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Eventi Internazionali

Atp e Wta: distanti ma (poco) uniti

In una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo Itf, Atp e Wta, gli enti che governano il tennis non riescono a parlare all’unisono: l’aAtp di feram fino al 27 aprile, l’Itf fino al 20 e la Wta… preferisce aspettare

di | 13 marzo 2020

Nelle ultime 24 ore Atp, Wta e Itf hanno comunicato in modi e tempi differenti la fine dei giochi. Se il circuito maschile ha annunciato per prima l’intenzione di chiudere i battenti per 6 settimane, con l’auspicio che si possa tornare a far parlare il campo il prossimo 27 aprile, l’Itf ha preferito annullare tutto fino al 20 aprile, con una discrepanza di una settimana, parsa ai più incomprensibile.

Ci ha pensato poi la Wta a confondere le acque con una serie di comunicati tardivi in cui inizialmente si prendeva atto solamente della cancellazione dei tornei di Miami e Charleston, lasciando irrisolta la questione dello svolgimento dei tornei di Bogotá e Guadalajara (la cui ovvia cancellazione è stata annunciata solo nella notte italiana).

Riguardo l’inizio della stagione sulla terra europea, la Wta si riserva di prendere una decisione nelle prossime settimane.

Non resta che prendere atto di come neanche in una situazione drammatica come questa, gli enti che governano il tennis riescano a parlare all'unisono.

Paradossalmente, quindi, le donne potrebbero riprendere prima rispetto agli uomini, non essendo stati per ora annullati i tornei Wta di Stoccarda e Istanbul che si giocherebbero a partire dal 20 aprile. Alla base della riluttanza della Wta nel cancellare i tornei, la scarsa sostenibilità economica di alcuni di essi, costretti a fronteggiare difficoltà ulteriori se non dovessero svolgersi.

Sul New York Times, è il capo della Wta, Steve Simon, a spiegare come mai il circuito femminile si sia mosso con meno reattività rispetto a quello maschile. “Non vogliamo correre, cancellando mezza stagione. Preferiamo aspettare di capire se e quali tornei riusciranno a farcela, in modo che le nostre giocatrici possano tornare a guadagnare punti e soldi”. Insomma, se l’Atp, seppur a malincuore, ha deciso immediatamente di rinunciare a tappe storiche come Montecarlo e Barcellona, la Wta non vuole arrendersi all’evidenza dei fatti e si illude di poter salvare un paio di tappe.

Sempre nell’intervista rilasciata a Christopher Clarey, Steve Simon ha parlato di quante chance abbia il Roland Garros di potersi disputare regolarmente: “Non si può dire che non sia in pericolo, ma la buona notizia è che mancano ancora 2 mesi. Sono ottimista e penso che per allora si sarà tornati alla normalità, consentendo all'Open di Francia di giocarsi. Dovranno muoversi in tempi molto stretti e immagino che saranno molto nervosi per quanto sta succedendo.” Insomma, Steve Simon si professa ottimista, spera che il tennis, in particolar modo quello femminile, possa ripartire presto, magari prima di quanto farà l’Atp.

Non è dello stesso avviso Tennys Sandgren, che, sempre sulle pagine del New York Times sostiene che non ci sarebbe nulla da sorprendersi se le conseguenze della pandemia fossero tali da rimandare il ritorno delle competizioni alla stagione su erba. C’è già chi si chiede in Inghilterra cosa ne sarà di Wimbledon. Il Mirror titola “Il Coronavirus mette Wimbledon in pericolo. Esclusa l'idea di giocare a porte chiuse

Anche secondo il Daily Mail, in un momento in cui in Gran Bretagna il governo sta coordinando la risposta dello sport allo scoppio del coronavirus, gli organizzatori di Wimbledon sembrerebbero estremamente riluttanti all’idea di allestire un torneo senza spettatori. “Tra i membri dell'All England Club – si legge nell’articolo - c'è la diffusa sensazione che Wimbledon non debba disputarsi senza avvalersi dell'aspetto sociale dell'evento. I Championships possono contare su polizze assicurative che consentirebbe loro di rimborsare quanti hanno già acquistato i biglietti, in caso di annullamento del torneo.

In un comunicato ufficiale il torneo di Wimbledon informa i possessori dei preziosi tickets riguardo eventuali rimborsi. “Ci rendiamo conto del fatto che possiate avere qualche preoccupazione legata al coronavirus, ma manca ancora qualche mese ai Championships, e nel mentre l’AELTC sta monitorando la situazione, collaborando da vicino con gli organi di governo e di pubblica sicurezza. La nostra politica riguardo ai rimborsi, come sempre, prevede che, se non poteste presenziare ai Championships, vi risarciremo dell’intero ammontare del biglietto, purché ci informiate almeno 24 ore prima del giorno della partita”.

C’è ancora molto tempo prima che venga presa una decisione. Una cosa è certa. Se dovesse effettivamente esserci una pausa ulteriore nel calendario, non sarebbe certo la Wta il primo ente tennistico a darne notizia…

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