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Roger vola, anche in viola

Federer rimonta un set a Fucsovics e diventa il giocatori con più quarti di finale all'Australian Open. 15. Ha superato gli ottavi 57 volte negli Slam. Questa però sarà la prima in cui non incontra nemmeno un top 40 nei primi 5 turni. Ora sfida Tennys Sandgren

di | 26 gennaio 2020

In teatro, gli attori dicono che il viola porti sfortuna. Roger Federer, attore di un altro genere di performance in uno stadio pieno in gran parte di suoi devoti, sfida la superstizione. Con i pantaloncini viola e la fascia tra i capelli, annodata a formare una croce dietro la testa, dello stesso colore, Federer altera lo scenario di una partita complessa solo per un set. Supera Marton Fucsovics 4-6 6-1 6-1 6-2 con il triplo dei vincenti, 44 a 15, e un gratuito in più.
 
Federer diventa il tennista con più quarti di finale raggiunti all'Australian Open, 15, uno in più di John Newcombe. Primo giocatore con almeno 100 vittorie all'attivo in due Slam, lo svizzero completa il successo numero 101 a Melbourne. Si giocherà un posto in semifinale contro Tennys Sandgren, che non ha mai affrontato in carriera, per continuare a nutrire l'ambizione di diventare il primo trentottenne a vincere uno Slam nell'era Open. Sarà il suo 57mo quarto di finale in un major. E' la prima volta, però, che ci arriva senza mai incontrare un top 40 nei primi cinque turni.

La serata australiana è fredda, le palle sono un po' più lente, fa notare Mats Wilander in uno dei suoi interventi da bordo campo durante il match. Fucsovics inizia meglio. Controlla di più il gioco in un primo set senza pause e senza veri punti deboli nel piano di gioco. Federer, che gioca il diciottesimo ottavo di finale nelle ultime 19 partecipazioni all'Australian Open, paga l'unico break, nel settimo game. Il rovescio slice che atterra alla base della rete sintetizza un parziale in cui lo svizzero ha inciso poco al servizio e l'ungherese ha dato un'ulteriore impressione di pesantezza di colpi e sicurezza nella sua strategia.

Giocare contro il suo idolo Federer non è stato facile per Fucsovics a Melbourne due anni fa. Al suo primo anno in top 100, dopo le tante difficoltà per uscire dai Challenger con la sua geometrica potenza e dare così continuità al titolo junior a Wimbledon nel 2009, perse in tre set. A Dubai, nei quarti l'anno scorso, era andato comunque vicino a togliere un set allo svizzero.
 

Stavolta, l'approccio al match è differente, non solo perché da qualche settimana ha cambiato coach:non lavora più con Olivier Tauma, ha raccontato al sito dell'ATP, ma con due ex tennisti ungheresi, Miklos Jancso e Zoltan Nagy. Il lavoro, centrato soprattutto sul servizio, sta evidentemente funzionando. "Non mi piace giocare tutte le settimane" ha aggiunto nella stessa intevista, "ho bisogno di tornare a casa e ricaricare le pile per qualche giorno. Questa settimana mi sento più fresco. Ho giocato con tattiche chiare, ho servito bene e mi sono appoggiato ai miei colpi da fondo".

Nel secondo set Fucsovics, che ha sfiorato l'ingresso nei top 30 l'anno scorso arrivando al numero 31 del mondo a marzo, perde il servizio in avvio e manca il passante sulla chance del possibile controbreak. La partita del numero 67 del mondo, primo ungherese due volte negli ottavi all'Australian Open, di fatto si chiude qui.

Federer velocizza le esecuzioni dei primi colpi dopo il servizio. Verticalizza prima per accelerare la presa del campo. Viste le condizioni e la tipologia di avversario, per Federer diventano più decisive la scioltezza di movimenti e la ricerca del vantaggio territoriale. Due ingredienti che portano al 6-1.

Cambia il bilanciamento della partita. Fucsovics si fa più teso e frettoloso, Federer invece sembra avere il tempo di fare quel che vuole. La chiarezza di visione sulle tattiche da usare svanisce nel gioco dell'ungherese. Confuso sulle strade da prendere di fronte a un rapido cambio di paradigma, si lancia a rete e peggiora la sua situazione.
Il suo linguaggio del corpo si fa sempre più negativo, mentre un isolato tifoso chiede a Federer di "finire" l'avversario, come si farebbe con toreador che sta per toccare il cielo nel clou di una corrida.

Federer veleggia, poi concede alle facili battute con John McEnroe. "C'è molto tennis nella mia vita, ma non ho mai giocato contro Tennys" dice, e in inglese suona come "non ho mai giocato il tennis". Cala il sipario, e il pubblico sogna ancora. 
 

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