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Eventi internazionali

Tutto facile a NY per Djokovic: imbattuto nel 2020

Esordio senza problemi per il n.1 del mondo contro Dzumhur e per Tsitsipas con Ramos-Vinolas. Zverev supera in 4 set Anderson finalista 2017 e Goffin doma il gigante Opelka. Shapovalov fa suo il testa a testa Next Gen con Korda jr. Fuori Schwartzman, rimontato da Norrie, e Isner, ko nel derby con Johnson

di | 01 settembre 2020

Stefanos Tsitsipas

Il rovescio a una mano di Stefanos Tsitsipas

Esordio in carrozza per Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas, rispettivamente numeri 1 e 4 del seeding, agli US Open, secondo Slam di una stagione martoriata dalla pandemia, partito sui campi di Flushing Meadows. Il Day 1 nella ‘bolla’ di New York, dedicato agli incontri della parte alta del tabellone sia maschile che femminile, vede approdare al secondo turno (in 4 set però) anche Alexander Zverev, quinto favorito del seeding, David Goffin e uno dei Next Gen più amati dai fans come Denis Shapovalov, che proprio qui tre anni fa, sospinto però dal calore del pubblico, ha ottenuto uno dei risultati più importanti della sua giovane carriera.

Novak Djokovic esulta alla sua maniera appena chiuso il match

Djokovic non dà scampo a Dzumhur

Un ingresso in scena convincente e al tempo stesso comodo per Novak Djokovic. Il numero uno del mondo, appena un paio di giorni fa su questi stessi campi vincitore del 35esimo trofeo Masters 1000 (il “Western and Southern Open”, quest’anno causa pandemia spostato nella ‘bolla’ della Grande Mela), si è sbarazzato per 6-1 6-4 6-1 in un’ora e 58 minuti del bosniaco Damir Dzumhur, numero 109 Atp, sconfitto tre volte in altrettanti testa a testa. Il 33enne di Belgrado resta così imbattuto nel 2020 con una striscia di 24 vittorie di fila e lancia nel migliore dei modi la sua caccia al poker nel Major statunitense (il serbo ha trionfato nel 2011, 2015 e 2018) dove insegue il 18° titolo dello Slam per ridurre il gap dai grandi rivali Roger Federer (20 Slam in bacheca) e Rafael Nadal (19).

"Sono partito molto bene, andando avanti un set e un break, poi le cose sono diventate più complicate. Ho smarrito un po’ il mio focus, lui ha cominciato a sbagliare meno ed è uno dei giocatori più veloci del circuito… Sono stato sollevato nel chiudere sul 6-4 la seconda frazione. Qualche volta mi capita di perdere concentrazione, ma è importante ritrovarla prima possibile", le parole di commento di Nole, in questi giorni sotto i riflettori non solo per i successi sportivi ma anche per essere il leader della nuova associazione giocatori che rischia di spaccare il tour e i suoi protagonisti. Al secondo turno Djokovic troverà sulla sua strada il britannico Kyle Edmund, che si è imposto per 26 75 75 60 sul kazako Alexander Bublik: il serbo conduce 5-1 nei precedenti, con unico ko al “1000” di Madrid nel 2018.

Tsitsipas passeggia con Ramos-Vinolas

E’ stato davvero poco più di un allenamento l’ingresso in scena del greco Stefanos Tsitsipas, numero 6 del ranking mondiale e quarto favorito del seeding, impegnato sul campo numero 17 contro il mancino spagnolo Albert Ramos-Vinolas, numero 41 Atp con un passato da top 20 (numero 17 nel maggio di tre anni fa): 62 61 61 l’eloquente punteggio in favore del 22enne di Atene, capace di mettere a segno 38 vincenti (compresi 13 ace) contro i 7 del 32enne catalano, sconfitto per la terza volta in altrettanti incroci (Barcellona 2018 e Basilea 2019 gli altri). Il trionfatore delle ultime ATP Finals, reduce dalle semifinali nel “1000” che ha preceduto questo appuntamento, ha colto così il 14esimo successo stagionale su 16 match disputati in questo anno così particolare. Prima della sospensione del circuito, infatti, Tsitsipas aveva conquistato il trofeo Open 13 Provence a Marsiglia ed era stato finalista a Dubai. Serviranno però test più impegnativi per capire quali possono essere le sue ambizioni nella Grande Mela.

