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L’almanacco del 26 marzo: e venne l’ora del Williams Show

Era il 1999: nelle semifinali torneo di Key Biscayne Serena e Vanus batterono Martina Hingis e Steffi Graf e si qualificarono per la prima finale fra sorelle da quella di Wimbledon del 1884

di | 26 marzo 2020

ACCADDE OGGI – Il 26 marzo 1999 Serena Williams, allora 17enne, battè nella prima semifinale del Lipton International di Key Biscayne Martina Hingis, allora n.1 del mondo, in due set 6-4 7-6(3). A quella prima impresa fece immediatamente seguito l’affermazione della sorella Venus, 18 anni, sulla fuoriclasse tedesca Steffi Graf (6-2 6-4 il punteggio).

Si configurò così quel giorno la prima finale tra due sorelle in un grande torneo di tennis dal 1884, quando nel match decisivo del torneo di Wimbledon si erano affrontate le britanniche Maud e Lillian Watson.

Due giorni dopo, durante quella storica partita il padre e coach delle due straordinarie ragazze, Richard Williams, espose in tribuna il cartello: “Welcome to the Willliams’ Show”(Benvenuti allo show delle Williams). Era l’inizio di una nuova era tennistica che non può ancora dirsi conclusa. Per la cronaca, il torneo lo vinse Venus, battendo la sorella 6-1 4-6 6-4.

Aveva lasciato un segno nella recente storia del tennis anche la finale di Key Biscayne del 26 marzo 1995: una splendida partita vinta da Andre Agassi su Pete Sampras 3-6 6-2 7-6(3). Robin Finn del New York Times definì il match “una sinfonia di suole di scarpe da tennis che stridono sul campo, racchette fumanti e pantaloncini corti che svolazzano nella brezza tropicale”.

Il 1995 segnò il punto più alto della rivalità tra i due fuoriclasse statunitensi. Agassi si era imposto su Sampras nella finale degli Australian Open. E avrebbe battuto Pete anche a Montreal, in agosto. Ma avrebbe perso (6-4 6-3 4-6 7-5) la grande sfida finale agli Us Open. Sampras chiuse così la stagione da n.1 con 4842 punti Atp: solo 77 in più di Agassi.

Non andrà negli archivi ma può far sorridere il ricordo di quanto avvenne il 26 marzo 1976 sui campi di Palm Springs, nel quarto di finale tra il rumeno Ilie Nastase e lo statunitense Roscoe Tanner. “Nasty”, un fuoriclasse assoluto ma anche una vera peste in campo, spesso un provocatore, venne squalificato sul 6-3 2-1 40-0 per intemperanze vocali, cattivo comportamento e per aver interrotto il match. Il giudice arbitro Charlie Hare, ex giocatore inglese, racconta così l’episodio.

“Il suo comportamento mi aveva obbligato a tenerlo d’occhio già nei due turni precedenti. Quel giorno, la prima volta che lo chiamai per parlargli, si girò mostrandomi il sedere. In un secondo momento ebbe da discutere su un punto e mi insultò mandandomi affan…." 

"Nessuno poteva permettersi una cosa del genere nei miei confronti. Quando a un certo punto, uscì dal campo, si sedette in un palco di prima fila e allungò i piedi sul bordo del box neanche fosse il divano di casa sua, ne avevo avuto abbastanza. L’ho buttato fuori. Anche perché Tanner mi disse: O lo cacci, o me ne vado io”.

Nastase in quella stagione si aggiudicò 6 tornei. Tre anni prima, nel 1973, era diventato n.1 del mondo aggiudicandosi 16 tornei tra cui Monte-Carlo, Roma, Roland Garros e il Masters di fine anno.

COMPLEANNI – Oltre che della grande stella del balletto mondiale, Roberto Bolle (oggi compie 45 anni) è il compleanno della rumena Irina Spirlea (46), ex n. 7 del mondo, vincitrice di 4 titoli Wta, quartofinalista agli Australian Open e semifinalista agli Us Open nel 1997.

Festeggia anche il nostro Alberto Brizzi (36), n.230 Atp nel febbraio del 2010.

Tra le giocatrici in attività spicca il 26° compleanno della belga Alison Van Uytvanck, attuale n.57 del ranklng Wta, ma già n.37 nell’agosto del 2018.

Nata a Vilvoorde, ha cominciato a giocare a 5 anni e ha disputato il suo primo torneo ‘pro’ quando ne aveva 15. In carriera vanta 4 successi: a Quebec City nel 2017; a Budapest nel 2018 e a Budapest e Tashkent nel 2019.

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