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Nole si ferma, il tennis va veloce: negli Usa il primo torneo con il pubblico

Ad Atlanta dal 3 al 5 luglio si sfideranno gli otto migliori americani: previsti 450 spettatori al giorno. Gli Us Open riaprono al tennis in carrozzina. La federazione francese fa ripartire i tornei ufficiali: possibili più di 1500 spettatori avvertendo la Prefettura locale

di | 25 giugno 2020

Il tennis va avanti, veloce: solo Djokovic si ferma. Mentre il n.1 del mondo e la moglie Jelena, positivi al covid -19, si sottopongono a isolamento e quarantena, dagli Stati Uniti arriva la notizia che la USTA, la federtennis americana che organizza gli Us Open è tornata sui suoi passi e ha deciso di inserire nel programma del torneo anche il tabellone riservato al Wheelchair, il tennis in carrozzina.

La prova si svolgerà dal 10 al 13 settembre e comprenderà tutte le categorie: singolare e doppio, maschile e femminile, fino a quelle “Quad”, riservate ai tetraplegici. Gli atleti dovranno osservare tutte le rigide norme di sicurezza previste dallo Slam newyorkese che partirà il 31 agosto. Entreranno cioè nella “bolla” di protezione studiata per evitare il più possibile contatti pericolosi durante le gare che si svolgeranno ‘a porte chiuse’.

Nel frattempo però l’America è pronta anche per il tennis a porte aperte: per nulla influenzati dal pasticcio dell’Adria Cup (con gli strascichi polemici che vedono ora il padre di Djokovic dare dell’untore al bulgaro Dimitrov, primo ad annunciare la propria positività) gli organizzatori della DraftKings All-American Team Cup hanno annunciato che il loro torneo, in calendario ad Atlanta dal 3 al 5 luglio (festeggiando così il 4 luglio l’Independence day sul campo), avrà il pubblico sugli spalti.

Si tratta di un’esibizione che vedrà impegnati i migliori otto giocatori statunitensi, divisi in due gruppi: Stars (John Isner, Sam Querrey, Tennys Sandgren e Steve Johnson) e Stripes (Frances Tiafoe, Reilly Opelka, Taylor Fritz e Tommy Paul).

Si giocherà in un impianto sportivo di lusso, il Life Time Athletic and Tennis in Peachtree Corners alle porte di Atlanta. Sono previsti 450 spettatori al giorno in uno stadio che ha la capienza di 1.200 posti.

Il direttore del torneo Eddie Gonzalez ha spiegato che i biglietti saranno in vendita solo online: sarà garantito il distanziamento dei posti (negli Usa corrisponde a 6 piedi, un metro e 83 centimetri), previsti una fila sì e una no, sulle seggioline dell’impianto fisso. I giocatori risiederanno tutti all’Hotel Marriot di Peachtree dove un piano sarà riservato loro in esclusiva.

Insomma, è evidente che le precauzioni vanno prese e applicate ma l’attività tennistica è ripartita in pieno anche nelle nazioni più colpite dalla pandemia.

Di ieri è anche la notizia che la Francia autorizza i tornei ufficiali di tutte le discipline con racchetta, dal tennis al beach tennis, dal padel al wheelchair allo “jeu de corte paume”, quello degli antenati. Abolito l’obbligo che ciascun giocatore usi solo le proprie palline contrassegnate e riaperti i corsi collettivi.

Viene anche riammesso il pubblico, con l’obbligo, per chi organizza manifestazioni che superino i 1.500 spettatori, di darne avviso scritto alle prefetture locali.

Tra coloro che sono tornati in campo per la prima volta ieri dopo il lockdown, come Lorenzo Sonego, n.46 del mondo e prima testa di serie ai Campionati Italiani Assoluti di Todi, c’è anche la statunitense Sofia Kenin, sorprendente vincitrice degli open d’Australia a fine gennaio.

Lo ha fatto nell’esibizione organizzata a Charleston , nel Sud Carolina, battendo in due set (6-1 6-1) la connazionale Alison Riske. Sono i primi passi delle giocatrici protagoniste del circuito Wta che ripartirà il 3 agosto proprio dall’Italia con il Ladies Open di Palermo.

Prosegue intanto la Battle of Brits, torneo tra i migliori 8 giocatori britannici organizzato dalla Federazione inglese a Londra. Nella seconda giornata Andy Murray è stato battuto al termine di un match tiratissimo da Kyle Edmund, n.44 del mondo 6-7 7-6 10-5 il risultato finale. Dunque Murray, al secondo incontro dopo 7 mesi di stop, c’è, eccome. E guarda agli Us Open.

Il tennis ormai si rigioca dappertutto e a tutti i livelli. Come aveva saggiamente commentato l’altro ieri il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi, “anche prendendo tutte le precauzioni la possibilità che qualcuno venga contagiato ci sarà sempre. Si tratta di essere molto attenti, osservare l’evoluzione della situazione e tarare continuamente i provvedimenti da applicare per salvaguardare la salute di tutti”. E andare avanti.

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