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16 aprile: il giorno di Gaby nell’anno d’oro di Steffi

Al torneo di Amelia Island del 1988 l’argentina Sabatini riuscì a battere per la seconda volta nella stagione la tedesca Steffi Graf, che in quell’anno avrebbe realizzato il Golden Slam e perso in tutto 3 partite. Oggi è il compleanno di Conchita Martinez, vincitrice di Wimbledon e ora coach della Muguruza, che nel 2020 sarà inserita nella Hall of Fame

di | 15 aprile 2020

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Il 16 aprile del 1988 l’argentina Gabriela Sabatini riuscì a battere la tedesca Steffi Graf, n.1 del mondo nelle semifinali del Bausch & Lomb Championships di Amelia Island In Florida. Sui campi in terra battuta verde “Gaby” fu capace di rimontare da 0-3 nel terzo set per chiudere 6-3 4-6 7-5. Una vera impresa, specie se si considera che nei precedenti tre turni la campionessa di Bruhl aveva perso solo 5 game.

L’eccezionalità del successo della Sabatini è ancora maggiore se riletta alla fine di quella stagione incredibile in cui Steffi Graf realizzò il Golden Slam, vinse cioè le quattro prove classiche (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) e a queste aggiunse la medaglia d’Oro ai Giochi Olimpici di Seul. La tedesca dal diritto formidabile (era soprannominata “Freulein Forehand”, la Signorina diritto) nell’arco di tutta la stagione perse soltanto tre partite, due delle quali proprio contro la Sabatini, l’unica giocatrice capace di tenerle sempre testa.

Prima della sfida di Amelia Island, Gaby aveva battuto Steffi in finale nel Virginia Slims della Florida, sui campi in duro di Boca Raton. Si sarebbero nuovamente trovate faccia a faccia nella semifinale del Roland Garros e la Graf l’avrebbe spuntata in due set, 6-3 7-6(3). Nei quarti di finale aveva eliminato un'altra argentina, Bettina Fulco, con un secco 6-0 6-1. In finale, avrebbe letteralmente distrutto la russa Natalia Zvereva, battuta 6-0 6-0 in soli 32 minuti.

Gaby e Steffi si sarebbero riviste in finale agli Us Open: la Graf ci arrivò lasciando per strada solo 11 game in sei turni di gioco. In finale la Sabatini le strappò addirittura un set, il secondo, prima di cedere 6-1 al terzo. E sempre tra le due rivali fu il match decisivo del torneo olimpico di Seul, più agevole per la tedesca che si aggiudicò la medaglia d’oro con un doppio 6-3.

Quella dell’attuale signora Agassi nel 1988 fu un’impresa che non ha eguali anche in campo maschile. Forse era un po’ rilassata quando perse il terzo match dell’anno, in semifinale del Masters Virginia Slims di New York contro l’americana Pam Shriver 6-3 7-6(5). Un piccolo passo falso che non compromette l’eccezionalità di quel 1988 targato Steffi Graf. E il valore dell’unica rivale capace di tenerle testa.

IL COMPLEANNO

Conchita Martinez: 48. Spagnola nata a Monzon nel 1972, è stata la prima giocatrice del suo Paese a conquistare il titolo a Wimbledon. L’impresa le riuscì nel 1994, quando superò in finale Martina Navratilova in tre set: 6-4 3-6 6-3. Giocatrice dal tennis completo, ottima anche in doppio, vanta ben 33 titoli in carriera, 4 dei quali conquistati a Roma agli Internazionali BNL d’Italia, in altrettanti successi consecutivi, dal 1993 al 1996. Vittorie di grande spessore anche perché le avversarie battute in finale al Foro Italico erano tutte grandi campionesse, nell’ordine: Gabriela Sabatini, Martina Navratilova, Arantxa Sanchez e Martina Hingis.

Conchita è arrivata fino al 2° posto della classifica mondiale nell’ottobre del 1995. Dopo quel traguardo ha raggiunto ancora due finali Slam: a Melbourne nel 1998 battuta da Martina Hingis e al Roland Garros nel 2000 quando a superarla fu la francese Mary Pierce. Una grande carriera la sua, alla quale è seguita quella di coach, che la vede attualmente a fianco della connazionale Garbine Muguruza, n.16 del mondo. E’dunque meritatissimo il suo inserimento, quest’anno, nella Hall of Fame del tennis deciso dal comitato che presiede la fondazione che ha sede nel museo del Newport Casino, Rhode Island.

ALTRI COMPLEANNI

Mackenzie McDonald: 25. Statunitense di Piedmont, California, classe 1995, è attualmente n. 271 del ranking Atp, ma era n.57 esattamente un anno fa, prima di doversi sottoporre a un intervento ai legamenti del ginocchio destro. Studente dell’UCLA, ha vinto i titoli universitari NCAA di singolare e doppio nel 2016 prima di passare al professionismo. Nel 2019, prima dell’infortunio, aveva raggiunto i quarti di finale negli Atp di Delray Beach e Acapulco.

Natalia Zvereva: 49. Bielorussa, nata a Minsk nel 1971, è stata n.2 del mondo in singolare nel 1989 e n.1 in doppio nel 1991. Nei tornei individuali vanta come miglior risultato la finale raggiunta al Roland Garros nel 1988, quando venne battuta 6-0 6-0 da Steffi Graf. In doppio ha conquistato la bellezza di 18 titoli Slam (3 in Australia, 6 al Roland Garros, 5 a Wimbledon e 4 agli Us Open), 14 dei quali in coppia con la statunitense Gigi Fernandez.

David Pate: 58. Americano nato a Los Angeles nel 1962 è stato un ottimo singolarista (2 titoli Atp e un best ranking di n.18 del mondo) ma soprattutto un eccellente doppista. Nella specialità è stato n.1 del mondo e vanta 18 titoli, tra cui quello degli Open d’Australia 1991 conquistato con il suo storico compagno, il connazionale Scott Davis, battendo in finale Patrick McEnroe e David Wheaton.

Noam Okum: 42. Israeliano nato ad Haifa nel 1972, è stato n. 95 del mondo nell’aprile del 2002, stagione in cui raggiunse i quarti di finale nel torneo Atp di Scottsdale.

 

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