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De Minaur, che “Demonio”: suo il titolo a Zhuhai

Il Next Gen australiano supera il francese Mannarino (settima finale persa su otto disputate) e firma il nuovo torneo Atp 250 cinese, conquistando il terzo trofeo stagionale e in carriera così da salire al n.25 del ranking: “La dimostrazione che il duro lavoro paga”

di | 30 settembre 2019

Il “Diavoletto” ha colpito ancora. C’è la firma di Alex De Minaur in calce alla prima edizione degli "Huajin Securities Championships”, nuovissimo torneo ATP 250 dotato di un montepremi di 931.335 dollari andato in scena sul cemento dell’Hengqin International Tennis Center di Zhuhai, nella provincia del Guangdong, in Cina. Il Next Gen australiano, numero 31 del ranking mondiale e settimo favorito del seeding, in una settimana in cui ha messo in fila l’amico e connazionale John Millman, il redivivo Andy Murray, un top 15 come Borna Coric e un top ten quale Roberto Bautista-Agut (doppio 62 allo spagnolo in semifinale), ha completato il suo percorso netto regolando per 76(4) 64, in due ore e 5 minuti di gioco, il francese Adrian Mannarino, numero 51 Atp.
In quella che era per lui la quinta finale in carriera ha così calato il tris vincente il 20enne di Sydney -
papà Anibal è uruguaiano, mamma Esther è spagnola –dopo i trofei già messi in bacheca a Sydney e Atlanta, sempre quest’anno.

De Minaur cambia marcia nel tie-break

Anche in questo incontro – primo testa a testa fra i due - De Minaur, finalista nel novembre scorso a Milano alle Next Gen ATP Finals fermato solo da uno Tsitsipas in stato di grazia, ha dimostrato una lucidità e una tenuta mentale da giocatore navigato. Non ha concesso alcuna palla break (65% di prime messe in campo, con una resa del 79%), è vero, ma nel tie-break del primo set si è trovato sotto 4 a 2 e lì ha inanellato cinque punti di fila (11 complessivi considerando pure l’inizio della seconda frazione) che hanno indirizzato l’incontro.
E’ stata una grande battaglia oggi, come del resto un po’ per tutta la settimana con incontri difficili, e devo complimentarmi con Adrian per le sue doti di lottatore”, le parole del pupillo di Lleyton Hewitt durante la premiazione, per poi passare ai ringraziamenti. “Siamo stati tutti davvero molto bene, devo ammettere che è uno dei migliori ATP 250 in circolazione e questo va a merito degli organizzatori e di tutto lo staff. Il ringraziamento più importante è per questo straordinario pubblico che per tutta la settimana mi ha sostenuto con calore, così come per il mio team: il duro lavoro paga e per questo vi dico grazie”, ha sottolineato De Minaur che con questo successo torna tra i primi 25 della classifica mondiale, vicinissimo al suo best ranking di numero 24.

Atteso protagonista alle Next Gen ATP Finals

Niente male per il ragazzo del 1999 che era chiamato a confermare il brillante 2018, quando vinse oltre cinquanta partite, comprese quelle delle Next Gen ATP Finals. E proprio al Palalido di Milan “Demon” sarà uno dei pretendenti alla vittoria per chiudere in bellezza un’annata che lo ha anche visto raggiungere gli ottavi agli US Open, i primi per lui in un Major. Ma la sua fame di successi è ben lungi dall’essere saziata. Basta vedere cosa ha dichiarato al sito dell’Atp: “Non sarò mai felice di essere dove sono, voglio salire sempre più in alto. Il mio spirito competitivo mi spinge a lavorare e a cercare di migliorarmi sempre, traendo il massimo da ogni esperienza”.

Per Mannarino sette finali perse su 8

Non è invece riuscito a mettere le mani sul secondo trofeo in carriera Mannarino, che lo scorso giugno sull’erba di’s-Hertogenbosch ha conquistato il suo primo - e finora unico - titolo nel circuito maggiore, superando in finale curiosamente proprio un australiano, Jordan Thompson. Mastica un po’ amaro, dunque, il 31enne di Soisy-sous-Montmorency alla settima sconfitta su otto finali disputate. Parziale consolazione i progressi nel ranking, dove risale al numero 43.

 

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