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SOS tennis: 350 letti da Slam. Ma Wimbledon è... assicurato

Nei campi coperti dell’impianto di Flushing Meadows creati reparti per ammalati “non Covid-19”, in modo da liberare posti negli ospedali. L’Albania ci manda medici e Riccardo Piatti promette ospitalità a giovani tennisti albanesi. Iniesta con Nadal per la Croce Rossa. Intanto trapela la notizia che i Champioships sono l'unico torneo major con coperture assicurative anche per un evento come la pandemia. La Federazione Francese mette a disposizione il Centro Tecnico

di | 31 marzo 2020

Flushing Meadows che si trasforma in un grande ospedale per dare tutto l’aiuto possibile al sistema sanitario messo a durissima prova nella zona di New York: è questa l’immagine più forte di un’altra giornata all’insegna dell’emergenza e del coinvolgimento di tutte le risorse disponibili per affrontarla.

Fa rumore però anche la notizia che arriva da più fonti autorevoli che Wimbledon, in procinto di annunciare la cancellazione dell'edizione 2020, sarebbe l'unico dei quattro tornei dello Slam ad avere sottoscritto una polizza assicurativa che copre anche eventi come una pandemia. A Parigi intanto la FFT, Federazione francese, ha messo a disposizione del sistema sanitario la struttura del Centro Tecnico Nazionale a Porte Molitor, chiuso da settimane proprio per i problemi della pandemia. Potrebbero fare molto comodo per l'assistenza le 40 camere della foresteria, che potrebbero essere messe a disposizione dei pazienti affetti da Covid-19 guariti ma ancora contagiosi.

Tornando a New York: è dalle colonne del Wall Street Journal che si apprende che verranno creati 350 posti-letto all’interno delle strutture dei campi coperti dell’impianto che ospita gli Us Open (Corona Park - zona Queens) destinati a malati non affetti da Covid-19.

Si prova così a liberare le altre strutture ospedaliere della città che invece sono sempre più prese d’assalto da chi ha bisogno di essere ricoverato per l’epidemia: i letti in corridoio a New York sono ormai la normalità specie nei quartieri di Brooklyn e proprio nel Queens.

Le cucine del Billie Jean King Tennis Center, ha spiegato il portavoce della U.S. Tennis Association Chris Widmaier, verranno inoltre utilizzate per cercare di preparare 25.000 pasti al giorno destinati ai pazienti, ai lavoratori, ai volontari e agli alunni delle scuole della città.

Si vorrebbe già cominciare a pensare al “dopo” ma è ancora tempo di arginare l’onda di piena del contagio, specie nelle nazioni, come gli Usa, che si sono trovate di fronte all’esplodere del virus con qualche settimana di ritardo rispetto all’Italia.

Al “dopo” ha voluto comunque riferirsi Riccardo Piatti, colpito dall’iniziativa del governo albanese che ha inviato un gruppo di 30 medici e infermieri per dare una mano sul nostro territorio e al discorso del primo ministro albanese Edi Rama. “Non siamo ricchi ma non siamo privi di memoria. L’Italia e gli italiani ci hanno aiutato e noi non abbandoniamo gli amici nei momenti di difficoltà. Questa è una guerra che non si può vincere da soli. L’Italia la sta combattendo anche noi, per l’Europa e per il Mondo intero” ha detto alla partenza della piccola task force sanitaria.

“Quando sarà tutto finito e si potrà ripartire inviterò qualche ragazzo della Federazione Albanese ad allenarsi a Piatti Tennis Center”, ha twittato il tecnico comasco, immediatamente ritwittato da Jannik Sinner.

Intanto in Spagna arriva l’adesione anche di Andres Iniesta, l’asso del Barcellona e della nazionale spagnola ora in forza al Vissel Kobe, all’iniziativa lanciata da Rafael Nadal e Paul Gasol #nuestramejorvictoria, una raccolta fondi tra i professionisti dello sport da destinare alla Croce Rossa spagnola #cruzrojaresponde.

Ha versato il suo contributo incitando i colleghi a fare altrettanto. La Spagna è, insieme a Italia e Usa, la nazione più colpita in questo momento in termini di espansione del contagio.

 

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