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Carreno, una gioia attesa oltre due anni

A Chengdu, lo spagnolo conquista il quarto titolo ATP, il primo dal torneo dell'Estoril del 2017. Bublik perde la seconda finale della stagione, e della carriera, nel circuito maggiore. La prossima settimana comunque entrerà in top 60.

di | 29 settembre 2019

Nel tennis, diceva un anno fa, saper perdere è molto più importante che saper vincere. Pablo Carreno Busta ha aspettato oltre due anni per tornare a vincere un titolo. Non ha perso la fiducia, non si è smarrito nella ricerca di nuove strade. E a Chengdu è tornato a gioire. ha battuto in rimonta Alexander Bublik 67(5) 64 76(3) e festeggiato il quarto titolo alla settima finale.

Bublik, numero 71 del mondo sicuro comunque di entrare per la prima volta tra i primi 60 del mondo, resta fedele al suo principio: "Always be a leader, not a follower", il verso di una canzone di Eminem. Cerca di essere e di giocare come sei, non di seguire le idee o i desideri di qualcun altro. Versione leggermente meno tronfia del motto di Johann Cruijff: «Meglio perdere con le proprie idee che con quelle di un altro».
Hanno poco in comune nello stile di gioco, ma un'affinità elettiva tra i due esiste: la consapevolezza che le difficoltà rendono più forti. Bublik ha cambiato approccio al gioco, si è messo addosso meno pressioni dall'inizio di quest'anno perché il suo tennis leggero potesse prendere il volo. Ha così raggiunto le sue prime due finali ATP nel 2019, ma aspetta ancora di vincere il primo titolo. A Newport, in estate, ha vinto quattro partite al terzo set prima di cedere in finale contro Isner, servendo da sotto sul match point.

Carreno ha mostrato la virtù della pazienza, della tenacia, di una convinzione nella strada da percorrere non inficiata dalle condizioni esterne, dall'avversario, dai fattori che non può controllare. Bublik, invece, che ha perso la settima partita su 25 al terzo set in stagione, ha servito 31 ace ma alla distanza ha ottenuto meno dal servizio. Il 55% di punti con la seconda, rispetto al 75% dello spagnolo, racconta di una partita in cui l'efficienza mantenuta nel tempo ha fatto la differenza.
 

ublik trasmette il gusto per il rap, che ascolta e dice di saper comporre, nel suo tennis sincopato, tutto ispirazioni e improvvisazioni. Un tennis in cui pensiero e azione si avvicinano, si sovrappongono. Il contrasto con lo stile da percussionista di Pablo Carreno, che si esalta nel ritmo costante, nel battere deciso, crea una finale veloce, gradevole, che per un set e mezzo si muove in tempo dispari, in 5/4 come il funk o certe improvvisazioni jazz.

Bublik concede variazioni continue, prime da sotto e ace di seconda, attacchi in controtempo, volée basse, dritti fulminei. Carreno, che rischia meno ma ricava più punti in percentuale con prima e seconda, forza al tiebreak un primo set disomogeneo ma non banale. Lo spagnolo ha eliminato in semifinale un altro creatore atipico come Denis Shapovalov, il canadese che ha perso sette semifinale su sette a livello ATP: nelle precedenti sei occasioni, chi l'aveva sconfitto aveva poi sempre vinto il titolo.
La prima finale dello spagnolo dal torneo dell'Estoril del 2017 però si complica. Arriva due volte a un punto dal chiuderlo, grazie a due doppi falli di Bublik che forza al tiebreak, manca una volée praticamente già chiusa per il possibile minibreak del 3-2 ma al secondo set point piazza uno schema dei suoi: risposta choppata, volée stoppata.

Il kazako, che però è nato in Russia e continua a vivere a San Pietroburgo, in un'area che ha voluto anche tatuarsi, apre il secondo set con tre ace e due doppi falli nel primo turno di battuta. Un suo rovescio lungo agevola poi il primo break della finale. Carreno allunga 4-3 e inaugura una fase in cui la partita si gioca alle sue condizioni. Gli scambi restano comunque corti, solo tre sono andati sopra i 12 colpi a metà del terzo set. Ma Carreno risponde meglio, Bublik se non serve una ce (saranno oltre 30 a fine partita) subisce il peso di palla dell'avversario. 

E' il momento migliore di Carreno che riesce a spostare l'orizzonte decisivo della finale al terzo set. I due fattori chiave del match si bilanciano, e i rispettivi effetti si neutralizzano: Bublik serve forte ma incide poco in risposta. Carreno si ritrova a due punti dalla sconfitta ma forza ancora al tiebreak, il secondo della finale.

E' il quinto del torneo per Bublik, che ha vinto i primi quattro ma inizia con un doppio fallo. Carreno, che ha vinto due dei quattro tiebreak al set decisivo giocati quest'anno, amministra e ringrazia Bublik, troppo molle sul passante di dritto a campo vuoto che regala il 4-0 allo spagnolo. L'attesa del piacere, per Carreno, è breve. Per il trionfo, bastano altri sei punti.

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