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Berrettini dal sogno all'incubo: si infortuna ed esce in lacrime

Matteo Berrettini è costretto a ritirarsi nel primo incontro delle Nitto ATP Finals a Torino dopo un bellissimo primo set giocato alla pari con Alexander Zverev, n. 3 del mondo. "So come ci si sente, è la peggiore sensazione per un giocatore" dice Zverev. Atteso in giornata il responso degli esami medici che stabiliranno se l'azzurro potrà proseguire il torneo. In caso contrario potrebbe subentragli Jannik Sinner, prima riserva con n. 9 della Race to Torino

di | 14 novembre 2021

Il momento in cui Matteo Berrettini si rende conto di non poter più continuare il suo match con Zverev

Il momento in cui Matteo Berrettini si rende conto di non poter più continuare il suo match con Zverev

Un diritto, la paura, le lacrime. Piange di rabbia e frustrazione Matteo Berrettini, che deve ritirarsi dopo poco più di un set della prima partita nella prima edizione italiana delle Nitto ATP Finals. Serve a poco, per quanto bello, l'abbraccio finale con Alexander Zverev che va dalla sua parte del campo per consolarlo.

Finisce così, sul 7-6 1-0 Zverev, un incontro iniziato con ben altre premesse, con la grande attesa del pubblico di Torino. Finisce con un infortunio al fianco sinistro (addominali?) che gli impedisce di soddisfare i desideri di tifosi calorosi come nelle serate magiche dell'Europeo di calcio

"E' la peggiore sensazione per un giocatore" ammette un solidale Zverev, che disegna una faccina triste sull'obiettivo della telecamera dopo la vittoria.

Sono momenti di attesa trepidante per capire l'entità dell'infortunio dell'azzurro che non solo è uno dei grandi protagonosto di queste Nitto ATP Finals (e stava giocando uno splendido match, equilibratissimo con il tedesco) ma è anche il numero uno della squadra azzurra che dal 25 novembre sarà impegnata, sempre a Torino, nelle Davis Cup Finals. Nel caso non dovesse farcelaa giocare i prossimi match del Gruppo rosso, gli subentrerebbe nel torneo l'alternate, cioà la riserva, Jannik Sinner, che ha chiuso al n.9 della Race to Torino.

Il primo set aveva suscitato grandi e crescenti aspettative nel pubblico. Berrettini si era sciolto dopo l'inizio della partita, era diventato via via più aggressivo e capace di girare un match in cui il tedesco aveva tenuto il controllo del gioco nei primi game.

Era stato bravo a sfruttare il suo diritto in uscita dal servizio per accorciare gli scambi e togliere a Zverev la possibilità di attaccarlo velocemente sul rovescio o con palle alte e profonde sul diritto.

Mancate due chances per chiudere il set con due risposte imprecise, Berrettini ha giocato un tiebreak trascinante pur se senza il lieto fine.

Poi è arrivato il momento della rabbia, della delusione, della paura per uno scenario già vissuto. "Ho sentito dolore nella stessa zona dello stiramento in Australia - ha detto -, anche se non è stata una fitta simile. Certo ora non posso dire nulla sull'entità. Di sicuro, è il giorno peggiore che abbia mai vissuto su un campo da tennis" ha detto dopo la partita.

Il match, almeno la parte che si è disputata, ha detto che Matteo Berrettini è un gioiello da maneggiare con cura, con un tennis forgiato su un fisico forte e insieme fragile. Il suo è un gioco tutto di forza, e questo lo porta a sottoporre il fisico a stress intensissimi per poter arrivare ai livelli di eccellenza raggiunti negli ultimi due anni. Le sue stagioni sono spesso interrotte da problemi di carattere muscolare, dopo essere state a lungo fermate da infortuni alle articolazioni o alla schiena.

"Spero anche solo al 60% di poter tornare in campo e di godermi questa splendida atmosfera. Me la sono meritata e mi sta sfuggendo di mano senza che possa farci niente" ha concluso.

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