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Eventi Internazionali

Nadal-Thiem e Barty-Kenin, che sfide in vista!

Nel tabellone femminile Ashleigh Barty si prende la rivincita su Petra Kvitova e vola in semifinale, prima australiana a riuscirci dal 1984. Affronterà la statunitense Sofia Kenin, che con la vittoria in due set su Ons Jabeur strappa il miglior risultato in carriera in uno Slam. Grande attesa per la sfida di domani tra Nadal e Thiem.

di | 28 gennaio 2020

Ashleigh Barty riporta un'australiana in semifinale nello Slam di casa dopo trentasei anni. La n.1 del ranking WTA ha superato nei quarti di finale Petra Kvitova per 7-6 6-2, prendendosi una bella rivincita sulla ceca da cui era stata sconfitta lo scorso anno agli Australian Open. Il match ha regalato momenti di grande qualità ed intensità, con la svolta decisiva nel tiebreak del primo set, vinto dalla Barty con un paio di giocate difensive straordinarie. Forte del vantaggio, Ashleigh ha preso il controllo del gioco grazie alla superiore mobilità ed intensità nello scambio. Kvitova non è riuscita a fare la differenza con i colpi di inizio gioco, andando in difficoltà sulle risposte lunghe e precise della rivale e sbagliando troppo da fondo campo.

Barty, la forza della tattica

Barty ha giocato un match estremamente intelligente sul piano tattico, pronta a prendere l'iniziativa e governare lo scambio col dritto dal centro del campo, spostando la ceca e forzandola a rischiare il colpo da posizioni difficili. Una partita quasi perfetta per l'australiana, preparata a puntino col suo coach: “Ho ripensato alla partita persa contro Petra l'anno scorso” ha dichiarato dopo il match, “da quella sconfitta ho imparato molto e ho preso spunto per affrontare al meglio la sfida di oggi. Il primo set è stato lottato, la svolta nel tiebreak è arrivata con Petra al servizio sul 3-2. Sono riuscita a rispondere per miracolo ad una prima esterna molto precisa, quindi ho corso più volte per tutto il campo, rimettendo ogni palla in difesa estrema. Lei era contro sole e alla fine sono riuscita a vincere quel punto rocambolesco che ha fatto svoltare a mio favore il tiebreak e l'intero match. Sono stata brava a difendermi, c'ho creduto anche se il punto pareva perso più volte. Ho affrontato così tutta la partita, con grande umiltà”.

Le condizioni variabili del torneo sembrano non influenzare il suo tennis: “Nel corso delle due settimane le condizioni sono cambiate moltissimo, oggi c'era sole e caldo rispetto al fresco dei giorni precedenti. Riuscire ad adattarsi non è facile ma è una delle componenti del gioco, io preferisco giocare al sole”.

Barty è una tennista molto lucida sul piano tattico, uno dei suoi punti di forza è la meticolosa preparazione delle partite: “Il servizio è il colpo più pericoloso della Kvitova, riuscire a rispondere bene è stata la chiave per vincere. Sapevo di dover rischiare tagliando l'angolo, soprattutto col rovescio da sinistra. Sono stata efficace nel tenere la risposta lunga e riguadagnare velocemente una buona posizione senza lasciar scoperto l'angolo destro o farmi prendere in contro piede. Il mio coach è molto bravo, cerco sempre di scendere in campo avendo studiato la tattica giusta e affrontando a priori ogni situazione che potrebbe avvenire, non voglio farmi trovare impreparata e quindi dover affrontare anche la tensione del non saper cosa fare”. Dovrebbe avvertire un po' di pressione nell'aria, essendo la prima semifinalista australiana dopo trentasei anni, ma Ashleigh sembra aver trovato la chiave per gestirla.

“Chiaramente sento la pressione, siamo esseri umani, ma il mio modo per affrontarla è restare concentrata sul mio gioco e pensare all'avversario. Non è possibile isolarsi totalmente, e un po' di pressione ti spinge anche a giocare bene se la prendi nel mondo giusto. Non leggo i giornali o mi limito alla sezione del cricket o delle notizie” ha detto. Interessante la sua risposta sul perché stia giocando anche il doppio, nonostante l'ambizione di vincere il torneo di singolare: “Disputando il doppio riesco ad allenare al meglio servizio e risposta, provando soluzioni nel contesto di una partita vera, con la tensione del match. Lo trovo molto più efficace che in allenamento. Non credo sia un caso che la risposta sia stata decisiva per la mia vittoria di oggi”.


