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17 aprile: il primo capolavoro di Nadal

Esattamente 15 anni fa Rafa vinse il suo primo Masters 1000, a Monte-Carlo, battendo in finale l’argentino Coria. Oggi è anche il compleanno di Jo Wilfried Tsonga

di | 17 aprile 2020

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Il 17 aprile del 2005 l’allora diciottenne Rafael Nadal si aggiudicò il primo torneo Atp Masters 1000 di una carriera che gliene avrebbe visti conquistare altri 34, oltre a 19 titoli del Grande Slam. Quel giorno lo spagnolo batté l’argentino Guillermo Coria, n.9 del mondo, nella finale del Monte-Carlo Open, con il punteggio di 6-3 6-1 0-6 7-5.

Il giovane Rafa era già n.17 della classifica Atp in virtù di un brillantissimo inizio di stagione. Partito il 1° gennaio come n.51 si era aggiudicato i tornei di Costa do Sauipe in Brasile e di Acapulco in Messico prima di sfiorare la grande impresa a Miami, battuto da solo da Roger Federer, n.1 del mondo, in una finale combattutissima, nella quale lo spagnolo aveva conquistato i primi due set e trascinato lo svizzero al tie-break del terzo. Vinto quello Roger aveva preso il comando delle operazioni e chiuso 2-6 6-7(4) 7-6(5) 6-3 6-1. Un assaggio di quella che sarebbe stata la grande rivalità dei successivi 15 anni.

Il primo grande trionfo era rimandato però di sole due settimane. Nadal a Monte-Carlo diede il via a una straordinaria serie di vittorie sulla terra battuta. Dopo il trionfo nel Principato, si aggiudicò il torneo di Barcellona (battendo in finale Juan Carlos Ferrero); poi, per la prima volta, gli Internazionali BNL d’Italia, al termine della finale più lunga di sempre (5 ore e 14 minuti) vinta, come a Monte-Carlo, contro Guillermo Coria: 6-4 3-6 6-3 4-6 7-6(6) il punteggio.

Dal Foro Italico si spostò al Roland Garros per conquistare il primo Grand Slam della carriera, battendo in finale un altro sorprendente argentino, Mariano Puerta, dopo aver superato in “semi” Roger Federer, in quattro set.

Con quelle 24 partite vinte consecutivamente Nadal mise le basi alla sua leggenda di “giocatore più forte di tutti i tempi sulla terra battuta” che lo ha portato, finora, a conquistare 11 titoli a Monte-Carlo, 11 a Barcellona, 9 agli Internazionali BNL d’Italia e 12 al Roland Garros. Straordinario.

IL COMPLEANNO

Jo Wilfried Tsonga: 35. Francese nato a Le Mans nel 1985 è attualmente n. 49 della classifica mondiale ma è stato n.5, il 27 febbraio del 2012.

Si mise in luce con il suo fisico possente e il tennis esplosivo già nel 2008, quando raggiunse la finale degli Australian Open, battendo in semifinale, in soli tre set, Rafael Nadal. Si arrese poi, al termine di un match molto combattuto, a Novak Djokovic, che proprio quel giorno a Melbourne vinse il primo dei suoi 17 Slam. La corsa di Tsonga era lanciata e, nonostante un infortunio al ginocchio destro che lo costrinse sotto i ferri e gli fece perdere tre mesi di gare, in quella stessa stagione riuscì, vincendo il torneo di Bangkok e il successivo Atp Masters 1000 di Parigi-Bercy, a entrare tra i primi 10 del mondo e a qualificarsi per il Masters (allora Tennis Masters Cup) di Shanghai.

Oltre alla finale a Melbourne, vanta due semifinali a Wimbledon (2011 e 2012), due al Roland Garros e tre quarti di finale agli Us Open (2011, 2015 e 2016). E’ uno dei tre giocatori (gli altri due sono Tomas Berdych e Stan Wawrinka) che possono dire di aver battuto almeno una volta ciascuno dei quattro Fab Four (Federer, Nadal, Djokovic e Murray) nelle prove del Grande Slam.

Il formidabile Jo Wilfried, una sorta di spettacolare Muhammad Alì con racchetta, con le sue grandi combinazioni servizio-diritto o servizio volée ha un altro piccolo primato: per conquistare il successo nell’Atp Masters 1000 di Toronto del 2014, lui che era n.15 del mondo, ha dovuto battere quattro top 10, tre dei quali si chiamavano Novak Djokovic, Andy Murray e Roger Federer (in finale). Nessuno era mai riuscito prima in una simile impresa.

Reduce da un secondo intervento al ginocchio, questa volta il sinistro, nel 2018, Tsonga era ripartito a gennaio 2019 dal n. 239 del mondo. Sposato, con un figlio, il francese non ha perso la voglia di lottare. Grazie alle vittorie dei tornei di Montpellier e di Metz, alle semifinali raggiunte a Brisbane e Marrakech e ad altre ottime prestazioni è tornato nelle zone più nobili del ranking. Quelle che gli si addicono.

ALTRI COMPLEANNI

Wesley Koolhof: 31. Olandese nato a Zevenaar nel 1989, è un ottimo doppista, attualmente classificato al n.17 del ranking Atp. Nella specialità vanta 5 titoli, l’ultimo dei quali conquistato nello scorso mese di gennaio a Doha insieme all’indiano Rohan Bopanna. Nel 2019 aveva vinto il titolo a Brisbane (con Marcus Daniell) ma soprattutto era stato finalista ai Masters 1000 di Miami (insieme a Stefanos Tsitsipas), Monte-Carlo e Montreal (con il connazionale Robin Haase).

Kenneth Carlsen: 47. Danese nato a Copenhagen nel 1973, mancino e dotato di un gran servizio, ha vinto 3 tornei del circuito (Hong Kong nel 1998, Tokyo nel 2002 e Memphis nel 2005) e ha raggiunto un best ranking di n.41 del mondo.

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