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ATP Cup: Italia da urlo, la Spagna ko. Finale con la Russia live da mezzanotte - Le foto

La Spagna al tappeto: Fabio Fognini batte Pablo Carreno Busta, per la prima volta dopo sette sconfitte consecutive, e Matteo Berrettini chiude la pratica in due set contro Roberto Bautista Agut. Nadal assiste impotente dalla panchina. Nell'altra semifinale Medvedev batte Zverev in un match maratona dopo che Rublev aveva superato Struff. Da mezzanotte si vedrà chi è la più forte del mondo. La replica del match con gli iberici oggi alle 13.00 (e alle 21) su Supertennis

di | 06 febbraio 2021

Fognini festeggia il successo contro Carreno Busta

Fabio Fognini esulta così dopo il successo contro Pablo Carreno Busta

Bastano due singolari all’Italia del tennis per mandare al tappeto la Spagna, regalarsi una delle giornate più belle degli ultimi anni e qualificarsi per l’atto conclusivo dell’ATP Cup, in programma domani contro la Russia di Rublev e Medvedev. Merito di un Fognini geniale e ispiratissimo e di un Berrettini che ha sfoderato il suo campionario di armi intelligenti e contundenti. Ma anche di un gruppo unito e duro, plasmato da Vincenzo Santopadre, e che alla fine si è sciolto in un abbraccio e in un canto corale che la dicono lunga sul significato della manifestazione.

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Fognini b. Carreno Busta 62 16 64

Eppure Fognini partiva da un eloquente 0 su 7 nei testa a testa con Pablo Carreno Busta, che in classifica lo precede anche di una posizione.

Invece l’azzurro, n. 17 del ranking, ha messo in campo una di quelle prestazioni da stropicciarsi gli occhi. Meraviglioso nel primo set, nel quale ha trovato qualsiasi taglio, angolo, accelerazione e soluzione, Fabio è stato poi frenato dalla pioggia. Quattro gocce impreviste, cadute sul 6-2 1-0 in suo favore, che hanno portato a 40 minuti di sospensione.

Alla ripresa, dopo la chiusura del tetto (e dopo che tutti i presenti avevano dovuto indossare le mascherine), il ligure ha cominciato ad alternare vincenti da applausi ad errori gratuiti, mentre l’asturiano fiutava l’aria che tirava e indossava i panni della formichina, sbagliando il minimo indispensabile e passando alla cassa, incamerando il secondo set per 6 giochi ad 1.

Nel terzo parziale Fabio cambiava di nuovo racchetta, trovando finalmente il feeling con le corde e con le condizioni di gioco indoor. Il 33enne di Arma otteneva subito il break, strappando il servizio a Carreno con un dritto inside out accompagnato dal boato dalla panchina azzurra, poi non sfruttava la palla per il 3-0 con doppio break, ma trasformava quella del 4-1. Un piccolo calo di intensità di Fognini riportava in partita lo spagnolo, che si avvicinava pericolosamente sul 4-3, prima che Fabio ritrovasse la verve e l’intraprendenza del primo set e portasse a casa il primo punto con tre splendidi vincenti consecutivi nell’ultimo game. Uno più bello dell’altro: dritto, volée di dritto e magnifica stop volley di rovescio per il 6-2 1-6 6-4.

Berrettini b. Bautista Agut 63 75 

Dopo 2 ore e 20 minuti Italia era quindi sull’1-0. E altri 28 minuti più tardi gli azzurri erano addirittura ad un set dalla finale.

Berrettini – che con Bautista vantava una sfilza di precedenti positivi a cominciare dalla finale di Gstaad ’18, quella del primo titolo della carriera conquistato nell’impianto intitolato, guarda caso, all’australiano Roy Emerson – partiva con la barra a dritta, tenendo i primi due turni di servizio a zero, brekkando lo spagnolo nel terzo gioco e concedendo a Bautista la miseria di 4 punti alla battuta prima di chiudere il parziale 6-3 con l’ennesimo servizio vincente.

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Un’altra pausa, un MTO richiesto dall’iberico, aveva l’effetto dei chiodi sull’asfalto per il numero 10 del mondo. Berrettini calava leggermente d’intensità, non dominava più i propri turni di servizio e non riusciva sempre tenere il fiato sul collo del 32enne catalano. Ma aveva il merito di non arretrare di un centimetro.

Così alla fine, in una partita impreziosita da un diritto in controbalzo in uscita dal servizio sul 4-1 nel primo set e soprattutto da un lob con un tweener seguito da una stop volley di rovescio nel delicato decimo game del secondo, il romano sperimentava anche l’ebbrezza dell’arrivo spalla a spalla.

Dopo le prove di forza contro Thiem e Monfils, i riflettori della John Cain illuminavano anche la prova di nervi e di testa con Bautista. Decisa sul filo grazie ad un passante di diritto vincente che mandava Berrettini a servire sul 6-5 e poi, grazie al solito apporto delle mattonelle scagliate a 212 km/h dalla Head Extreme di Matteo, che impacchettava la sfida in un’ora e 25 col punteggio di 6-3 7-5.

Ora ci aspetta la supersfida contro la Russia dei giganti Daniil Medvedev, n.4 del mondo e Andrey Rublev, n.8, unica nazione al mondo con due top 10.

Rublev e Medvedev hanno chiuso il discorso con la Germania già con i singolari: il primo ha regolato Jan-Lennard Struff 3-6 6-1 6-2 in un'ora e 24 minuti. Medvedev ha dovuto invece lottare per due ore e 38 minuti per avere la meglio su Alexander Zverev, n.7 del mondo, 3-6 6-3 7-5.

ATP CUP – RISULTATI

Italia b. Spagna 2-0

F. Fognini b. P. Carreno Busta 6-2 1-6 6-4

M. Berrettini b. R. Bautista Agut 6-3 7-5

Russia b. Germania

A. Rublev b. J-L. Struff 3-6 6-1 6-2

D. Medvedev b. A. Zverev 3-6 6-3 7-5

La finale

Italia-Russia
Rod Laver Arena (24 ora italiana)
Fabio Fognini (ITA) v Andrey Rublev (RUS)
Matteo Berrettini (ITA) vs (Daniil Medvedev (RUS)
Simone Bolelli/Andrea Vavassori (ITA) vs Evgeny Donskoy/Aslan Karatsev (RUS) (soggetta a cambiamenti) 

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