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Djokovic, 900 vittorie e non sentirle: "E' solo l'inizio"

Novak Djokovic cede per la prima volta un set contro il tedesco Struff, ma resta in controllo del match. Debutta all'Australian Open con il successo numero 900 nel circuito maggiore. Ashleigh Barty vince in rimonta contro Lesia Tsurenko

di | 20 gennaio 2020

Novak Djokovic lascia un set ma centra la vittoria numero 900 in carriera nel circuito maggiore. La continuità fa la differenza contro Jan-Lennard Struff che gioca la sua partita ideale solo nel terzo set, ma gli basta solo a rendere meno netta la sconfitta. Djokovic chiude 7-6(5) 6-2 2-6 6-1. Nel suo 60mo slam, Djokovic inizia così l'inseguimento al nono trionfo all'Australian Open. E' il più titolato nell'era Open a Melbourne, ma questo è anche l'unico Slam in cui abbia mai perso al primo turno (nel 2005 al debutto nei major contro Marat Safin e nel 2006 contro Paul Goldstein).

"E' solo l'inizio" ha scherzato con John McEnroe nell'intervista a caldo dopo il match. "Naturalmente sono fierissimo di tutto quello che ho ottenuto. Questo risultato mi ricorda anche quanto devo essere grato visto che continuo a praticare ad alto livello lo sport che amo da quando ho preso una racchetta in mano per la prima volta a quattro anni. Allora sembrava impossibile, ma eccoci qui 25 anni dopo. Non posso dare niente per scontato, sto cercando di godermi ogni momento".

Il serbo impone subito il suo ritmo: si gioca alle sue condizioni. Sale 5-2 ma perde il break di vantaggio. Struff, numero 37 del mondo, dunque uno dei giocatori con la miglior classifica esclusi dalle teste di serie, vince tre game di fila fino al 5-5 e allunga al tiebreak. Nelle ultime 52 settimane, secondo l'indicatore dell'ATP, Struff è quattordicesimo per rendimento al servizio ma solo 66mo per tiebreak vinti. Djokovic è invece il migliore di tutti quando si arriva a quella che un tempo si definiva "sudden death", la "morte improvvisa". Quando il gioco si fa duro, Djokovic estrae il meglio in risposta. Non a caso vince il tiebreak del primo set.

Struff sa che deve spingere al massimo con il servizio, che deve accorciare lo scambio. Ma nemmeno l'aiuto tattico del pioniere della match analysis, Craig O'Shannessy, che peraltro fino a poco fa collaborava con lo staff di Djokovic, basta al tedesco.

Perché in campo poi contano la tensione, la preoccupazione di affrontare il numero 1 del mondo che ti induce a forzare, ad affrettare le scelte. Aumentano i dubbi, il campo si allunga e si allarga. E la risalita diventa sempre più dura per il tedesco che due anni fa ha vinto la sua unica partita a Melbourne, all'esordio contro il coreano Soonwoo Kwon, prima di cedere in tre set contro Roger Federer.

L'anno scorso, Struff ha toccato il best ranking al numero 33 e per la prima volta si è spinto negli ottavi di uno Slam, al Roland Garros grazie al successo 11-9 al quinto su Borna Coric al terzo turno, prima di trovarsi di fronte al muro Djokovic.  "Ho giocato un buonissimo primo set, molto aggressivo, sciolto, e poi ho smesso. forse non ho creduto abbastanza di poterlo battere" diceva allora. Il suo problema è che oggi potrebbe ripetere esattamente le stesse parole. 

Djokovic non rallenta, anzi inventa un passante di dritto slice in diagonale, in spaccata, per salire 5-2 nel secondo set. Il tedesco, sotto due set a zero, interpreta bene l'inizio del terzo. Serve bene, cerca il vincente di dritto alla prima occasione, va avanti di un break. Si infila bene negli spiragli che Djokovic gli lascia abbassando la velocità dei colpi e la solidità delle difese. Il tedesco evita il controbreak con una volée ad altissimo coefficiente di difficoltà, di quelle che riescono una volta su dieci, ma bastano per portarlo a vincere il suo primo set in tre incontri contro Djokovic.

Ma da qui a completare la prima vittoria in uno Slam contro una top 5, ce ne passa. La distrazione nel primo turno di battuta del quarto set segna di fatto la conclusione virtuale del match.

Barty diesel

Ashleigh Barty, sicura di rimanere numero 1 del mondo comunque vada a finire il torneo, inizia con qualche tentennamento il suo percorso nello Slam di casa, dove non è mai andata oltre i quarti di finale. Nonostante 19 gratuiti in un primo set di pochi alti e molti bassi per entrambe, batte Lesia Tsurenko 5-7 6-1 6-1. L'ucraina incassa così la 14ma sconfitta in 16 partite contro una top 5, e la 17ma eliminazione al primo turno in 33 Slam in carriera.

Barty, al suo settimo Australian Open, riesce ad aggiustare il suo gioco a partire dal secondo set e rilancia le sue ambizioni di diventare la prima campionessa australiana nello Slam Down Under dopo Chris O'Neill nel 1978. E invertire così una tradizione recente povera di soddisfazioni: l'ultima finalista di casa all'Australian Open rimane Wendy Turnbull nel 1980, l'ultima semifinalista Belinda Cordwell nel 1989. 
Tsurenko, ex numero 23 del mondo scivolata al numero 120 dopo un infortunio al gomito destro, paga la prolungara inattività. Al secondo match da luglio, perde misura dei colpi, soprattutto col dritto, e mostra evidenti insicurezze sulla seconda di servizio. Negli ultimi due set, commette 26 errori contro 4 vincenti e completa il match con il nono doppio fallo. Barty si limita a sei gratuiti nel secondo e terzo parziale, e ora aspetta Rebecca Peterson o Polona Hercog.

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