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Eventi Internazionali

Federer e Nadal sono i generali della guerra mondiale del tennis

Roger, attraverso la Laver Cup, fissa la posizione del mondo nei confronti dell’occupazione da parte di Roland Garros di due settimane del circuito. E da Parigi fanno sapere che Rafa è dalla loro parte…

di | 18 marzo 2020

Niente da fare: quei due dovranno per tutta la vita essere su due sponde diverse della barricata; o dai lati opposti del campo se preferite. La decisione unilaterale della Federazione francese di riprogrammare il Roland Garros dal 20 settembre ha avuto come prima conseguenza di riproporre la rivalità fra Federer e Nadal in altri termini, più imprenditoriali se vogliamo.

Poche ore dopo (e anche sui questo dovremo compiere una riflessione) l’annuncio della FFT ecco che Roger Federer ha preso la parola: la Laver Cup (calendarizzata per il 24-26 settembre a Boston, dunque in contemporanea con il RG) è confermata nelle sue date. Cioè a dire: non ci pensiamo nemmeno a piegarci alle scelte dei francesi. E immediatamente dopo ecco la risposta di Giudicelli, vulcanico presidente corso della Federazione Francese: noi abbiamo parlato con Nadal e lui è d’accordo con noi. In altre parole: Rafa giocherà da noi che siamo il suo giardino di casa.

La polarizzazione Federer-Nadal fa da copertina all’aspro scontro in atto nel tennis internazionale: da un lato Parigi che non vuole in alcun modo vestire i panni dello Slam più sacrificato in un anno disgraziato. Dall’altro Atp e Wta , USTA, la Federazione statunitense (che ha già annunciato;: qualunque decisione prenderemo sullo Us Open sarà in accordo con Atp) e pure Tennis Australia.

Per ora almeno. Qualcuno si era stupito nel non interventismo mediatico di Atp immediatamente dopo lo strappo di Roland Garros? Si trattava di strategia e pure acuta: in avanscoperta c’è andato l’uomo più rappresentativo del tennis mondiale, Roger Federer, che difendendo la sua creatura (la quale era stata vista di pessimo occhio da Atp al momento della sua nascita) ha di fatto risposto ad una dichiarazione di guerra rivelando di avere al suo fianco tutto o quasi il resto del tennis mondiale.

La mossa di Roland Garros potrebbe alla fine rivelarsi un clamoroso autogol? Possibile. E il terzo “incomodo” Djokovic, che da sempre ha avocato a sé un ruolo nella stesura dei calendari, come entrerà in queste querelle?

La guerra è appena cominciata.

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