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Roland Garros, la risposta di Roger: non mi sposto. E Pospisil spara a zero

L'organizzazione della Laver Cup, che è in calendario in una delle due settimane che gli Open di Francia vorrebbero occupare ed è già sold out, annuncia che al momento non ha intenzione di spostarsi. Il canadese Vasek Pospisil all'Equipe confessa: "Il tennis è un disastro, ci mancano leadership e visione. Comportamenti simili non possono restare impuniti"

di | 18 marzo 2020

Tutti contro uno, uno contro tutti. Altro che egalité e soprattutto fraternité. L'annuncio dello spostamento a settembre del Roland Garros assume sempre più i contorni di un'iniziativa autonoma, non coordinata. E i primi a rispondere sono gli organizzatori della Laver Cup, che è come dire Roger Federer, visto che della manifestazione è l'ideatore, l'organizzatore con la sua società Team8 e il principale ambasciatore nel mondo.
La quarta edizione della Laver Cup, ormai ufficialmente inserita nel calendario dell'Atp Tour, è prevista dal 25 al 27 settembre a Boston. E dunque si vederebbe fagocitata dallo Slam francese. Roger ha fatto subito capire che non ci sta. E ha parlato anche a nome di Tennis Australia, della stessa Atp e della USTA che sono suoi partner.

"Il mondo del tennis ha appreso oggi (ieri, NdR) che la Federazione Tennis Francese intende spostare il Roland Garros nel periodo 20 settembre-4 ottobre per via dell'impatto del coronavirus" si legge nella nota della Laver Cup. "Queste date si sovrappongono alla Laver Cup, che è già sold out, al TD Garden di Boston. La notizia è stata una sorpresa per noi e per i nostri partner - Tennis Australia, la USTA e l'ATP - . Solleva molte questioni. Noi stiamo affrontando la situazione. Al momento, vogliamo rassicurare i nostri tifosi, gli sponsor, le tv, lo staff, i giocatori, la grande città di Boston che abbiamo intenzione di mantenere la Laver Cup nella data prevista".
Se così sarà i giocatori si troveranno a dover scegliere a quale torneo partecipare, se al Roland Garros o alla Laver Cup. E la decisione potrebbe non essere così scontata.

Prende posizione anche la USTA, la federtennis americana, organizzatrice degli Us Open che a questo punto si troverebbero a giocare la finale una settimana prima dell'inizio del main draw del Roland Garros. Il 
Il comunciato dell'USTA è un'altra stilettata in punta di fioretto, come si usa nella diplomazia internazionale. In questi casi, il modo in cui si formula il messaggio dice spesso molto di più della lettera del contenuto.
"La USTA continua a lavorare per lo US Open 2020" fa sapere la federazione statunitense, "e al momento non ha in programma alcun cambiamento di data. Tuttavia, viviamo una situazione senza precedenti e valutiamo tutte le possibilità, compreso un eventuale rinvio del torneo".
La conclusione è un chiaro affondo contro il decisionismo francese. "In un momento in cui il mondo si sta unendo, crediamo che una decisione di questo tipo non dovrebbe essere presa in maniera unilaterale. La USTA, se dovesse decidere di spostare in avanti la data del torneo, lo farà solo dopo aver consultato gli altri Slam, la WTA, l'ATP, l'ITF e i nostri partner, compresa la Laver Cup".
Una chiosa lasciata lì come a suggerire un idem sentire dei top player. E' l'inizio di una "guerra dei mondi del tennis"? O un chiaro segnale che è meglio coltivare la pace e trovare soluzioni che aiutino tutti a stare in piedi? Intanto Roger ha parlato. E chi ha orecchie per intendere...

Le reazioni

I giocatori hanno reagito negativamente alla notizia. "Excusez-moi?" si è chiesta su Twitter Naomi Osaka. Diego Schwartzman, già critico dopo la cancellazione di Indian Wells, sottolinea come "di nuovo abbiamo appreso della notizia da Twitter". Il canadese Vasek Pospisil, che fa parte del Players Council dell'ATP, ha mostrato i giudizi più critici. "Questo è un momento molto difficile. Questa catastrofe coinvolge tutti" ha scritto su Twitter. "Incentivare la comunicazione, lavorare insieme per trovare le soluzioni dovrebbe essere la priorità. Non fare di testa propria e prendere decisioni egoiste/arroganti che hanno conseguenze ancora più negative per il circuito" ha scritto su Twitter.

In un'intervista a Franck Ramella dell'Equipe, ci è andato più anche più duro. "E' una decisione arrogante, ci saranno delle conseguenze, dovranno esserci. Altrimenti, questo rappresenterà un precedente molto negativo in futuro". Il canadese non pensa a un possibile boicottaggio. Ma qualcosa, dice, bisognerà fare. "L'ATP è arrabbiata tanto quanto i giocatori. Tutto il mondo del tennis, in realtà, è in collera per questa decisione. Non è giusto per nessuno, nemmeno per la Laver Cup di Roger Federer".

 

Il comportamento del Roland Garros, aggiunge il canadese, "non può restare impunito. Se io fossi alla guida del tennis, imporrei una pesante penalità, può essere una grossa multa, perché non si può lasciar correre di fronte a disfunzioni simili". Ma il tennis, conclude con un ritratto duro della situazione attuale, "è totalmente disorganizzato. Manchiamo di leadership e di visione. Solo Djokovic, Federer e Nadal hanno permesso al tennis di ingrandirsi ancora di più. Tutti gli altri sport sono molto organizzati. Cose del genere nel tennis non dovrebbero succedere. E' un disastro. Spero che il nuovo presidente dell'ATP, Andrea Gaudenzi, riesca a fare qualcosa".

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