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15 aprile: la grande avventura dei tennisti sul Titanic

Alle 2 e 20 del mattino di questo giorno del 1912 il transatlantico si inabissò. Sulle scialuppe di salvataggio Dick Williams e Karl Behr giocarono due partite parallele: riviviamole insieme. Oggi è il compleanno di Denis Shapovalov

di | 15 aprile 2020

Il 15 aprile del 1912 passa alla storia come il giorno del naufragio del Titanic. Il grande transatlantico era partito da Southampton il 10 aprile per il suo viaggio inaugurale, con 2223 persone a bordo, compresi i 900 membri dell’equipaggio. Alle 23 e 40 del 14 aprile, al largo del Canada, entrò in collisione con un iceberg. Meno di tre ore dopo, alle 2.20 del 15 aprile, la nave, dopo essersi spezzata in due, si inabissò. Solo 705 persone si salvarono, recuperate dal Carpathia, che raccolse l’SOS del Titanic. Tra quei 705 c’erano anche due tennisti, due campioni: gli statunitensi Richard Norris “Dick” Williams e Karl Behr, saliti entrambi sulla nave al porto di Cherbourg.

Behr, già finalista in doppio a Wimbledon nel 1907 con il connazionale Beals Wright, fu il più fortunato dei due: trovò subito posto su una scialuppa di salvataggio. La vicenda di Williams è ben più avventurosa.

Nato in Svizzera da genitori statunitensi nel 1891, vi passò tutta la gioventù e imparò a giocare a tennis dal padre Charles Duane Williams, un discendente di Benjamin Franklin.

Padre e figlio avevano scelto quel viaggio inaugurale del Titanic per recarsi negli Usa dove Dick avrebbe disputato il circuito dei tornei estivi. La sera del 14 aprile avevano cenato con il capitano della nave, Edward Smith. Quando avvenne la collisione, entrambi reagirono con prontezza: Charles Williams aveva già vissuto anni prima l’esperienza di un naufragio e si adoperò insieme al figlio per aiutare gli altri passeggeri a salire sulle scialuppe. Quando queste furono tutte in mare decisero di andare verso il ponte di comando. La nave però si spezzò.

Papà Charles venne travolto dal crollo di uno degli enormi fumaioli della nave, Dick fece in tempo a buttarsi nel mare gelido e riuscì a trascinarsi fino a una scialuppa mezzo affondata e a salirci sopra. Erano in 30 su quell’imbarcazione e rimasero immersi fino al busto, nell’acqua a circa zero gradi, per più di sei ore prima che il Carpathia arrivasse e l’equipaggio li issasse a bordo. Solo in 11 sopravvissero. Dick Williams fu uno di questi ma le condizioni delle sue gambe erano tali che i medici gli dissero che per evitare la cancrena e salvarsi la vita avrebbe dovuto farsele amputare. Williams si rifiutò, dicendo che, di quelle gambe, “avrebbe avuto di sicuro bisogno”.

E immediatamente cominciò faticosamente a camminare su e giù per il ponte della nave per cercare di riattivare la circolazione. Il suo tentativo disperato durò giorni e Karl Behr, che si sentiva in dovere di sostenere il “collega tennista” più sfortunato, lo aiutò. I due si erano conosciuti proprio sul Titanic. Behr aveva 26 anni, cinque più di Williams: lo accompagnò nella maggior parte di quelle passeggiate che Dick doveva fare ogni due ore, giorno o notte che fosse.

Il risultato fu straordinario: sei settimane dopo Dick Williams era di nuovo in grado di giocare un torneo e vincerlo. Tre mesi dopo si trovarono addirittura uno di fronte all’altro nel torneo del Longwood Cricket Club di Boston. Behr, più esperto vinse al quinto set, dopo essere stato travolto nel primo: 0-6 7-9 6-2 6-1 6-4 il punteggio di quella partita.

Williams aveva un gioco molto particolare: attaccava su tutti i colpi, colpendo forte con grande anticipo, quasi di controbalzo. Spesso tentava l’ace anche sulla seconda palla di servizio. Era dunque famoso per avere un rendimento altalenante: molto falloso nelle giornate di scarsa vena, praticamente ingiocabile quando era “in palla”. Si narra di un suo set vinto contro Bill Tilden, il Federer degli Anni Venti, in soli 5 minuti.

Williams si sarebbe preso una rivincita ben più significativa con Karl Behr nei quarti di finale degli Us National Championships, gli attuali Us Open, del 1914: lo fece fuori in tre set per poi vincere il suo primo “major” battendo in finale Maurice McLoughin. Impresa che avrebbe ripetuto nel 1916 (prima di partire, arruolato in artiglieria, per la Prima Guerra Mondiale) superando Bill Johnston nel match clou.

Combattente sulla Marna, decorato con la Croce di guerra e la Legion d’Onore, alla fine della Grande Guerra Williams tornò sui campi da tennis. A mietere successi. Vinse sei volte la Coppa Davis, da giocatore e capitano, dal 1921 al 1926. Conquisto il doppio a Wimbledon nel 1920 con il connazionale Chuck Garland e la medaglia d’oro nel doppio misto alle Olimpiadi di Parigi del 1924 insieme a Hazel Wightman. Di quello stesso anno è la sua migliore prestazione in singolare a Wimbledon: raggiunse le semifinali battuto solo, in quattro set, dal francese René Lacoste.

IL COMPLEANNO

Denis Shapovalov: 21. Canadese, di genitori russi, nato a Tel Aviv nel 1999, il biondo Denis è attualmente n.16 del mondo, ma lo scorso 13 gennaio era addirittura n.13 del ranking Atp. Mancino di enorme talento naturale, dotato di un senso innato del tempo sulla palla e di un rovescio “a una mano” di incredibile potenza e scioltezza, si candida a un ruolo di grande protagonista per la lotto al vertice nelle stagioni future. Con il suo tennis a tutto campo che in qualche modo ricorda quello di John McEnroe aggiornato al terzo millennio, ha vinto finora soltanto un titolo Atp, a Stoccolma nel 2019 battendo in finale il serbo Krajinovic. Vanta però la finale nel successivo Masters 1000 di Parigi-Bercy 2019, dove, prima di essere battuto da Novak Djokovic, aveva superato Fabio Fognini (n.12), Alexander Zverev (n.6) e Gael Monfils (n.13).

A soli 18 anni, nell’estate del 2017 aveva raggiunto le semifinali del Masters 1000 di Montreal, battendo lungo il percorso due ‘giganti’ come Juan Martin del Potro e Rafael Nadal, allora n.2 del mondo, prima di essere sconfitto da Alexander Zverev, allora già n.8. Poche settimane dopo aveva realizzato la sua migliore prestazione Slam, raggiungendo gli ottavi di finale agli Us Open.

ALTRI COMPLEANNI

Onny Parun: 73. Neozelandese di origini croate, nato a Wellington nel 1947 vanta un best ranking di n.19 del mondo raggiunto il 5 marzo del 1975. Finalsta agli Australian Open del 1973, ha raggiunto i quarti di finale in tutte le altre tre prove dello Slam. Insieme all’australiano Dick Crealy ha vinto il doppio al Roland Garros nel 1973 battendo la formidabile coppia statunitense formata da Stan Smith e Bob Lutz

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