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Eventi internazionali

Medvedev va veloce, Murray combatte quasi 5 ore

Nella notte il finalista 2019 domina Delbonis, Andy recupera due set al giapponese Nishioka, che manca anche un match point. Nel Day 2 degli US Open l’austriaco supera Munar che si ritira dopo due set, al secondo turno anche Raonic e Bautista Agut

di | 02 settembre 2020

Andy Murray

La soddisfazione di Andy Murray

E’ il giorno degli aspiranti rivali di Novak Djokovic nella corsa al titolo degli US Open. Il Day 2 del secondo Slam di una stagione martoriata dalla pandemia, sui campi di Flushing Meadows, è dedicato infatti al primo turno della metà inferiore del tabellone, quella presidiata come principali teste di serie di riferimento da Dominic Thiem e Daniil Medvedev, che non tradiscono all'esordio. Ma dove trovano posto anche altri potenziali outsider, a cominciare da un certo Andy Murray, che il trofeo a New York lo ha già sollevato nel 2012. E che dimostra un campo un cuore da autentico campione, con una di quelle rimonta che verranno ricordate a lungo.

L'ingresso in campo di Daniil Medvedev, con mascherina

Il ritorno di Medvedev sulla “scena del delitto”

E’ avvenuto sotto i riflettori l’ingresso in scena di Daniil Medvedev, che dodici mesi dopo la sua prima finale in un Major tornava sul “luogo del delitto”, ovvero l'Arthur Ashe Stadium, dove ha chiuso il programma contro l’argentino Federico Delbonis, numero 79 del ranking. Ebbene, anche se di fronte per la prima volta aveva un giocatore di esperienza, abituato a cimentarsi contro i big sui palcoscenici più prestigiosi - a gennaio all'ultimo Australian Open è stato avversario di Rafa Nadal sulla Rod Laver Arena, salvando 17 delle 20 palle break concesse - il 24enne di Mosca, numero 5 del mondo e terza testa di serie ha fatto capire le sue intenzioni. Il russo, dopo lo stop nei quarti del “Western & Southern Open” (difendeva il titolo 2019) per mano dello spagnolo Roberto Bautista Agut, ha impiegato appena un’ora e tre quarti per liquidare 61 62 64 il 29enne mancino di Azul. 
Vincere in tre set è importante" ha detto Medvedev, che ha finito l'incontro alle 23.20 ora di New York. "Ho giocato un match solido, non ho provato colpi pazzi ed è stata la chiave”.

Dopo lo stop nei quarti del “Western & Southern Open” (difendeva il titolo 2019) per mano dello spagnolo Roberto Bautista Agut, proseguirà contro Christopher O'Donnell, australiano numero 116 del mondo. Medvedev intende ripetere il cammino della passata edizione nella Grande Mela provando a sfruttare l’assenza dei due fuoriclasse per antonomasia del circuito, che insieme a Djokovic la fanno da padroni negli Slam.

Murray show sull’Arthur Ashe

Sull’Arthur Ashe Stadium, il ritorno di Andy Murray a Flushing Meadows dopo due anni è un match da ricordare. Lo scozzese, campione 2012, ha messo in campo tutto. E alla fine ha vinto. Ha ribaltato una partita quasi persa, e più volte. Era sotto di due set e di un break nel terzo, ha salvato un match point nel quarto e recuperato di nuovo un break di svantaggio nel quinto. Ma ha vinto 46 46 76(5) 76(4) 64, dopo 4 ore e 39 minuti.

Trovarsi di fronte Andy Murray, seppur numero 115 del mondo, non è facile per Nishioka che è entrato in Top 50 quest'anno ma negli Slam non ha mai ottenuto grandi risultati. Lo scozzese ha messo in campo il suo essere campione, e col traguardo vicino il giapponese ha sentito il peso del momento, la pressione della grande impresa rimasta solo accarezzata. 

