-
Eventi Internazionali

Il Roland Garros si difende: "Nadal è d'accordo"

Il presidente della Federazione francese, Bernard Giudicelli, ha difeso la scelta unilaterale di spostare il Roland Garros a settembre. "Vogliamo difendere il torneo e la presenza della terra rossa in calendario. Il direttore del torneo, Guy Forget, ha chiamato Nadal: è d'accordo con noi".

18 marzo 2020

“Abbiamo preso una decisione nell'interesse del Roland Garros. Il direttore del torneo, Guy Forget ha sentito al telefono Nadal. Anche lui è convinto che sia una buona scelta, che permette alla terra battuta di rimanere in calendario”. Il presidente della Federazione francese, Bernard Giudicelli, ha difeso così in conferenza stampa, come riporta il sito RMC Sport, la scelta unilaterale di rinviare il Roland Garros in autunno, dal 20 settembre al 4 ottobre, a una settimana dalla fine dello Us Open, sovrapponendosi così alla Laver Cup. Una scelta che gli organizzatori dell'esibizione a squadre, la Team 8 creata da Roger Federer, e la federazione USA (USTA) hanno fortemente criticato proprio in quanto non concordate con le associazioni dei giocatori e con gli altri tornei.

 

“Per noi era importante assicurare la permanenza del torneo e della nostra terra rossa” ha detto Giudicelli. “Non avremmo accettato che la terra battuta venisse eliminata dal calendario internazionale” ha aggiunto, sottolineando che a Parigi alla fine di settembre le temperature sono ancora gradevoli.

 

Dopo aver svelato la telefonata di Forget a Nadal, dodici volte campione al Roland Garros, il presidente ha spiegato che la Federazione francese ha provato a raggiungere anche altri giocatori. Senza indicare quali, né con quale insistenza.

Steve Simon, il presidente della WTA, ha confessato al New York Times di non essere stato interpellato. “L'hanno saputo all'ultimo momento” ha ammesso Giudicelli che, dunque, avrebbe messo ATP e WTA davanti al fatto compiuto subito prima della pubblicazione del comunicato ufficiale con cui ha annunciato la decisione.

 

Giudicelli ha detto di aver fatto questa scelta, di aver in sostanza forzato la mano, “nell'interesse superiore del torneo. Sarà indubbiamente un evento eccezionale, visto che non si seguiranno i ritmi abituali. Ma quando i giocatori, dopo lo US Open, dovevano giocare sulla terra rossa in Coppa Davis, si preparavano. Certo, stavolta la fase di preparazione sarà molto più corta di quel che avrebbe potuto essere con tutti i tornei sul rosso prima del Roland Garros”.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi