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Eventi Internazionali

17 maggio: Edberg saluta Roma. E’ standing ovation

Ventiquattro anni fa lo svedese, già n.1 del mondo e vincitore di 6 Slam, disputò la sua ultima partita al Foro Italico. Oggi compiono gli anni l’argentino Guido Pella e lo statunitense Tommy Paul

di | 17 maggio 2020

Il 17 maggio 1996 Stefan Edberg giocò la sua ultima partita agli Internazionali BNL d’Italia contro l’olandese Richard Krajicek. Erano i quarti di finale e lo svedese, vincitore di 6 titoli del Grande Slam (Australian Open 1985 e ’87, Wimbledon 1988 e ’90, Us Open 1991 e ’92), perse in due set: 6-4 6-3.

L’ex n.1 del mondo (in singolare e in doppio), sconfitto, fece un gesto di saluto ai quattro lati del campo. La reazione dei 10.200 del Campo Centrale fu una standing ovation mozzafiato. “Pensavo a qualche applauso ma un’ovazione così in uno stadio che non è del tuo Paese è stata davvero straordinaria. Da pelle d’oca. E’ stato bellissimo uscire dal campo in quel modo. Aver perso la partita non aveva alcuna importanza oggi” commentò dopo il match.

Krajcek descrisse così l’atmosfera di quel match: “A fare il tifo per me c’erano la mia ragazza e un nostro amico, vale a dire che eravamo tre contro 10.000”.

Il 17 maggio 1992 Jim Courier vinse i suoi primi Internazionali d’Italia battendo in finale lo spagnolo Carlos Costa in tre set con il punteggio di 7-6(3) 6-0 6-4. Lo statunitense, già campione del Roland Garros nel 1991, avrebbe rivinto il titolo a Parigi poche settimane dopo. E sarebbe tornato a Roma per conquistare di nuovo il titolo nel 1993, imponendosi in quegli anni come un dominatore assoluto sulla terra battuta.

Costa, che sarebbe poi diventato manager di Rafael Nadal, commentò sconsolato: “Contro di lui non puoi permetterti di calare un secondo perché non ha alti e bassi, è più forte fisicamente e più regolare di qualunque altro giocatore”.

I COMPLEANNI

Guido Pella: 30 anni. Argentino nato a Bahia Blanca nel 1990, è attualmente n. 35 del mondo ma vanta un best ranking di n.20, raggiunto il 19 agosto del 2019.

Pella, mancino molto solido sulla terra battuta ma in grado di esprimersi bene su tutte le superfici, si era appena tolto la sua più bella soddisfazione nei tornei del Grande Slam, qualificandosi per i quarti di finale a Wimbledon. Aveva battuto tra gli altri Andreas Seppi (in cinque set), il sudafricano Kevin Anderson e il canadese Milos Raonic (8-6 al quinto set). Dovette cedere poi allo spagnolo Roberto Bautista Agut, in quattro set.

Sempre del 2019 è il suo primo, e finora unico, titolo Atp, conquistato a San Paolo del Brasile battendo in finale il cileno Cristian Garin.

Tommy Paul: 23 anni. Statunitense di Voorhees Township, nato nel 1997, è stato sin dall’attività giovanile una promessa. Da under 18 ha vinto il titolo juniores al Roland Garros nel 2015 e nello stesso anno ha perso in finale agli Us Open con il connazionale Taylor Fritz (di cui sarebbe stato, un anno dopo, testimone di nozze).

La sua ascesa a livello professionistico è stata rallentata da un serio infortunio al gomito destro che lo ha tenuto fermo 5 mesi nel 2018 e da un problema muscolare al quadricipite della gamba destra che lo ha costretto a uno stop di tre mesi nel 2019.

Ciononostante è ora al n.57 del mondo, che costituisce il suo best ranking. Dopo il primo exploit del 2017, quando raggiunse i quarti di finale ad Atlanta partendo dalle qualificazioni, nei primi mesi del 2020 è finalmente riuscito a esprimere con continuità il suo potenziale, battendo il n.7 del mondo Alexander Zverev ad Acapulco (dove si ha colto i quarti di finale) e il bulgaro Dimitrov agli Open d’Australia, dove ha raggiunto il terzo turno.

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