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Eventi Internazionali

Il sorteggio di Davis al tempo del Coronavirus

Dopo i raccattapalle esentati dalla gestione dell’asciugamano dei giocatori e la decisione di giocare a porte chiuse, le immagini da Cagliari del cerimoniale di Italia-Corea del Sud hanno mostrato una sala allestita in ordine sparso, le sedie ben distanti, su e giù dal palco. Uno scenario inedito. Per fortuna dietro le quinte…

di | 06 marzo 2020

Resterà negli archivi storici l’immagine del sorteggio degli incontri a Cagliari per la sfida di qualificazione tra Italia e Corea del Sud: la Coppa Davis al tempo del Coronavirus. La sala del Teatro Doglio, con il palco per chi doveva tirare a sorte l’ordine degli incontri e i rappresentanti delle due formazioni, allestita in ordine sparso, le sedie distanziate (su e giù dal palco), per rispettare le precauzioni di carattere sanitario dei decreti ministeriali: tenere una distanza di sicurezza, niente abbracci e nemmeno strette di mano.

Del resto la partita si disputerà a porte chiuse, con tutti gli atleti tenuti sotto costante controllo medico: vanno in campo le squadre dei due Paesi con più contagiati al mondo dopo la Cina. E le precauzioni si vedranno anche sul campo: i raccattapalle saranno esentati dalla pratica, diffusa nei tornei, di reggere e porgere l’asciugamani ai giocatori. I tennisti dovranno gestirsi da soli i loro teli di spugna, utilizzando spazi appositi. Come è avvenuto finora solo in via sperimentale alle Next Gen Atp Finals di Milano (ha funzionato benissimo… n.d.A).

Fa un certo effetto quella sala abitata da “separati in casa”: mette un po’ i brividi.  Un teatro dell’assurdo in cui si decide di incontrarsi ma per stare lontani. Chissà, forse dovremo fare l’abitudine a scenari del genere, almeno per un po’.

La Davis al tempo del Coronavirus non è del resto solo un problema nostro: anche al Bourbon Beans Dome di Miki, cittadina a 30 chilometri da Kobe, Giappone ed Ecuador giocheranno a porte chiuse. Con la velocità di propagazione del Coronavirus è meglio non scherzare.

Per fortuna però nel nostro archivio resteranno anche le immagini del ‘dietro le quinte’ di questa tarda mattinata cagliaritana. I momenti più privati, le due squadre riunite a porte chiuse dopo l’evento pubblico, aperto a stampa e televisione.

Lì, con prudenza, sotto controllo, sapendo che ci sono i medici a controllare, le persone restano persone, gli amici, gli allenatori, i compagni di squadra, restano legati da un calore che non si raffredda.

E i ragazzi della Sud Corea posano a mani sovrapposte, come i moschettieri: uno per tutti e tutti per uno. Gli azzurri, con i tecnici, si stringono in un abbraccio sorridente che è lo spirito di una bella squadra.

Niente paura. Saremo prudenti, attenti. Ci laveremo bene le mani. Prima e dopo il match. Perché prima e dopo il match, vogliamo stringercele. Come abbiamo sempre fatto e vogliamo continuare a fare.

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