"Sono stanco, le dita dei piedi fanno malissimo" commenta Murray a caldo nell'intervista in campo. Fa fatica perfino a camminare, ma è evidentemente orgoglioso di una rimonta così. "All'inizio della partita, avevo paura di giocare un match lungo. Giocavo di fretta, cercavo di crearmi tante occasioni ma sbagliavo molto, colpivo troppo tardi. Dovevo cambiare qualcosa". Il piano è perfettamente riuscito. 

Il 33enne di Dunblane porta a 46 vittorie e 12 sconfitte il bilancio personale agli US Open dopo una settimana incoraggiante al “Western & Southern Open” in cui ha messo in fila Frances Tiafoe e poi Alexander Zverev, ottenendo la sua prima affermazione su un top 10 dal Roland Garros 2017, prima di trovare semaforo rosso davanti al redivivo Milos Raonic.

Soddisfatta mamma Judy che posta un appropriato "hip hip hurrà" per suo figlio. In inglese, peraltro, "hip" vuol dire "anca", e se Murray può vincere una partita così e tornare in campo per il secondo turno senza conseguenze e senza eccessivi dolori, la festa è doppia.

Andy Murray ha vinto un match incredibile contro Yoshihito Nishioka

Munar si ritira, avanza Thiem

L’austriaco, numero 3 della classifica mondiale e secondo favorito del seeding in un’edizione orfana delle icone Rafa Nadal (campione uscente) e Roger Federer, ha iniziato la sua campagna nella ‘bolla’ newyorchese battendo lo spagnolo Jaume Munar, numero 105 Atp, che sul Louis Armstrong Stadium si è ritirato sotto 76(3) 63.

I tre precedenti, tutti disputati sul rosso, parlavano in favore di Thiem, con il 23enne maiorchino - semifinalista delle Next Gen ATP Finals 2018 a Milano – capace di far suo l’unico set nell'ultimo confronto a Rio de Janeiro nel febbraio scorso. Proprio quello era stato l’ultimo successo nel Tour per il 26enne di Wiener Neustadt, che alla ripresa la scorsa settimana ha rimediato appena tre game contro Filip Krajinovic al “Western & Southern Open”.

Il finalista dell'Australian Open di quest'anno, capace nel 2018 di raggiungere i quarti in questo torneo e spaventare Nadal (il mancino di Manacor la spuntò al tie-break del quinto set) ha evitato la seconda eliminazione di fila all'esordio a New York. Dodici mesi fa, reduce anche da un virus influenzale, fu sgambettato all’esordio dall’azzurro Thomas Fabbiano.

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Raonic in cerca di conferme

Avanza il canadese Milos Raonic, 25esima testa di serie ma risalito al numero 18 Atp con la finale nel “1000” che ha preceduto questo appuntamento. Era un altro degli osservati speciali e al debutto non ha fallito: 63 62 63 per sbarazzarsi dell’argentino Leonardo Mayer, numero 120 Atp, già battuto da Raonic nel 2015 a Madrid negli ottavi. Al secondo turno lo attende il "derby" con Vasek Pospisil, per l'ottava volta in carriera tra tornei ITF e circuito maggiore. Il bilancio vede Pospisil, che si è dimesso dal Player Council ATP, in vantaggio 4-3. I due hanno giocato anche una semifinale al Masters 1000 di casa a Montreal nel 2013, una sfida storica per il Canada. 

Milos Raonic si concede un colpo sotto le gambe

Roberto Bautista Agut colpisce di dritto

Bautista Agut aggira il pericolo… Tennys

Un altro giocatore “caldo” come lo spagnolo Roberto Bautista Agut, numero 11 della classifica e ottava forza del torneo, ha superato 64 64 76(3) un cliente temibile come lo yankee Tennys Sandgren, numero 48 Atp.

Nel primo confronto diretto, lo spagnolo ha vinto il 66% di punti con la seconda e salvato 17 delle 19 palle break concesse all’americano, due volte ai quarti a Melbourne. Il 32enne di Castellon de la Plana, che la settimana scorsa è stato capace di raggiungere le semifinali al “Western & Southern Open” e mettere paura persino a Djokovic, sfiderà il serbo Miomir Kecmanovic, vincitore sull'azzurro Gianluca Mager.

Il messaggio contro il razzismo agli US Open

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