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Eventi Internazionali

IL FILM DEL 2019, GENNAIO - Ceck scalda il motore a Doha, Seppi brilla a Sydney

A Brisbane si rivede Nishikori, Andy Murray annuncia il ritiro e poi si opera all’anca mentre agli Australian Open - dove nelle “quali” maschili è record di presenze azzurre - Djokovic ritorna “cannibale”

di | 21 dicembre 2019

Si alza il sipario su una nuova stagione del circuito maschile. Anche se per qualcuno il 2019 non comincia con la trasferta Down Under. Arriva infatti a Capodanno il forfait di Juan Martin Del Potro agli Australian Open: il 30enne tennista argentino, numero 5 del ranking mondiale, infortunatosi ad ottobre al “1000” di Shanghai, spiega di non essersi ancora sufficientemente ripreso dalla frattura alla rotula destra.

Un paio di giorni dopo Rafa Nadal si ritira dal “Brisbane International” (Atp 250 - montepremi 527.880 dollari): slitta ancora dunque il rientro nel tour dello spagnolo, fermo dalle semifinali degli Us Open. Il maiorchino lamenta un’elongazione muscolare alla coscia sinistra, problema occorso durante la ricca esibizione di Abu Dhabi a fine dicembre. Sui campi in cemento del Queensland Tennis Centre il titolo lo vince Kei Nishikori: il giapponese, numero 9 Atp e secondo favorito del seeding, supera 64 36 62 il russo Daniil Medvedev, numero 16 del ranking mondiale e quarta testa di serie, conquistando il suo 12esimo trofeo dopo un digiuno durato quasi tre anni (Memphis 2016).

Doha: Cecchinato scalda il motore

Marco Cecchinato è grande protagonista al “Qatar ExxonMobil Open” (“finto” Atp 250 dotato di un montepremi di 1.313.215 dollari) sul cemento del Khalifa International Tennis & Squash Complex di Doha. Il 26enne palermitano centra la sua quinta semifinale Atp in carriera e la prima sul cemento, si assicura il best ranking - numero 18 - e diventa il terzo azzurro ad approdare al penultimo atto in Qatar dopo Volandri (2006) e Seppi (2015). A fermare la corsa del siciliano (76 63) è il redivivo Tomas Berdych: il trofeo, però, se lo porta a casa lo spagnolo Roberto Bautista Agut, numero 24 Atp e settima testa di serie - protagonista in semifinale dell'eliminazione del numero uno del mondo Novak Djokovic -, che batte il ceco per 64 36 63 e conquista il nono titolo in carriera.

 E' Kevin Anderson ad alzare invece il trofeo del "Tata Open Maharashtra" - ATP 250 dotato di un montepremi di 527.880 dollari - sul cemento di Pune, in India (fino al 2017 si è disputato a Chennai). In una finale combattutissima - la più "alta" di sempre: 203 centimetri per Kevin, 211 per Ivo -, che sfiora le due ore e tre quarti di durata, il sudafricano, numero 6 del ranking mondiale e prima testa di serie, si impone 76(4) 67(2) 76(5) sul croato Ivo Karlovic, numero 100 Atp, alle soglie dei 40 anni (è nato il 28 febbraio 1979) il finalista più anziano nel circuito dai tempi di Ken Rosewall, che nel 1977 a 43 anni arrivò all'ultimo atto del torneo di Hong Kong.

A Sydney Seppi inciampa in “Demon”

Benoit Paire passa per essere uno dei “genio e sregolatezza” del circuito e il modo in cui comincia l’anno lo conferma. Il 29enne francese, numero 55 Atp, è protagonista di una polemica nei confronti degli organizzatori del torneo di Auckland per la programmazione del suo incontro subito dopo il lungo trasferimento dall’India in Nuova Zelanda. A firmare l’"ASB Classic" (ATP 250 con 527.880 dollari di montepremi) è invece lo statunitense Tennys Sandgren, numero 63 Atp, che batte 64 62 il britannico Cameron Norrie, numero 93 del ranking mondiale, in tabellone grazie ad una wild card e alla sua prima finale nel circuito maggiore. Per il 27enne di Gallatin, nel Tennessee, è il primo trofeo in carriera. Sfuma il poker di titoli Atp per Andreas Seppi: nella finale del "Sydney International" (ATP 250 dotato di un montepremi di 527.880 dollari) sul cemento australiano il 34enne di Caldaro, numero 37 Atp ed ottava testa di serie, cede 75 76(5) all'idolo di casa, il Next Gen Alex De Minaur, numero 29 Atp (best ranking) e quinta testa di serie, finalista anche nel 2018. Il 19enne di Sydney conquista proprio a casa sua il primo titolo in carriera.