Zverev vince la sfida fra giganti con Anderson

L’onore della prima partita maschile dell’edizione 2020 sull'Arthur Ashe Stadium è toccato ad Alexander Zverev, numero 7 della classifica mondiale e quinta testa di serie, che non ha tradito le attese contro il sudafricano Kevin Anderson, oggi numero 117 Atp ma in grado di raggiungere la finale in questo torneo tre anni fa. Curiosamente chiamato ad esordire contro un ex top 5, come già accaduto al Western & Southern Open dove è uscito di scena per mano di Andy Murray, il 23enne di Amburgo ha centrato la sesta affermazione in altrettanti match con il gigante di Johannesburg. Dopo aver servito sul 5-4, il ragazzone tedesco con sangue russo ha dovuto rifugiarsi al tie-break, dove ha avuto vita facile (7 punti a 2) anche per i tanti errori dell’avversario, che ha chiuso un “gioco decisivo” disastroso con un doppio fallo, lui che nel servizio ha la sua principale arma. Anderson con un tape protettivo al ginocchio destro ha reagito e pareggiato i conti, strappando la battuta a Sascha nell’11esimo game. Però con il passare dei minuti il suo tennis ha perso man mano potenza e Zverev, orfano in questo Slam sia del padre che del nuovo coach David Ferrer (contatti quotidiani via web). ha potuto gestire la situazione senza particolari patemi. E nel quarto set il break al sudafricano sul 5-5 è stato quello decisivo per aprirgli le porte del secondo turno, contro il baby americano Brandon Nakashima (classe 2001).

Alexander Zverev colpisce di diritto in allungo

‘Golia’ Opelka abbattuto da 'Davide' Goffin

Ha superato un esame tutt’altro che semplice pure David Goffin, numero 10 Atp e settima testa di serie, chiamato a fare i conti con la potenza del servizio di Reilly Opelka, numero 35 Atp, uno dei clienti più temibili tra quelli non compresi nel novero delle teste di serie (ne sa qualcosa Matteo Berrettini, sgambettato dal gigante yankee la settimana scorsa). Il belga ha dimostrato lucidità e maggiore continuità di rendimento del gigante statunitense (2 metri e 11 di altezza), che aveva dato forfait nei quarti al Western & Southern Open per un infortunio al ginocchio destro: 76 (2) 36 61 64 lo score in favore di Goffin, che agli Australian Open 2017 era stato costretto al quinto set per avere ragione del 23enne del Michigan, che poi si era preso la rivincita lo scorso anno a Basilea, imponendosi in tre set. Non sono bastati ad Opelka 47 vincenti (contro i 17 del rivale) per mettere sotto uno dei giocatori tatticamente più intelligenti in circolazione.

David Goffin colpisce di dritto

Il figlio d’arte Korda s’inchina a Shapovalov

Parte con il piede giusto anche Denis Shapovalov, numero 17 Atp e 14esima testa di serie. Il canadese, capace di spingersi fino ai quarti di finale di questo torneo nel 2017, nonostante qualche alto e basso di troppo ha regolato in quattro set il 20enne “figlio d’arte” Sebastian Korda, in tabellone con una wild card: 64 46 63 62 il punteggio del testa a testa fra Next Gen – incrocio fin qui inedito nel tour - dopo due ore e 49 minuti. Korda, da giugno in campo ogni weekend avendo preso parte alle varie partite di esibizione andate in scena negli States, ha retto per due set e mezzo l’andatura del più quotato avversario, che ha saputo cambiare marcia dopo un medical time-out per un trattamento a schiena e parte bassa dell’addome a inizio terzo set. Con una fiammata il biondino ha piazzato il break (4-2) alla sesta occasione utile, per poi incamerare la frazione con un servizio vincente ad uscire a sinistra (84% di punti con la prima nel terzo). E da lì non c’è più stata partita, anche perché Korda è vistosamente calato, sia come intensità che come convinzione.

Il dritto mancino di Denis Shapovalov

La gioia di Steve Johnson

A Johnson il derby a stelle e strisce con Isner

A proposito di yankee, non ha tradito le aspettative il “derby” tra John Isner, numero 22 del ranking e 16esima testa di serie, e Steve Johnson, numero 64 Atp, andato in scena nella notte sul Louis Armstrong Stadium: l’ha spuntata alla fine proprio Johnson per 67(5) 63 67(5) 63 76(3), dopo tre ore e 50 minuti, cogliendo la sesta affermazione in dieci ‘head to head’ (ha vinto le ultime cinque sfide). Al 35enne Long John non sono stati sufficienti 52 ace per piegare il connazionale. A regalare una gioia ai tifosi a stelle e strisce (non dal vivo ma a distanza causa coronavirus) è stato anche Jack Sock, ex top ten precipitato al numero 389 della classifica mondiale, che sempre al tie-break del quinto set ha prevalso sull’uruguaiano Pablo Cuevas, numero 61 Atp: 36 64 62 46 76(2) il punteggio per il 27enne di Lincoln che dodici mesi dopo si è preso una personale rivincita sul sudamericano che lo aveva battuto al primo turno proprio a Flushing Meadows.

Norrie, tiro mancino a Schwartzman

La giornata di apertura regala subito una caduta eccellente, quella dell’argentino Diego Schwartzman, numero 13 del ranking mondiale e nona testa di serie: il 28enne di Buenos Aires, dopo aver incamerato i primi due set, ha subito la rimonta del britannico Cameron Norrie (11 ace), numero 76 Atp, capace di imporsi dopo quasi 4 ore di gioco con il punteggio di 36 46 62 61 75, vincendo gli ultimi tre game dopo essersi trovato sotto 5-4 al quinto. Quando si parla di tiro mancino... 

Diego Schwartzman al Western & Southern open

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