La crescita di Sofia Kenin

“Sofia ha una grande abilità nel controllare il campo dal centro, prendendo subito l'iniziativa dal primo colpo. Per me sarà importante non permetterglielo. Dovrò esser pronta a correre tantissimo, giocare in modo vario e spostare la partita sul territorio che preferisco, sennò sarà un match molto complicato”. Questa la saggia lettura di Ashleigh Barty in merito al tennis della sua avversaria in semifinale, la statunitense Sofia Kenin. La n.14 del ranking (e prossima top 10) oggi ha sconfitto con un duplice 6-4 la tunisina Ons Jabeur, regalandosi il più importante risultato in carriera. È stato un match con tennis molto vario, tra il pressing in spinta della Kenin alternato a improvvisi tagli, e quello più potente e lavorato della Jabeur. La tunisina ha provato a sfondare l'americana, spostandola e spingendo al massimo col dritto, ma la difesa della Kenin ha retto l'urto e anzi ha finito per sovrastare anche nella spinta il tennis della Jabeur. Nel torneo Sofia Kenin ha fatto un netto salto di qualità, passando da essere una tennista focalizzata nella spinta in progressione a una giocatrice più completa. Le manca un colpo da k.o. ma è una grande fighter e si sente maturata, come ha dichiarato dopo il successo di oggi.

“Sono più consapevole in campo, riesco a leggere il momento e scegliere la giocata più intelligente per mettere in difficoltà l'avversaria. Questa lucidità mi conferisce molta sicurezza per gestire la partita”. Durante il match, nel suo box era presente Dinara Safina, ex forte tennista russa (e sorella di Marat): “Non era una presenza preparata, è stata una gradita sorpresa. Ci seguiamo a vicenda sul social Instagram, e nei giorni scorsi abbiamo chattato. Ho visto che era qua, e le ho chiesto se le piaceva venire nel mio angolo per il match di oggi. Ha accettato con entusiasmo, e per me è un privilegio averla al mio fianco. Se abbiamo parlato del match? Sì, ma senza entrare in dettagli tecnici o tattici, per quello c'è mio padre che è il mio coach”. Si dice molto felice del rapporto col padre: “Affrontiamo in modo differente il nostro rapporto tra campo e vita di tutti i giorni. Abbiamo un rapporto eccellente quando non si lavora, andiamo al ristorante, a fare un giro in centro, talvolta ai musei. In campo si lavora, lui è una brava guida e io ascolto i suoi consigli. Il nostro rapporto funziona molto bene, sono felice così”.


Grande attesa per il quarto Nadal-Thiem

Nella parte bassa del tabellone la situazione è già delineata: vivremo l'ennesimo capitolo della rivalità Federer - Djokovic. Nella parte alta del draw, allineata ai quarti di finale, regna l'incertezza. C'è grande attesa per le due partite in programma domani, Stan Wawrinka vs. Alexander Zverev e soprattutto Rafael Nadal vs. Dominic Thiem. La sfida tra l'iberico e l'austriaco potrebbe rivelarsi decisiva per l'intero torneo, ma anche per la carriera dei due giocatori. Rafael è a caccia del ventesimo titolo Slam, per uguagliare il record assoluto di Federer, ma questo è il Major a lui meno amico. Arriva ad inizio stagione, con la terra di Parigi molto lontana ed il picco di forma da raggiungere a maggio, e con condizioni che non ama, tra l'alternarsi continuo di caldo/freddo/umido e palle che non saltano e non prendono così bene quel top spin vigoroso su cui ha costruito le sue fortune. Thiem è per Nadal un avversario molto pericoloso.
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Sta crescendo di forma nel torneo ed è sempre pronto alla lotta, come ha dimostrato in tutte le precedenti sfide contro lo spagnolo. Le condizioni non così rapide potrebbero favorire la potenza in spinta dell'austriaco, visto che per caricare i suoi ampi drive necessita di un filo di tempo in più rispetto al cemento più veloce. Thiem negli Slam sul duro non hai superato i quarti di finale, potrebbe essere il match della svolta in caso di vittoria. “Ho giocato il miglior match del torneo, mi sento molto bene fisicamente, sono pronto a giocarmela contro ogni avversario”, queste le parole di Thiem dopo il successo nei quarti contro Gael Monfils. “Thiem? Ci conosciamo molto bene”, ha dichiarato Nadal dopo il successo su Kyrgios, “lui non molla mai, dovrò giocare al mio meglio per vincere. Sento di essere in crescita, giorno dopo giorno. Sarà una partita interessante”.


Goran Ivanisevic e Conchita Martinez entrano nella Hall of Fame

La Hall of Fame di Newport ha annunciato che il croato Goran Ivanisevic e la spagnola Conchita Martinez saranno le new entry 2020 nel museo dedicato ai grandi del tennis. I due ex campioni sono accumunati dall'essere nell'angolo di un tennista ancora in corsa all'Australian Open (Djokovic e Muguruza) e per l'aver vinto in carriera il solito Slam, i Championships di Wimbledon (1994 per Conchita, 2001 per Goran). L'impresa di Ivanisevic è passata alla storia, visto che è stato l'unico tennista capace di vincere sui prati di Londra entrando nel torneo con una wild card. Curioso che l'unico Major vinto dalla Martinez sia stato un torneo giocato su erba, quando il suo tennis era estremamente vincente sulla terra battuta. 


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