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Us Open 'sì', Us Open 'ma', Us Open 'no': i tre scenari

La video-riunione di ieri con tutto il popolo dell’Atp (ma senza giornalisti) sembra aver scatenato discussioni animate, soprattutto sulla disputa o meno dello Slam newyorkese e sulle condizioni in cui farlo. Ecco le tre opzioni sul tavolo: lunedì 15 la decisione finale

11 giugno 2020

Una grande video-assemblea Atp: erano in 420 i giocatori collegati ieri per parlare della ripresa del circuito, ragionare su un nuovo calendario e di fondo decidere se giocare o meno gli US Open (dal 31 agosto al 13 settembre). Una decisione definitiva è annunciata per lunedì 15 giugno ma dopo tre ore di discussioni (a quanto si vocifera anche piuttosto animate) sono emersi i tre scenari possibili.

Il primo prevederebbe, come già annunciato, che New York ospiti nell’impianto di Flushing Meadows anche il Masters 1000 di Cincinnati (e il relativo Wta Premier 5) dal 13 agosto. In questo caso il tabellone dello Slam newyorkese sarebbe poi composto da 128 giocatori ma non verrebbero disputate le qualificazioni e il torneo di doppio verrebbe ridotto a sole 24 coppie. Verrebbe stanziata una somma di 2 milioni di dollari da dividere tra i giocatori che avrebbero avuto il diritto di giocare le “quali” e le coppie di doppie escluse dal “main draw”.

L’ATP si riserverebbe però il diritto di destinare questo denaro per l'organizzazione di tornei in Europa più avanti nella stagione.

Un secondo scenario prevederebbe la cancellazione del torneo di Cincinnati. Gli US Open recupererebbero le qualificazioni e i tabelloni dei doppi verrebbero ampliati.

C’è poi una terza opzione, quella più drastica, che considererebbe l’annullamento degli US Open e la ripresa del circuito direttamente sulla terra battuta europea con Madrid, Roma e Parigi. Come dicevamo, l’Atp dovrebbe annunciare la decisione ufficiale il 15 giugno.

Quello che già sappiamo è che il tennis ripartisse da New York, lo farebbe ovviamente a porte chiuse. L’idea è quella di creare una specie di “bolla” intorno allo stadio. I giocatori dovrebbero risiedere nelle vicinanze, mangiare pranzo e cena nell’impianto, indossare mascherine e seguire le regole per il distanziamento. Inoltre sarebbero stati sottoposti a tampone più volte durante il loro soggiorno e non potrebbero avere più di una persona al seguito.

Per quanto riguarda l'alloggio, si parla dell'hotel TWA all'aeroporto JFK che potrebbe essere chiuso al pubblico dei viaggiatori per diventare il "US Open Athlets Village". Tutte condizioni già molto criticate da alcuni giocatori, a partire da Novak Djokovic e dallo spagnolo Roberto Bautista Agut che si sono detti intenzionati a non giocare gli Us Open in quelle condizioni. Per quanto riguarda il montepremi del torneo sarebbe pari al 95% di quello dello scorso anno.

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