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Nole contro Roger: alle 9.30 si gioca per la leggenda

E’ un SuperGiovedì quello di Melbourne: le due semifinali femminili e la gran classica tra Federer e Djokovic. L’australiana fa sognare il suo Paese, Nole sogna di fare il Grande Slam. E di scavalcare il rivale nella graduatoria dei major vinti

di | 30 gennaio 2020

Con le semifinali scatta il momento decisivo dell'Australian Open 2020. Nel tabellone femminile due match molto interessanti: una ritrovata Garbine Muguruza sfida Simona Halep, tennista più in forma del torneo; Ashleigh Barty è a caccia di una storica finale nello Slam di casa, l'americana Sofia Kenin pronta a infrangere il suo sogno. In “Prime Time” serale il capitolo n.50 della saga Djokovic vs. Federer come prima semifinale maschile, un classico che difficilmente delude le aspettative.

Djokovic vs. Federer, la sfida infinita

Il tabellone maschile dell'Australian Open 2020 sta raccontando due storie completamente diverse. Nella parte alta del draw l'uscita della testa di serie n.1 Rafael Nadal per mano di uno straordinario Dominic Thiem e la netta vittoria di Alexander Zverev su Stan Wawrinka consegna al torneo un finalista giovane, a conferma dell'inarrestabile ricambio generazionale in corso. Nella parte bassa del tabellone invece nessuno è riuscito a fermare la corsa della “vecchia guardia”, Roger Federer e Novak Djokovic si giocano un posto per la finale di domenica.

I due campionissimi hanno affrontato un percorso diametralmente opposto in questo torneo. Il campione in carica Djokovic ha ceduto un set all'esordio e poi ha navigato col pilota automatico, spazzando via ogni avversario con il suo tennis consistente e di qualità. Federer si è detto incredulo per esser riuscito a strappare un posto in semifinale dopo un torneo così accidentato, tra rimonte clamorose e match point annullati, “ero già pronto a volare in Svizzera per sciare” ha dichiarato dopo l'incredibile successo nei quarti.

Non è la prima volta che un grande giocatore affronta uno Slam in condizioni incerte, soffre e ritrova il miglior tennis cammin facendo, arrivando addirittura al successo finale. Stavolta però la situazione di Federer appare più delicata. A 38 anni “suonati” lo svizzero ha faticato moltissimo in tutti i suoi incontri, soffrendo anche per un problema all'inguine nell'ultimo match contro Sandgren. Che un Roger nemmeno al top della condizione fisica riesca a sconfiggere Novak nel “suo” Slam appare molto complicato.

I numeri portano ulteriori conferme. I confronti diretti tra i due vedono il serbo in vantaggio 26 a 23; Federer ha vinto l'ultimo scontro alle ATP Finals 2019 estromettendo Djokovic dal torneo, piccola rivincita dopo la super finale di Wimbledon persa con due match point non trasformati. L'ultimo loro scontro in Australia è stata la semifinale 2016, vittoria per il serbo in quattro set, e nel complesso nel primo Slam della stagione il bilancio è di 3-1 per Djokovic.

Roger non batte Novak “down under” dal 2007, quando era al top in carriera e il serbo solo agli esordi. Ma la statistica più “pesante” a favore di Djokovic contro Federer è la storia recente negli Slam: non perde dallo svizzero in un Major da Wimbledon 2012, da allora cinque vittorie consecutive per Novak.

Il serbo si è presentato in grande forma a Melbourne, pronto a difendere il titolo 2019 forte del nuovo regime alimentare “plant-based” e soprattutto di una ‘seconda’ di servizio mediamente più veloce (+10 km/h rispetto agli Australian Open dell'anno scorso, un dato di estrema importanza tecnica).

Fatti che dimostrano l'assoluta voglia del serbo di continuare a migliorarsi per riprendersi il primo posto nel ranking, continuare a vincere Slam a caccia dei 20 di Federer, e magari partendo dall'Australia tentare anche un clamoroso Grande Slam, che in passato ha avvicinato come nessun altro dopo Rod Laver.

