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New York chiude l’ospedale, Parigi riapre i campi. E Murray…

Primi segnali chiari del regredire dell’emergenza: i campi coperti di Flushing Meadows, attrezzati per ricevere pazienti provenienti da altre strutture sanitarie, si sono svuotati. E a Centro Tecnico francese, la cui foresterie accoglie ancora 7 pazienti in quarantena, sono stati riaperti i campi agli allenamenti

di | 17 maggio 2020

Non bisogna abbassare la guardia, ma leggere con pizzico di ottimismo alcuni segnali che ci spingono a guardare oltre la pandemia è lecito.

Da New York, la città più colpita dal coronavirus a livello mondiale, arriva un tweet di Billie Jean King, la grande campionessa degli Anni Settanta cui è stato intitolato il National tennis Center di Flushing Meadows, sede gli Us Open.

L’impianto era stato in parte utilizzato come ospedale (sul quale dirottare i pazienti non-Covid), in parte come cucina per preparare i pasti necessari a tutte le persone da assistere nell’emergenza.

Billie Jean ci fa sapere che nella struttura tennistica non ci sono più pazienti e si sta cominciando a smontare tutto. Decisamente un buon segno pensando alla possibilità che gli Open degli Stati Uniti possano svolgersi come da programma a partire dal 31 agosto.

Anche in Francia il tennis aveva dato la sua disponibilità a supportare l’emergenza. La Federazione francese aveva messo a disposizione della Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi la foresteria del CNE (Centre National d’Entrainement).

La struttura alberghiera ospita ancora sette pazienti in isolamento e dunque è ancora disponibile per i giovani atleti di interesse nazionale, ma i campi sono stati riaperti e Nicolas Mahut e Gregoire Barrere sono stati i primi ad approfittarne per un allenamento.

Barrère aveva già ripreso a giocare con Lucas Pouille, avendo affittato insieme al connazionale, una casa con il campo da tennis a Valbonne, sulle Alpi marittime.

“Si arriva già vestiti da tennis e la doccia si fa a casa ", ha spiegato dopo aver studiato a memoria il protocollo.

" Mettiamo giù la borsa, indossiamo i guanti, puliamo la panca, buttiamo via i guanti, apriamo le palle, le segniamo, ci laviamo le mani, ci alleniamo. E rifacciamo tutto quando abbiamo finito. Senza dimenticare di disinfettare la rete perché, quando sbagliamo, la palla tocca il nastro e non si sa mai”.

Mahut, che fisicamente è apparso in gran forma, persino dimagrito di mezzo chilo, ha dichiarato all’Equipe: “Il rischio in questi primi momenti e di farsi male. Ho giocato tranquillo, per rimettere in moto le gambe, ha ho già le prime vesciche, dunque meglio andare adagio. Le maggiori difficoltà le ho con il servizio e proprio nel gioco di gambe. Mi sento i piedi pesanti, come se avessi gli zoccoli, e la palla va veloce. Mi ci vorrà un po’ prima di tornare ad alto livello”.

A proposito di alto livello, dalla Gran Bretagna arriva anche l’immagine del primo allenamento “con distanziamento sociale” tra i due Fratelli Murray, Jamie e Andy, seguiti dal coach Jamie Delgado. Andy, vincitore del torneo virtuale di Madrid, quello disputato con la Playstation4 aveva diffuso via reti sociali le immagini del suo allenarsi nel cortile di casa con un apposto muro “trasportabile”. E’ lanciato con il suo solito entusiasmo verso la ripresa. Highlander.

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