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Dubai: vince Halep, ma che fatica con Rybakina

Ventesimo titolo in carriera per la rumena, che si impone solo al tiebreak del terzo set sulla ventenne kazaka. Rybakina, alla quarta finale del 2020, salirà al numero 17 del mondo.

di | 24 febbraio 2020

Vince alla sua maniera, Simona Halep. La numero 2 del mondo, in top 10 da 317 settimane di fila, conquista il ventesimo titolo in carriera battendo Elena Rybakina che inseguiva il ventesimo successo del 2020. In un incrocio mai banale, la rumena ha superato la kazaka, alla quarta finale di un 2020 finora da incorniciare, 3-6 6-3 7-6(5). 

La campionessa di Wimbledon torna a trionfare per la seconda volta a Dubai dopo il successo del 2015 e riscatta così la sconfitta nell'unico precedente confronto diretto a Wuhan l'anno scorso. Un match durato meno di dieci game, prima del ritiro di Halep per un infortunio alla parte bassa della schiena. 

La vittoria le consente di eguagliare Victoria Azarenka al sesto posto tra le giocatrici in attività con più tornei vinti, alle spalle di Serena e Venus Williams, Kim Clijsters, Maria Sharapova e Petra Kvitova. Anche se dal suo primo titolo nel 2013, solo Serena ha messo insieme più trofei della rumena.

Halep non ha avuto un percorso agevole nel torneo. Ha salvato un match point al secondo turno contro la wildcard Ons Jabeur, prima di centrare la 500ma vittoria a tutti i livelli, e ha rimontato un set nei quarti contro Aryna Sabalenka. Ha dovuto risalire anche contro Rybakina, che di questi tempi l'anno scorso era numero 192 del mondo e lunedì ritoccherà il best ranking di altre due posizioni salendo al numero 17.

Rybakina, leader per numero di ace in stagione, a Dubai ha sconfitto la campionessa dell'Australian Open Sofia Kenin al primo turno, la numero 3 del mondo Karolina Pliskova nei quarti e la numero 15 Petra Martic in semifinale, recuperando da 5-3 nel primo set e da 4-1 nel secondo. Ha iniziato al meglio la sua sesta finale in carriera, la seconda consecutiva a livello Premier dopo il 6-1 6-3 che ha incassato una settimana fa a San Pietroburgo.

La kazaka, che esprime un tennis solido e moderno e un rovescio anche lungolinea capace di tenere Halep sulla difensiva, svela l'insicurezza dei suoi vent'anni. Va sotto 1-4, con due palle break da salvare per il possibile 1-5. Poi però torna nella versione tosta di questo inizio anno, in cui è sempre arrivata almeno in finale tranne a Melbourne, quando ha ceduto contro Ashleigh Barty. Halep perde il servizio nel settimo game, ma alla quarta occasione si riprende il break di vantaggio nell'ottavo, il più lungo, il più teso, il più bello della partita.
ybakina, mai sconfitta finora al terzo set, sembra poter continuare la serie. Sale 3-1 e servizio, ma paga gli errori nei momenti decisivi. Gioca meglio quando deve recuperare, come sul 5-6. Halep serve per il titolo, ma incassa il break senza mai arrivare nemmeno a match point. Al primo, arriva grazie a un rovescio largo di Rybakina, tradita dal suo colpo più solido. E tanto basta per il ventesimo titolo in carriera. Rybakina, però, mette un altro mattone pesante nella costruzione di una storia di successo. In una stagione in cui trionfa l'imprevedibilità, in cui l'equilibrio competitivo trasforma ogni turno di ogni torneo in una serie di sfide senza certezze, Rybakina si candida a diventare la vera costante del 2020. Se ci riuscirà, fermarla diventerà sempre più difficile.  

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