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La psicologa ti aiuta a resistere/4: se la partita si allunga…

Quella contro il coronavirus è una partita che vogliamo e dobbiamo vincere: alle tante difficoltà che ci sta ponendo si è aggiunta quella che il match si protrarrà oltre le nostre attese. Come affrontare la situazione

di | 14 aprile 2020

È di due giorni fa l’uscita di un nuovo DCPM che, come ci si aspettava, ci chiude in casa per altre tre settimane, in un periodo in cui le feste unite al bel tempo costituivano un’ottima occasione per godersi un po’ di vacanza in giro per il mondo.

Situazione inevitabile visto che il nemico Covid-19 non molla la presa, malgrado i dati confortanti che indicano che le misure adottate sono quelle giuste.

Dunque la partita contro il temibile avversario invisibile si allunga perché l’unica strategia vincente richiede tempo e costa una grande fatica in quanto continua a stravolgere le proprie abitudini.

Esattamente come capita in un match tennistico che si presenta diverso da come ci si aspettava, per portare a casa un risultato si è costretti a ‘remare’, anche a costo di snaturare il proprio gioco pur di raggiungere l’obiettivo.

Non è una scelta facile e non tutti i tennisti sono in grado di metterla in atto.

Molti, anziché provare a adattarsi alla situazione imprevista, non cercano neanche di immaginare un possibile cambiamento dei propri schemi per controllare la situazione: tentativo troppo impegnativo e non in grado di garantire alcuna certezza di vincere. Allora “sbracano’ ossia si comportano come se  l’obiettivo fosse quello di uscire dal campo il più in fretta possibile.

Il tennis è uno sport individuale, in cui ognuno è libero di gestire la tensione e la fatica come vuole, assumendosi la totale responsabilità di quello che fa in campo: anche quello di non provare neanche a vincere una partita.

La lotta contro il Covid-19 invece riguarda tutta la comunità per cui il comportamento individuale deve sottomettersi a regole che possono anche non essere condivise ma che vanno rispettate.

Dunque forza, mettiamoci a “remare” tutti insieme: per poter smettere di farlo prima possibile e tornare ai nostri schemi d’attacco, quelli che preferiamo e che sicuramente ci divertono di più.

 

*già campionessa d’Italia e nazionale azzurra nel tennistavolo, Marcella Marcone è psicoanalista e psicoterapeuta. Ha scritto, con Marco Mazzoni, i libri: “Racchette & abitudini, aspetti pscicologici di rituali e scaramanzie” e “Tennis sul divano”

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