno Busta, 5), che batte in due set l’australiano sull’orlo (e anche oltre) di una crisi di nervi centrando per il secondo anno di fila i quarti in Florida. Ma la sua corsa finisce lì. Neanche il tempo di cominciare ad appassionarsi al match che arriva la doccia fredda: dopo appena 22 minuti di gioco il 20enne di Sesto Pusteria, n.11 del ranking e 9 del seeding, finalista lo scorso anno (stoppato sul più bello da Hurkacz), lascia via libera all’argentino Cerundolo, n.103 ATP, rivelazione del torneo (4-1 per il sudamericano lo score al momento dello stop), per un problema di vesciche al piede destro. Prima semifinale da “1000” in carriera: quello della Florida è davvero un torneo fortunato per Francisco, alla prima presenza in un main draw tanto prestigioso lui che non aveva mai vinto un match sul cemento. Arriverà vicinissimo ai top 50.
CARLOS CONTINUA A STUPIRE
Va agli annali come un match da cineteca anche la nuova versione di Alcaraz-Tsitsipas, che va in scena negli ottavi a Miami. Davanti agli oltre 5000 spettatori di un GrandStand “sold out” il vincitore però è lo stesso della versione originale, quella degli Us Open 2021, che il 18enne di El Palmar aveva vinto in cinque set mostrando al mondo tutto il suo potenziale. Questa volta Carlos, n.16 del ranking e 14 del seeding, fa molto più in fretta arginando uno Stefanos, n.5 ATP e terza testa di serie, che offre un inizio di partita stellare prima di arrendersi 75 63.
Nei quarti Alcaraz supera di un soffio, con un’altra prestazione spettacolare, il serbo Kecmanovic, n.48 ATP, a suon di grandi accelerazioni, micidiali passanti e millimetrici lob. Il pubblico si esalta e lo trascina al successo quando deve salvarsi, a due punti dalla sconfitta: nessuno prima di lui al penultimo atto sia a Indian Wells che a Miami a 18 anni (Nadal, Djokovic, Murray e Agassi ci sono riusciti a 19 anni, e poi sono diventati tutti numero uno del mondo…). Il “baby” spagnolo ha dedica la vittoria al coach Juan Carlos Ferrero: l’ex number one non è potuto restare a Miami a seguirlo perché è dovuto tornare in Spagna per l’improvvisa morte del padre. In semifinale altra battaglia, pur se in due set, per eliminare il polacco Hurkacz, n.10 del ranking ed 8 del seeding, campione in carica, che nei quarti aveva battuto Medvedev, n.2 ATP e prima testa di serie, impedendo al russo di riprendersi lo scettro mondiale dalle mani di Djokovic (assente nei “1000” statunitensi in quanto “no vax”).

La festa di Alcaraz, successo da campione
la "sbracciata" di diritto di Carlos Alcaraz (foto Getty Images)
UNA FINALE CHE SEMBRA SORPRENDENTE…
A 18 anni e 333 giorni Carlo è il quarto più giovane finalista in un “1000” dopo Chang (18 anni e 157 giorni in Canada nel 1990), Nadal (18 anni e 304 giorni a Miami 2005) e Gasquet (18 anni e 331 giorni ad Amburgo 2005). Dall’altra parte della rete c’è il norvegese Ruud, “figlio d’arte” (seguito da papà Christian, ex n.39 del mondo, presso l’Academy di Rafa Nadal a Maiorca), ma un “campione fantasma” non solo per il nome, mutuato da un famoso cartone animato. Casper è n.8 del ranking e 6 del seeding, ma probabilmente in pochi si ricordano che alle Nitto ATP Finals di Torino è arrivato in semifinale, coronamento di un 2021 con 5 trofei messi in bacheca.
Ruud liquida in due set nei quarti “Sascha” Zverev, n.4 del ranking e secondo favorito del torneo, ed in semifinale rifila lo stesso trattamento a Cerundolo, con la dotazione di fortuna oramai esaurita (se batti Opelka per ritiro, Monfils perché vuol partire con la moglie, Tiafoe perché si infortuna nel set decisivo, Sinner che abbandona dopo cinque game per una vescica al piede…come vuoi chiamarla?), raggiungendo a 23 anni la sua prima finale in un Masters 1000.
ALCARAZ DA RECORD
Il più giovane campione nella storia del torneo (titolo strappato niente meno che a Nole, 2007), il terzo più precoce vincitore di un “1000” dal 1990. Nella finale di Miami Carlos batte Ruud 75 64. Il ragazzino spagnolo non mostra tensione né quando va sotto 1-4 nel primo set, né quando va a servire per il match. Bellissimo l’abbraccio con coach Ferrero, rientrato in Spagna dopo Indian Wells per l’improvvisa morte del padre ma tornato in Florida in tempo per assistere al match finora più importante nella carriera del suo pupillo.
Straordinario Alcaraz, che arriva a 18 successi in 20 partite giocate nel 2022: ha perso solo contro Berrettini al terzo turno degli Australian Open e contro Nadal in semifinale ad Indian Wells.Grazie a questo successo Carlos fa ancora un passo avanti verso l’ingresso in top 10: sale infatti al numero 11 del ranking, a soli 29 punti dalla decima poltrona. Che altro? Solo la telefonata del re di Spagna Filippo VI….
BERRETTINI OPERATO
L’operazione alla mano destra di Matteo Berrettini riesce perfettamente. E’ lo stesso numero uno azzurro a comunicare direttamente in un post su Instagram l’esito dell’intervento, svolto a Barcellona, necessario dopo il forfait a Miami: "Io e il mio team abbiamo parlato con medici e specialisti, avendo effettuato tutti i controlli e gli accertamenti del caso - scrive - ci hanno consigliato di procedere con una piccola operazione per garantire un rapido e completo recupero. Mi sono sottoposto all’operazione ed è andata molto bene. I medici e il mio team stanno già discutendo del programma per tornare in campo e appena avremo un quadro più chiaro vi fornirò maggiori aggiornamenti".
RIENTRO AMARO PER THIEM E WAWRINKA
Dominic e Stan scelgono entrambi l’”Anytech 365 Andalucia Open”, ricco Challenger sui campi in terra rossa del Puente Romano Beach Resort di Marbella, in Spagna, come torneo del rientro nel tour. Thiem perde 63 64 contro l’argentino Cachin, n.228 ATP: Wawrinka si ferma 62 64 contro lo svedese Elias Ymer, n.131 AT. L’austriaco era assente dall’ATP di Maiorca, a giugno 2021: lo svizzero mancava da ancora più tempo (dal torneo di Doha, a marzo 2021). E giusto per non farsi mancare niente qualche giorno dopo Thiem risulta positivo al Covid-19….
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