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Sognate, le ragazze son tornate

WTA Palermo, Sara Errani torna nei quarti di un torneo WTA dopo un anno e mezzo. "Sono sensazioni che voglio conservare" ha detto. Elisabetta Cocciaretto batte per la prima volta una top 30 e si spinge ai quarti, come mai le era riuscito prima. "Nell'ultimo anno ho capito come essere un'atleta".

di | 06 agosto 2020

 Elisabetta Cocciaretto al WTA Palermo

Elisabetta Cocciaretto al WTA Palermo

Sogna, ragazza, sogna. Quando il vento passa per le vie del cuore, per un ultimo verso di una grande poesia. Passa il vento e ferma il tempo, almeno per Sara Errani, di nuovo ai quarti di un torneo WTA per la prima volta dopo un anno e mezzo: l'ultima a Bogotà nel 2019. Il vento accelera e li realizza i sogni di Elisabetta Cocciaretto, che guardava Errani giocare a Palermo con Roberta Vinci e Flavia Pennetta sperando un giorno di poter essere come loro. Quel giorno è arrivato. A Palermo ha firmato, nell'ordine, la prima vittoria in un main draw WTA (e contro una top 100) al primo turno contro Polona Hercog, e la prima contro una top 30, Donna Vekic, nel suo esordio sul Centrale del Country Club.

 Il 6-2 6-4 sulla croata, numero 26 del mondo, è il risultato della convinzione nelle scelte, della maturazione che porta a non vedere ostacoli insuperabili, della flessibilità spugnosa per assorbire contraccolpi senza farsi condizionare dai cattivi pensieri. E si è vista tutta dopo il dritto sbagliato per il 15-30 nell'ultimo game, un punto che avrebbe potuto scatenare qualche incertezza, Cocciaretto è pur sempre la più giovane in tabellone. Invece, ha fatto solo scattare la motivazione per giocare gli ultimi punti a tutto braccio e andarsi a prendere il best ranking, l'ingresso fra le prime 150 del mondo: soltanto l'inizio di una strada che porta lontano.

Errani: "A Palermo sono a casa"

Dopo i tre set sfiancanti contro Sorana Cirstea, quinta partita più lunga dell'anno, Errani offre un'altra dimostrazione di quella passione per la competizione, di quel fuoco che alimenta un desiderio di riscatto. Contro Krystina Pliskova, terza per numero di ace nel circuito WTA nel 2020, Errani vince la 100ma partita in un main draw al terzo set e la 180ma sulla terra battuta. Nessuna, su questa superficie ha fatto meglio fra le giocatrici in attività.

Palermo, raccontava l'attrice Isabella Ragonese che ci è cresciuta, è come una donna che non si imbelletta ma sa sempre come sorprendere. "È una città che fa venire voglia di scoprirla. È come i grandi amori: ti manca quando sei lontana" ha detto. All'ex numero 1 azzurra mancavano vittorie così, partite che ormeggiano l'intelligenza dentro un'emozione, naturale come l'abbraccio di un torneo in cui si è sempre sentita a casa.

Sara Errani al WTA Palermo raggiunge i primi quarti da Bogotà 2019

"Ci sono le condizioni qui che mi aiutano a esprimermi meglio. Qui mi sento a mio agio, tranquilla, e questo aiuta a esprimermi meglio" ha detto in conferenza stampa, "i tifosi anche se sono pochi (per le limitazioni dovute al protocollo anti-Covid) mi hanno aiutato moltissimo". 

Perso il primo set, Errani ha cambiato canovaccio, ha costretto Pliskova a rincorrere, in orizzontale e soprattutto in avanti. "Le smorzate mi aiutavano, Pablo [Lozano] mi suggeriva di farne tante perché muoverla era difficile ma in avanti non corre tanto bene" ha spiegato l'azzurra, non influenzata dal temporale estivo che ha interrotto il terzo set per una decina di minuti.  Si è vista una Errani luminosamente vintage finora nel torneo. "Partite come queste cerco di gustarmele e conservarle. Ma non voglio pensare troppo in là che a volte non aiuta" spiega.
Nelle ultime due settimane, ha lavorato per guadagnare spinta e accelerazione con  il dritto. Questa rinnovata tranquillità potrebbe tornare utile anche nel quarto di finale contro una delle rivelazioni del torneo, la francese Fiona Ferro che ha eliminato la testa di serie numero 8 Ekaterina Alexandrova: è la sua seconda vittoria contro una top 30. "E' giovane, potente, stamattina ci siamo allenate insieme" racconta Errani.

Ferro ha raggiunto il sesto quarto di finale WTA, il quinto sulla terra battuta, il primo dal torneo di Palermo dell'anno scorso. Non vinceva almeno due partite di fila dallo US Open 2019, ma durante la quarantena si è allenata costantemente nel campo da tennis che ha fatto costruire a casa, e ha realizzato un filotto di dieci successi in dieci partite nelle esibizioni organizzate nel sud della Francia.
Cocciaretto, come e più della francese, vorrebbe che questa settimana non finisse. Prima del Palermo Ladies Open, non aveva mai battuto una top-100. Nel torneo in cui l'anno scorso aveva tolto per la prima volta un set a una delle prime 100 del mondo, si è presa due vittorie di autorevolezza e tenacia, contro Polona Hercog, numero 45 WTA, e soprattutto Donna Vekic, numero 26 del mondo. "Mi sarà di aiuto la sconfitta all'Australian Open contro Angelique Kerber", l'avversaria meglio classificata che abbia incontrato, diceva alla vigilia. E così è stato. 

Gioca sciolta, risponde bene, sfrutta l'ampiezza del campo la diciannovenne marchigiana. Due break negli ultimi due game di risposta chiudono il primo set. Il secondo però cambia musica. La croata, che sul rosso non giocava dall'ottavo di finale del Roland Garros 2019, è più continua al servizio e costante nei colpi da fondo. Cocciaretto, però, le stringe e le abbassa le traiettorie, attacca in controtempo, azzera schemi fissi e toglie riferimenti. Vekic, che aveva ammesso di non conoscerla, può giocare solo raramente nella sua zona di sicurezza.
"E' da poco che gioco nel circuito. E' normale che le mie avversarie non mi conoscano ancora bene" ha detto la più giovane nel main draw, 19 anni, capace di guadagnare una visione lucida della partita dopo i 30 punti necessari a chiudere i primi due game. "Sono partita tesa, ma via via mi sono sciolta e ho giocato sempre meglio. E' stato il mio primo match sul Centrale a Palermo, il pubblico è stato molto caloroso. Ogni tanto c'era vento, ho cercato di gestirlo. Comunque non credo che abbia inciso tanto" ha spiegato in conferenza stampa. 

Il best ranking nuovo è un altro punto di partenza, dopo il debutto in uno Slam all'Australian Open. "E' la conseguenza del miglioramento in allenamento e fuori dal campo" ha analizzato dopo il match con risoluta compostezza. "Nell'ultimo anno, ho capito cosa devo fare per essere un'atleta. Perché prima di diventare una tennista devo essere un'atleta, come mi ha detto il mio coach quando abbiamo iniziato a lavorare insieme tre anni fa". Nei quarti, potrà giocare senza pensieri pesanti contro Anett Kontaveit, estone testa di serie numero 4, o la tedesca Laura Siegemund, dal fisico fragile e dal gioco cerebrale ma completo ed elegante. Un sogno nel cassetto per la settimana, comunque, c'è. "Una finale tutta italiana", dice, "sarebbe proprio il massimo".

Elisabetta Cocciaretto al WTA Palermo

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