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Eventi internazionali

New York Times: Pospisil e Djokovic lanciano una nuova associazione dei tennisti?

Secondo un documento pubblicato dal New York Times, i giocatori vorrebbero fondare una nuova associazione separata dall'ATP. Tra i promotori indicati Vasek Pospisil, che su Twitter ha annunciato di essersi dimesso dal Players Council, e Novak Djokovic che non si è presentato in conferenza stampa dopo la semifinale vinta con Bautista

29 agosto 2020

Djokovic Atp Cup espressione

Secondo quanto riporta il New York Times, i tennisti starebbero pensando di formare una nuova associazione. Ben Rothenberg e Cristopher Clarey indicano il possibile nome del nuovo soggetto, Professional Tennis Players Association. Il quotidiano USA indica in Novak Djokovic e Vasek Pospisil i due promotori. 

Il canadese ha annunciato ufficialmente le sue dimissione dal Player's Council dell'ATP con un post su Twitter. Ed è l'unico elemento che possiamo dare per certo di questa vicenda. L'altro è che Djokovic non si è presentato per la conferenza stampa, condotta sempre via Zoom, dopo la vittoria con Bautista Agut. Secondo L'Equipe perché i giornalisti del New York Times avevano già diverse domande sul tema, di cui si cominciava a parlare già prima che la semifinale fosse terminata. Ma resta un'ipotesi giornalistica.
Sia il New York Times sia L'Equipe hanno parlato di una lettera che Andrea Gaudenzi avrebbe scritto venerdì ai giocatori. "La questione di un'associazione separata è un tema estremamente importante da non prendere alla leggera. Unirsi a questo soggetto metterebbe in discussione l'esistenza dell'ATP" avrebbe scritto. "Non è logico pensare che sareste meglio rappresentati trasferendo il vostro ruolo dall'interno verso l'esterno del governo del tennis.

Secondo un documento citato dal New York Times, la nuova associazione non avrebbe lo scopo di rimpiazzare l'ATP, ma di "fornire ai giocatori una struttura di auto-governo indipendente dall'ATP, che risponda ai bisogni e alle preoccupazioni dei giocatori che ne faranno parte". Uno dei temi più caldi per i giocatori riguarda la percentuale dei ricavi dei grandi tornei destinata al prize money. 

L'ATP ha risposto con un breve comunicato in cui ha sottolineato come il successo del circuito maschile, la crescita che ha reso il tennis uno degli sport maggiori negli ultimi trent'anni, "si basa sulla partnership paritaria tra giocatori e tornei, e sulla collaborazione con gli Slam, la WTA e l'ITF".

La struttura di governo dell'ATP, prosegue la nota, "offre ai giocatori un posto al tavolo dove si prendono le grandi decisioni che riguardano il circuito. Riconosciamo le sfide che i nostri membri incontrano nelle attuali circostanze, tuttavia crediamo che sia tempo di unità e non di divisioni interne. Il nostro impegno resta immutato perché a tutti i giocatori impegnati in tutte le aree sia garantito il massimo beneficio. E perché le loro voci siano ascoltate. Allo stesso tempo, continuiamo a lavorare a stretto contatto con le altre organizzazioni che governano il tennis con l'obiettivo di realizzare l'autentico potenziale del nostro sport. Soltanto come una disciplina unita saremo davvero in grado di attirare nuovi pubblici, di focalizzare l'esperienza dei fan e assicurare la crescita del tennis".

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