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Federer il super-giovane gioca per la storia

Lo svizzero festeggia la 900ma settimana in top 10 e raggiunge il terzo turno a Melbourne per la 21ma volta in 21 partecipazioni. Dopo Krajinovic, affronterà Millman: vincendo, raggiungerebbe i 100 successi in carriera all'Australian Open

di | 22 gennaio 2020

"Roger Federer non consuma, lui crea. Mi sorprende ogni giorno, ma ormai questo non mi stupisce più". Le parole di Pierre Paganini, il suo storico preparatore atletico, al New York Times nel 2012 valgono ancora oggi. Se lo svizzero è diventato lunedì il primo uomo a raggiungere le 900 settimane in top 10, se in carriera non ha mai perso prima del terzo turno all'Australian Open, i suoi meriti non sono certo secondari.

Contro Filip Krajinovic, ha evitato gli effetti negativi degli unici momenti difficili, nel secondo set, ha chiuso 6-1 6-4 6-1 e mostrato che si può essere veloci su un campo da tennis anche a 38 anni. Perché velocità vuol dire anticipo e intuizione, certo. E poi, come ha spiegato Paganini, nel tennis la velocità non si allena e non si misura come per i centometristi. "Devi essere forte, veloce, coordinato, resistente" diceva, sempre al New York Times, nel 2017. "Ma nove volte su dieci, la velocità conta è nei primi tre passi: è qui che fai la differenza".

In un'ora e 32 minuti, Federer ha messo insieme 42 vincenti e sette break contro il serbo, che alla distanza ha pagato la maratona di ieri contro il francese Quentin Halys. Si è fatto prendere dalla fretta quando avrebbe potuto cambiare almeno il finale del secondo set dopo il break del 4-4. Si è invece incartato in un turno di battuta in cui sembrava volesse liberarsi dallo scambio il più velocemente possibile e non è più rientrato nel match. Il medical time out per un dolore al gomito sull'1-2 nel terzo, già con un break da recuperare, ha anticipato la fine di un incontro con poca storia.

Federer, entrato in top 10 nel maggio 2002, è il primo giocatore con almeno 100 partite vinte in uno stesso Slam. Ha raggiunto questo traguardo a Wimbledon, la scorsa estate. E potrebbe bissare la storia all'Australian Open. Se dovesse battere John Millman, che l'ha eliminato allo Us Open 2018, maturerebbe infatti il suo 100mo successo a Melbourne.

"Conservo ancora il ricordo di quel match point ed è qualcosa che spero di portare con me ancora per molto tempo dopo il tennis” raccontava durante lo scorso US Open. La vittoria su Federer del 2018, infatti, resta la sua prima in carriera contro un Top 10.

L'australiano, numero 47 del mondo, è attualmente senza coach. Al suo ventesimo Slam in carriera, ha eguagliato il suo miglior risultato nello Slam di casa con il successo su Hubert Hurkacz, testa di serie numero 31, spossato però dalla rimonta da sotto di due set ieri contro l'austriaco Dennis Novak. Affrontare i migliori al mondo, ha spiegato Millman, gli dà sempre una carica in più. "Comunque vada a finire" ha detto, come riporta il Daily Express, "ci alleniamo tanto per poter giocare partite così, contro i campioni, negli stadi più grandi e più importanti del mondo. Perché, a fine carriera, è di quelle partite che continueranno a chiederti. E saranno le storie su quei match che continuerai a raccontare".

IN AGGIORNAMENTO

Federer gioca con il tempo e con la storia. Lo svizzero punta ad eguagliare i sette Australian Open di Novak Djokovic. Se dovesse ripetere il suo trionfo del 2018, il suo ventesimo e finora ultimo titolo in un major, diventerebbe infatti il primo campione Slam trentottenne. Supererebbe anche l'attuale primato di Ken Rosewall, il più anziano a trionfare in uno dei quattro tornei più importanti del mondo: proprio all'Australian Open, nel 1972, conquistò il suo ultimo successo a 37 anni e 62 giorni.

Paul batte Dimitrov: è il miglior risultato Slam

Tommy Paul, numero 90 del mondo, ha vinto i primi due set e si è trovato a due punti dalla sconfitta contro Grigor Dimitrov. "Sotto 5-4 nel quinto, ho spinto al massimo: sentivo di avere ancora energie" ha detto Paul, che aveva giocato un solo match al quinto set in carriera, perdendolo peraltro. Stavolta, ha sfruttato il finale mogio del bulgaro, che nel tiebreak decisivo perde insieme la convinzione e la misura del dritto. Finisce 6-4 7-6(8) 3-6 6-7(3) 7-6(10-3).

Il campione del Roland Garros junior del 2015 festeggia il miglior risultato Slam in carriera. Grande amico di Taylor Fritz, Reilly Opelka e Frances Tiafoe, sta giocando il suo tennis migliore dalla fine dell'anno scorso. Ha vinto due Challenger alla fine dell'anno scorso, ha centrato il best ranking di numero 90 entrando per la prima volta in top 100. Ha scelto anche un coach ambizioso, Brad Stine, che ha aiutato Jim Courier a diventare numero 1 del mondo e ha guidato Kevin Anderson alla finale di Wimbledon e al numero 5 del mondo. 

"Ha mostrato momenti di brillantezza, sa certamente giocare" ha detto. "Ora credo che sia più preparato, emotivamente e mentalmente, a fare i sacrifici che servono per ottenere più successi di quanto ha fatto finora". La risposta l'ha data sul campo.


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