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Rafa contro Nick: vince Nadal, ma che partita!

Alle sette della sera (le 9 di mattina da noi), Nadal e Kyrgios, in questo momento una specie di eroe nazionale, hanno un appuntamento per gli ottavi di finale del primo Slam annuale. Qualcosa più di una sfida tra due campioni che si stanno sulle scatole: la madre di tutte le partite

di | 27 gennaio 2020

Rafael Nadal ha battuto Nick Kyrgios alla fine di un match entusiasmante di 3 ore e 38 minuti: 6-3 3-6 7-6(6) 7-6(4) il punteggio finale.

A breve il servizio

Dimenticate la diplomazia delle ultime ore, le parole pronunciate da Rafa e replicate pare pare da Nick. Quel “non lo conosco personalmente, ma lo rispetto” (che poi tradurremmo in modo più simile a lo stimo) serve solo a non alimentare ulteriormente il fuoco che brucia dal momento del sorteggio. Perché Nadal e Kyrgios si stanno riccamente sulle scatole. O meglio, Nick tratta Rafa come chiunque si frapponga tra sé e la costruzione del mito di se stesso, con spocchia e sfrontatezza. E Rafa – che non mancherebbe di rispetto neanche a una zanzara - muore dalla voglia di far abbassare la cresta al ragazzino isolente e maleducato.

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FOTO: L'OMAGGIO DI KYRGIOS (E NON SOLO) A KOBE BRYANT PRIMA DEL MATCH CONTRO NADAL

Il tutto cominciò sul centrale di Wimbledon il primo luglio del 2014. Il loro primo confronto – era un ottavo di finale - iniziò alle 16.10 con un ace dell’allora diciottenne Kyrgios e si concluse 2 ore e 59 minuti dopo con un altro ace di Kyrgios. In mezzo, l’australiano mise insieme altri 35 ace, 70 vincenti e una specie di tweener frontale, la palla colpita in mezzo alle gambe, sul 3-3 nel secondo set. Un colpo di genio trasformato in un quindici con una dose di fortuna e per il quale qualsiasi altro tennista si sarebbe scusato. Soprattutto un teenager al debutto nel tempio del tennis, opposto al numero 1 della classifica.

Invece Kyrgios esultò palesemente, allargando le braccia ad accogliere l’ovazione del pubblico. Era il suo modo di fare sapere al mondo che lui era sceso sulla Terra per rompere schemi e convenzioni, per mettere sale sul tennis, per polarizzare il pianeta tra lovers e haters. Perché l’universo di Nick non conosce sfumature di grigio.

Quel match lo vinse il giovanotto di Canberra, che divenne il giocatore con la classifica più bassa ad aver fermato Rafa in uno Slam e il primo teenager a bloccare la corsa di un numero 1 in un major. Ma soprattutto quell’incontro diede la stura ad una rivalità che da allora si è arricchita di capitoli altrettanto sugosi.

Al Foro Italico nel 2016 forse il miglior Kyrgios si sempre sul rosso obbligò Rafa agli straordinari (6-7 6-2 6-4 per lo spagnolo). Poi nel 2017 l’iberico si impose facilmente a Madrid (6-3 6-1) e nella finale di Pechino (6-2 6-1), mentre l’australiano aveva momentaneamente rimesso in pari il bilancio dei testa a testa col successo dei quarti di Cincinnati (6-2 7-5). Ma è lo scorso anno che le vecchie ruggini sono tornate a galla.

Ad Acapulco 2019 Kyrgios sembrò per un set e mezzo in un modalità ‘perdo perché questo sport non mi piace e io sono troppo figo per impegnarmi davvero, perché se solo mi andasse sarebbero fatti vostri”. Poi però l’aussie mise a segno un vincente con un rovescio a una mano che era un po’ recupero, un po’ cross stretto un po’ palla corta e svegliò il competitor che è in lui, vincendo 7-6 al terzo dopo aver annullato tre match point (uno con un doppio fallo di Rafa, uno con un nastro favorevole) e aver provato anche il servizio ‘da sotto’. Nadal masticò amaro e confermò che Nick non gli piaceva nella misura in cui non rispettava gli avversari. E in quel caso con rispetto intendeva proprio la confomità alle regole del vivere civile.

Kyrgios rispose spruzzando altra benzina, appellandosi alla mancanza di rispetto di Rafa nel prendersi più tempo degli altri tra un punto e l’altro. Quindi specificò di fregarsene di cosa pensasse la gente di lui e aggiunse che contro Nadal ‘sentiva l’odore del sangue’.

Quindi, per riempire di senso le sue dichiarazioni, a Wimbledon ci mancò davvero poco che il sangue scorresse davvero. Nick tirò un violento passante al corpo di Nadal, dopodiché - invece di scusarsi in campo e fuori - dichiarò che aveva puntato al corpo e che ‘uno che ha vinto chissà quanti Slam e guadagnato chissà quanti milioni di dollari può permettersi di incassare una pallata sul petto’.

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