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10 aprile: inizia l’era di Agassi con la testa a posto

Esattamente 25 anni fa l’americano divenne per la prima volta n.1 del mondo con un look tutto nuovo: si era da poco tagliato i capelli e aveva smesso di nascondere la precoce calvizie. Avrebbe vinto, unico nella storia, tutti i grandi titoli

di | 10 aprile 2020

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Il 10 aprile del 1995 Andre Agassi divenne per la prima volta n.1 del mondo, scavalcando il suo grande rivale e connazionale Pete Sampras, che comandava la classifica da 82 settimane. Ci riuscì dopo aver battuto, due settimane prima, lo stesso Sampras nella finale dei Lipton Championships a Key Biscayne, in Florida.

Quella fu per Agassi la stagione della svolta. Chi ha letto la sua bellissima autobiografia “Open”, scritta con la sapientissima penna del premio Pulitzer J.R Moehringer, sa che dall’anno precedente Andre stava vivendo una relazione con l’attrice Brooke Shields e contemporaneamente venendo a capo di una serie di problemi personali legati alla sua storia e al suo rapporto con il pubblico e con il proprio aspetto fisico.

Improvvisamente all’esordio stagionale agli Open d’Australia, che vince battendo in finale Pete Sampras (la prima volta in uno Slam), Agassi non è più il variopinto capellone ‘mechato’ che tutto il mondo conosceva non solo per il tennis velocissimo e brillantissimo ma anche per quel look che aveva stravolto le tradizioni tennistiche.

Ha i capelli cortissimi, non nasconde più la calvizie precoce: al massimo si protegge dal sole con una bandana. E vince.

Alla fine del 1994 aveva nel palmares il titolo di Wimbledon che lo aveva consacrato nel 1992 e gli Us Open vinti in settembre. E nella memoria bruciavano le sconfitte in finale al Roland Garros contro l’ecuadoregno Andres Gomez (1990) o il connazionale Jim Courier (1991); agli Us Open con Sampras (1990).

A fine carriera sarà l’unico giocatore nella storia ad aver conquistato tutti e quattro i titoli del Grande Slam, la Atp Masters Cup (oggi Atp Finals), la medaglia d’oro ai giochi olimpici (ad Atlanta nel 1996) e la Coppa Davis (tre volte: nel 1990,’92 e ’95). Un record che conserva ancora.

Nel 2001 ha sposato la tedesca Steffi Graf, l’unica giocatrice nella storia ad aver realizzato il Golden Slam: nel 1998 si è aggiudicata infatti gli Open d’Australia, il Roland Garros, Wimbledon, gli Us Open e la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seul. Hanno due figli, Jaden Gil, 19 anni e Jaz Elle, 17.

I COMPLEANNI

Elias Ymer (24), nato in Svezia, a Skara, nel 1996 ma di origini etiopi, è il più grande di tre fratelli tutti a vocazione tennistica.

Oggi è n.201 del mondo, ma nel giugno del 2018 è arrivato fino al n.105. E’ stato scavalcato nella classifica di famiglia da Mikael, più giovane di due anni, che è già n.68 del mondo.

Insieme formano l’ossatura della squadra di Coppa Davis svedese che lo scorso 7 marzo ha battuto 3-1 il Cile qualificandosi per le Davis Cup Finals del prossimo novembre a Madrid. Nel 2018 si era qualificato per i tabelloni principali sia agli Australian Open che al Roland Garros e aveva vinto gli Atp Challenger di Mouilleron le Captif e Pune.

Thanasi Kokkinakis (24), nato nel 1996 ad Adelaide, era, insieme a Nick Kyrgios, una delle grandi promesse del tennis australiano.

La sua carriera, finora, è stata però condizionata da una serie infinita di infortuni. Il primo, una frattura da stress a una vertebra, subito addirittura da junior.

Quando il fisico lo sorregge il ragazzone di origine greca, mostra qualità da top player: nel 2015, anno in cui riuscì a giocare con un minimo di continuità, arrivò rapidamente al n. 69 del ranking. All’esordio a Brisbane aveva superato il francese Benneteau, n.25 del mondo, e ai successivi Australian Open il lettone Gulbis, n.13 del mondo. Era stato in tabellone in tutti e quattro gli Slam, si era qualificato per i Masters 1000 di Indian Wells, Madrid e Cincinnati, aveva giocato due volte da titolare in Coppa Davis.

Ora è fermo dallo scorso settembre e la classifica dice: n.237. Chissà che con questa lunga pausa del circuito non ci sia una nuova chance anche per lui. Tanti auguri!

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