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Berrettini prova lo strano tennis che va di fretta e furia

In Francia le prime partite del nuovo format lanciato dal coach di Serena Williams, chiamato Ultimate Tennis Showdown. Partite frettolose in quattro tempi da 10 minuti, carte da giocare per far valere regole diverse sui singoli punti. Ce n’era proprio bisogno?

di | 15 giugno 2020

Ha davvero a che fare con il tennis quello che hanno chiamato Ultimate Tennis Showdown? La domanda si pone dopo aver dato un’occhiata alle regole e un primo sguardo alle partite della giornata inaugurale (in particolare quella tra il nostro Matteo Berrettini e il tedesco Dustin Brown) del format tennistico lanciato da Patrick Mouratoglou con la prima tappa nella sua accademia sulla Costa Azzurra.

A questo primo colpo d’occhio lo strano incrocio tra il nostro amato sport di racchetta e un frettoloso gioco da tavolo pare l’ennesima forzatura, di cui non si sentiva la mancanza. Ma forse lo scopo era quello di farsi ad ogni modo pubblicità, stile “parlino bene, parlino male purché ne parlino”.

E dunque lasciamoci cadere nel tranello, giusto per andare a vedere quali sono le regole di questa esibizione che dovrebbe protrarsi per 5 weekend a porte chiuse in questo periodo di pausa del circuito professionistico.

 

I giocatori coinvolti nel torneo sono 10 e 10 saranno le partite per il fine settimana (tra gli altri ci sono Matteo Berrettini, Stefano Tsitsipas, Richard Gasquet, Dominic Thiem e David Goffin). I sei giocatori con il maggior numero di vittorie si sfideranno l'ultima domenica in una fase a eliminazione diretta, con due quarti di finale, due semifinali e la grande finale.

I due giocatori meglio classificati si qualificheranno direttamente per le semifinali. Se due giocatori (o più) avranno lo stesso numero di vittorie, la prima discriminante sarà la percentuale di set vinti. Se necessario per stabilire chi si qualifica, verrà conteggiata la percentuale di punti vinti. Ma fin qui niente di particolare. Quello che cambia in modo radicale è la modalità delle singole partite.

Si gioca ‘a tempo’ - Le partite non prevedono i classici set ai 6 giochi (o ai 4 come nelle Next Gen Atp Finals) ma quattro ‘quarti’ da 10 minuti ciascuno, con una pausa di due minuti tra uno e l’altro. Non ci sono più i ‘game’ e i ‘quindici’ ma ci si misura in una sorta di lungo tie-break con la battuta che cambia di mano ogni due punti. Il giocatore che conquista più punti nei 10 minuti, tempo che viene segnalato con un segnale sonoro, vince il ‘quarto’.

E’ previsto un ‘ansiogeno’ conto alla rovescia durante l'ultimo minuto. Se allo scadere i giocatori sono in parità, si gioca un punto decisivo. Se uno dei due antagonisti vince i primi tre ‘quarti’, l’ultimo ‘quarto’ viene giocato ugualmente perché conta per la media set ‘vinti/persi’.

Si va di corsa - Non è previsto riscaldamento in campo prima della partita. Un sorteggio decide chi serve per primo all'inizio del primo ‘quarto’ e di conseguenza chi, alternativamente, partirà alla battuta nelle successive frazioni di gioco. Sono concessi solo 15 secondi tra un punto e l'altro.

Se un giocatore impiega più di 15 secondi per servire, riceve un avvertimento, “warning”, la prima volta, quindi una penalità di un punto la seconda volta; se impiega 20 secondi, ottiene una penalità di due punti; 25 secondi, una penalità di tre punti, ecc.

In caso di parità, spareggio-lampo “Sudden Death” -Nel caso in cui i giocatori arrivino in parità, avendo vinto due ‘quarti’ ciascuno, una quinta frazione decisiva viene giocata in un formato "sudden death", “morte improvvisa”. Il giocatore il cui totale di punti è più alto sceglie se vuole servire o rispondere per primo. Si batte una volta per uno e il primo che vince due punti di fila si aggiudica l'incontro. Possono bastare quindi anche solo due punti: un ace e una risposta vincente.

Si può parlare con l’allenatore ma in inglese - A ciascun allenatore è consentito chiamare quattro ‘timeout’ di 30 secondi ciascuno durante una partita, uno per ogni ‘quarto’. L'allenatore chiama il ‘timeout’ schiacciando un pulsante che emette un suono (deve farlo tra un punto e l’altro: se succede durante il gioco, il suo giocatore riceve un punto di penalità). Il tempo viene conteggiato da quando il giocatore è sulla sua sedia con la cuffia accesa.

Il giocatore ha anche il diritto di rifiutare un ‘timeout’. Allenatore e giocatore devono obbligatoriamente parlarsi in inglese, altrimenti è prevista una penalità di punti per il giocatore. Ogni giocatore è dotato di una cuffia in modo da poter parlare con il suo allenatore, i suoi fan e rispondere alle domande dei commentatori / intervistatori.

Le carte speciali da giocare I giocatori hanno a disposizione delle ‘carte UTS’ che devono essere usate durante la partita e influenzano il punteggio. Le carte sono 4 e danno ciascuna un vantaggio diverso. Prima di ogni ‘quarto’, i giocatori dovranno scegliere due tra le quattro carte disponibili per utilizzarle in quella frazione di gioco.

Ogni carta è attiva per due successivi punti. Non è possibile utilizzare due carte contemporaneamente o usare una carta contemporaneamente all'avversario. Ogni giocatore riceve 20 secondi extra quando usa una ‘carta UTS’. Questi non possono essere usati durante l’eventuale frazione di spareggio “sudden death”.

Ecco le carte disponibili:

  • ·-1 servizio: il tuo avversario ottiene un servizio anziché due.
  • I “vincenti” contano x3: ogni punto ottenuto con un colpo “winner” vale 3.
  • x4 servizi consecutivi: il giocatore serve 4 volte consecutive.
  • 3 colpi per chiudere: il tuo avversario è costretto a vincere il punto con 3 o meno tiri (servizio o risposta + 2 colpi).

Di solito idee così vengono dopo viaggi molto particolari ma nel nostro caso, visto il periodo, sono evidentemente frutto dell’impossibilità di viaggiare. Comunque in assenza di gioco ogni appassionato esperimento per tornare in campo va apprezzato e così ha fatto il nostro Matteo Berrettini che alla prima esperienza ha superato il tedesco Dustin Brown.

 

Nel frattempo dall’Adria Tour, l’altro circuito di esibizioni, quello organizzato da Novak Djokovic iniziato questo fine settimana a Belgrado, giunge notizia che la terza tappa, che avrebbe dovuto svolgersi tra due settimane in Montenegro, è stata annullata.

Il Governo dello stato balcanico che lo scorso 26 maggio ha annunciato di aver sconfitto la pandemia di COVID-19 festeggiando il traguardo di zero casi attivi ha aperto le frontiere a partire dal 1° giugno (il Montenegro ha puntato molto sul turismo, soprattutto balneare, negli ultimi anni) ai residenti di quei Paesi che abbiano un massimo di 25 casi di COVID-19 attivi ogni 100.000 abitanti. Tra questi non c’è la Serbia.

L’Adria Tour andrà quindi a Zadar nel prossimo weekend (20-21 giugno) e poi direttamente in Bosnia-Herzegovina, prima a Banja Luka (3-4 luglio) poi a Sarajevo il 5 luglio per le finali.

 

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