Felix Auger-Aliassime riscatta la sconfitta contro Ruud alle Nitto ATP Finals, con Toni Nadal nel box. Il maiorchino perde la quarta partita di fila, e non gli succedeva dal 2009
di Alessandro Mastroluca, da Torino | 15 novembre 2022
Non ha l'età, Rafa Nadal. Non ha più l'età per generare soggezione, per mettere il blasone del campione al servizio di un sogno ormai sempre più lontano. Dopo Taylor Fritz, il maiorchino si arrende 63 64 a Felix Auger-Aliassime: non aveva mai perso due partite nel girone delle Nitto ATP Finals contro due giocatori alla prima partecipazione nel torneo.
Da un anno e mezzo Auger-Aliassime, secondo canadese a giocare le Finals in 53 anni di storia, ha scelto come consigliere Toni Nadal, zio e storico coach di Rafa. Al Roland Garros, nel primo scontro diretto vissuto col cuore diviso, Toni aveva scelto di non sedersi nel box di nessuno dei due. Alle Nitto ATP Finals ha assistito alla sconfitta di Nadal contro Fritz insieme a Carlos Moya e Marc Lopez, e a questa partita accanto a Frederic Fontang, il coach francese di Auger-Aliassime.
Impassibile per scelta, con quella faccia un po' così di chi si chiede, come Gunther Grass durante Germania Ovest-Germania ai Mondiali di calcio del 1974, "cosa succede quando ci si sente sdoppiati". Ma quando Auger-Aliassime stampa l'ennesimo servizio vincente per salire 63 53, il peso del contrasto si vede tutto: Fontang applaude orgoglioso, Toni chiude gli occhi e abbassa la testa.
Forgiato nelle difficoltà, Nadal si arrende alle complicazioni della storia. E incassa la quarta sconfitta consecutiva dopo quelle contro Frances Tiafoe agli ottavi dello US Open, Tommy Paul all'esordio a Parigi-Bercy e Fritz a Torino. Era dal 2009 che il maiorchino non perdeva quattro partite di fila.
La partita è un inno all'imperfezione, ai fiori non colti, alle gambe che non seguono quel che la mente vorrebbe. Nel primo set manca quattro palle break, e perde il servizio nell'ottavo game da 40-0 complici due doppi falli e un errore in lunghezza non da lui.
Come non da lui è chiudere un set con un terzo dei colpi vincenti dell'avversario, con una crescente difficoltà a contrastare le prime esterne del canadese.
Il campo veloce, lo spiegava già dopo la partita contro Fritz, non aiuta Nadal, frenato nelle fantasie di ennesima rinascita dal doversi adattare a un tempo di gioco non suo.
Il tempo lo detta Auger, che vince l'81% di punti quando serve la prima e 53 punti a 38 negli scambi brevi, durati al massimo quattro colpi. E' apparso molto meno bloccato di quanto visto all'esordio contro Casper Ruud, molto più vicino alla sua versione migliore, che ha prodotto le 16 vittorie di fila e i tre titoli in tre settimane a Firenze, Anversa e Basilea. Auger-Aliassime si conferma così il miglior giocatore con più partite vinte indoor in stagione, 28 su 34 partite.
Rafa Nadal impegnato contro Felix Auger-Aliassime alle Nitto ATP Finals (Foto Sposito)
Nadal lotta con quello che ha, e i tifosi al Pala Alpitour gli riconoscono l'orgoglio del campione, il fascino intatto della leggenda. Tanti anche gli stranieri in questa edizione del torneo, piacevolmente sorpresi dall'impianto e dalle bellezze di Torino: una doppia affascinante scoperta.
Il pubblico sostiene il vecchio campione, ma rispetta il giovane talento che dà ampi indizi di una futura grandezza. In campo è feroce, ma fuori educato e misurato, un elegante uomo di mondo che non a caso Rublev ha soprannominato "Oxford".
Un giovane uomo che si porta dentro grandi orizzonti e le ispirazioni di campioni come Arthur Ashe. Ma sotto sotto è un ragazzo di 22 anni, un figlio che fa sorridere mamma e papà dopo la quinta vittoria stagionale in Top 5, la prima in carriera contro Nadal. Dopo una gioia impossibile da dimenticare.