La somma di tutti fattori sembra portare alla conclusione che c'è “troppo Djokovic” per il Federer di questo torneo, ma Roger ha dimostrato più volte di poter sorprendere anche la miglior versione del serbo. L'incredibile completezza tecnica e varietà del tennis in anticipo di Federer è l'arma perfetta per scardinare le certezze di Djokovic.

Halep vs. Muguruza, una semifinale di qualità

Gli ultimi due quarti di finale del tabellone femminile disputati stanotte hanno decretato una semifinale di altissimo livello tra Simona Halep e Garbine Muguruza. Solo cinque precedenti tra le due campionesse Slam: il bilancio complessivo è 3-2 a favore della Muguruza, sul cemento 2-1 per l'iberica. Simona non sconfigge Garbine addirittura dal 2015, e nelle ultime due partite disputate ha rimediato dalla spagnola due sconfitte nette (6-1 6-4, addirittura 6-1 6-0).

Quindi la Muguruza è favorita? I precedenti non sono così recenti, e il torneo ci sta raccontando una situazione un po' diversa per le due giocatrici. Halep è in grande forma e la sua prestazione odierna è stata impressionante per qualità e quantità, al limite della perfezione tra i molti colpi vincenti e i pochissimi errori.

Muguruza è la sorpresa del torneo, è partita alla vigilia nell'indifferenza generale e magicamente ha ritrovato feeling e colpi partita dopo partita. Oggi è venuta fuori da un incontro molto complicato, superando un inizio assai negativo, come ha dichiarato a fine partita: “Non mi sentivo bene, non trovavo il giusto feeling con la palla, ero nervosa e non giocavo come nelle giornate precedenti. Poi mi sono rilassata e ho iniziato a crescere”. 21 gli errori non forzati della Muguruza, il dato peggiore del suo torneo.

Domani alle 14 ora locale gli appassionati australiani di tennis saranno incollati alla tv o a Melbourne Park per sostenere Ashleigh Barty, in campo contro Sofia Kenin a giocarsi un posto nella finale degli Australian Open. La 23enne del Queensland ha la grande occasione di riportare il suo paese nella finale femminile dello Slam di casa dopo 40 anni, Wendy Turnbull nel 1980 l'ultima a riuscirci (sconfitta in finale da Hana Mandlikova).

Inevitabile la pressione sulle spalle di Ashleigh, anche se ieri dopo il successo nei quarti appariva assai rilassata e consapevole, dichiarando che “un po' di pressione ti spinge a giocare bene, se la sai prendere in modo positivo è uno stimolo a tirar fuori il meglio si se stessi”. Riuscire a gestire l'importanza del match sarà una delle chiavi dell'incontro e va sottolineato che Sofia Kenin è al debutto in una semifinale Slam.

L'americana quindi potrebbe accusare il peso dell'evento, ma da grande fighter anche esaltarsi e diventare una sorta di “muro” col suo tennis consistente e di grande pressione. I precedenti tra le due recitano un 4-1 a favore della Barty, ma l'ultimo incontro sul cemento di Wuhan se l'è aggiudicato la Kenin. Eccetto la prima sfida, vinta nettamente dall'australiana sulla terra di Charleston nel 2018, tutti gli altri precedenti sono dell'anno scorso e hanno visto partite combattute.

“Ho giocato contro Ashleigh diverse volte recentemente, conosco piuttosto bene il suo gioco” ha dichiarato ieri Sofia dopo il suo successo nei quarti, “sarà un grande match, non vedo l'ora di affrontarla. Giocherà in casa e avrà tutto il supporto del pubblico, questo potrebbe creare un bell'ambiente per lei, ma gli australiani sono molto corretti, amo giocare qua. La svolta nella mia carriera? Credo la vittoria contro Serena Williams allo scorso Roland Garros, quel match è stato fondamentale per darmi la consapevolezza di poter giocare a questo livello e battere le migliori. Serena è sempre stato il mio idolo, fu un momento per me indimenticabile”.

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