Le lacrime di Andy

Notizia shock alla vigilia di Melbourne: “Non posso continuare così”. Nella conferenza stampa pre-torneo Andy Murray conferma la partecipazione agli Aus Open - dove ha raggiunto per 5 volte la finale - ma annuncia anche che a causa del persistere del dolore all’anca ha deciso di chiudere la sua carriera e spera di riuscire a farlo sull’erba di Wimbledon, dove ha trionfato nel 2013 e nel 2016. Il 31enne di Dunblane non è però nemmeno sicuro di riuscire a continuare fino a luglio. Venti mesi tra cure, operazione (esattamente un anno prima) e riabilitazione non sono infatti bastati a risolvere i problemi all’anca destra. Ad ogni moda al primo turno lotta per quattro ore contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut prima di arrendersi in cinque set.

 

 

Quali Aus Open da record in casa Italia

Sono 15 (partecipazione record) i tennisti italiani in gara nelle qualificazioni maschili degli Australian Open, primo Slam stagionale di scena sui campi in cemento di Melbourne Park nella metropoli australiana. A conquistare un posto nel main draw sono Luca Vanni e Stefano Travaglia che vanno ad aggiungersi ai 5 in tabellone per diritto di classifica: Fabio Fognini, 12esima testa di serie, Marco Cecchinato, 17esima testa di serie, Matteo Berrettini, Andreas Seppi e Thomas Fabbiano. In quattro - Fabio, Stefano, Andreas e Thomas - superano l’esordio mentre al terzo turno approdano il ligure, l’altoatesino ed il pugliese. Nessuno però riesce ad andare oltre con Fognini che entra in partita troppo tardi contro Carreno Busta, Seppi che lotta cinque set contro Tiafoe e Fabbiano che cede in tre a Dimitrov.

Nole il cannibale fa un sol boccone di Rafa

Venti titoli dello Slam non bastano a Roger Federer per passare i controlli all'Aus Open. Il campione di Basilea è infatti bloccato da un addetto alla sicurezza all'ingresso dello spogliatoio dei giocatori. Il motivo? E’ sprovvisto dell'accredito…. A fermare il 37enne fuoriclasse svizzero sul campo è invece il Next Gen greco Stefanos Tsitsipas (vincitore della seconda edizione delle Finals di Milano) che negli ottavi si impone 67(11) 76(3) 75 76(5) su “King Roger”, che poi in conferenza stampa svela che ha intenzione di tornare a giocare a Parigi. Da parte sua il 20enne di Atene non si accontenta: batte in quattro set lo spagnolo Bautista Agut e diventa il primo greco in una semifinale Slam. A riportarlo con i piedi per terra ci pensa però Rafael Nadal che gli fa fare solo sei game (62 64 60 lo score) approdando per la quinta volta in finale a Melbourne - senza perdere nemmeno un set - dove è riuscito a trionfare in un’occasione soltanto (nel 2009).

Il titolo lo spagnolo se lo gioca con il numero uno del mondo Novak Djokovic, che in semifinale stoppa 60 62 62 il francese Lucas Pouille, mai così avanti in un Major. Il serbo nella sua settima finale Down Under è assolutamente ingiocabile: 63 62 63 il punteggio che il 31enne di Belgrado rifila al mancino di Manacor (prima finale Slam persa in tre set da Rafa in carriera) per conquistare il suo 15esimo titolo Major, il settimo Aus Open ed il terzo Slam consecutivo dopo Wimbledon e Us Open 2018. "La strada per i 20 Slam di Federer è lunga" - dice poi in conferenza stampa - "ma non ho fretta".

Murray si opera

Andy Murray lo aveva anticipato a Melbourne nell’annunciare il suo ritiro dopo Wimbledon (ma la sconfitta in 5 set contro Bautista Agut al primo turno degli Aus Open potrebbe anche essere stata l'ultimo match ufficiale dello scozzese): stava prendendo in considerazione un nuovo intervento, più invasivo, all'anca destra " non per poter tornare al tennis professionistico ma semplicemente per avere una migliore qualità di vita, per essere libero dal dolore”. Ed ecco la nuova operazione: "Mi sono sottoposto ad un nuovo intervento all'anca ieri mattina a Londra: al momento mi sento un po' malconcio e indolenzito ma sono fiducioso che presto non sentirò più dolore. Adesso ho una protesi metallica", scrive il 28 gennaio l’ex numero uno del mondo sul suo profilo Instagram, e posta anche una radiografia della sua nuova anca.

Ho deciso di operarmi non per poter tornare al tennis professionistico ma per essere libero dal dolore

Rafa sposo entro l'anno

Nozze in vista per l'ultimo "fab four" ancora single. Secondo il settimanale spagnolo ¡Hola!, che rivela per primo la notizia, Rafael Nadal e Maria Francisca Perellò si sposeranno in autunno a Majorca. I due, insieme dal 2006, si sarebbero fidanzati ufficialmente a maggio 2018 a Roma durante gli Internazionali BNL d'Italia (vinti da Nadal per l'ottava volta) e negli ultimi otto mesi nessuno - tranne i familiari e amici intimi - aveva saputo nulla.

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