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Eventi Internazionali

L’urlo di Nole: è subito finale a Tokyo

Djokovic, al rientro nel tour, conferma che l’infortunio alla spalla è superato dominando anche il belga Goffin: ultimo ostacolo per la conquista del 76° titolo in carriera l’australiano Millman, partito dalle qualificazioni dove al 1° turno ha salvato 3 match point

di | 05 ottobre 2019

Il serbo Novak Djokovic e l’australiano John Millman sono i finalisti del "Rakuten Japan Open Tennis Championships", torneo Atp 500 dotato di un montepremi di 1.895.290 che si conclude domenica sui campi in cemento dell'Ariake Coliseum di Tokyo. 
Il serbo numero uno del mondo, al rientro dopo l’infortunio alla spalla sinistra che lo aveva costretto al ritiro negli ottavi degli US Open contro Stan Wawrinka, ha dunque mostrato di aver superato il problema fisico, avendo raggiunto l’ultimo atto senza cedere alcun set nei quattro incontri disputati: in semifinale Nole ha regolato per 63 64, in un’ora e 29 minuti, il belga David Goffin, numero 15 del ranking Atp e terza testa di serie, vincitore due anni fa nella capitale giapponese. Per il 32enne di Belgrado si tratta della finale numero 110 in carriera, nella quale Djokovic va a caccia del 76esimo trofeo, il quarto stagionale dopo i trionfi Slam in Australia e Wimbledon, inframmezzati dal successo nel “1000” di Madrid.

 

Prima finale in un “500” per Millman

A contendergli il titolo il numero uno del mondo troverà dunque dall’altra parte della rete il 30enne di Brisbane, numero 80 Atp, che partito dalle qualificazioni si è spinto sino all’ultimo atto del torneo eliminando in semifinale con il punteggio di 63 76(4), in poco meno di un’ora e mezza di gioco, lo statunitense Reilly Opelka, numero 53 della classifica mondiale – primo americano tra i “best 4” a Tokyo dopo Mardy Fish, che ci riuscì otto anni fa: uno yankee non alza il trofeo dal 1996, quando s’impose Pete Sampras - che si è visto annullare un set-point sul 5-4 nel secondo set da Millman, poi capace di staccare il biglietto per la prima finale in un “500”, la seconda in carriera per lui dopo quella persa nella primavera del 2018 a Budapest contro Marco Cecchinato.

L’aussie e i 3 match point salvati nelle “quali”

Sta vivendo una settimana da favola l’aussie, considerando che era giunto vicinissimo a dover salutare l'Ariake Tennis Park nel primo turno di qualificazione, quando ha salvato tre match point contro lo statunitense Bradley Klahn. sua prima finale ATP 500. E nel tabellone principale Millman, dopo aver perso il primo set nell’incontro d’esordio con il francese Mannarino, ha poi saputo cambiare marcia vincendone otto consecutivi così da approdare all’atto conclusivo, il quinto qualificato a riuscirci in questa stagione.
La conferma che sta ritrovando la forma migliore dopo essersi aggiudicato il suo dodicesimo titolo Challenger due settimane fa a Kaohsiung (l’australiano aveva anche raggiunto i quarti a Winston-Salem la settimana prima degli US Open, dove ha trovato subito al primo turno Rafael Nadal, poi trionfatore a Flushing Meadows).

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“Speciale giocarmi il titolo a Tokyo”

È stata una partita abbastanza buona. È sempre difficile giocare contro qualcuno come Reilly, che ha un servizio così potente – il commento di Millman, che lo scorso anno raggiunse i quarti agli US Open eliminando tra gli altri Fognini e Federer - Sono soddisfatto di aver sfruttato le poche chance che ho avuto e di essermela cavata bene nei miei turni di servizio. Quando ti trovi ad affrontare un avversario con un servizio del genere, le palle arrivano talmente in fretta che anche se vai nella direzione giusta è molto difficile rimetterla in campo dall’altra parte. Sono veramente felice di aver superato questo ostacolo ed essere arrivato in fondo, in finale in un torneo come Tokyo, davvero speciale per me".

“Con Novak sarà un match fisico”

Contro Djokovic però Millman ha perso entrambi i precedenti testa a testa, giocati lo scorso anno: 62 61 sull’erba del Queen’s al primo turno e poi 63 64 64 proprio nei quarti a Flushing Meadows, dove poi il serbo trionfò. “So bene che non sarà facile contro un giocatore incredibile come Novak, così solido. E’ quello che anche a me piace portare nel mio tennis, per cui mi aspetto un match piuttosto fisico, con tanti scambi da fondo campo. Adesso però voglio godermi il fatto di essere in finale in un torneo ATP 500 in un posto così speciale come Tokyo. Sono queste le emozioni per cui giochiamo a tennis: passare attraverso momenti di difficoltà, per riuscire poi a darti un'opportunità come questa, una cosa veramente fantastica”, chiosa l’aussie. Forse che qualcuno gli abbia suggerito che l'ultimo qualificato a sollevare un trofeo ATP è stato Daniil Medvedev, e c’è riuscito proprio a Tokyo dodici mesi, per quello che allora era il titolo più importante conquistato dal russo, uno dei grandi protagonisti poi nel 2019 (54 match vinti fin qui), con tre titoli messi in carniere, a Sofia, nel “1000” di Cincinnati e San Pietroburgo. Chissà che ne pensa il buon Nole, nell’Ohio caduto in semifinale sotto i colpi del moscovita.

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