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Eventi Internazionali

Wuhan: Kvitova-Riske, Cina dolce casa

La ceca cerca la terza finale a Wuhan, la statunitense la sesta in Cina. Barty incontra Sabalenka nella rivincita della semifinale della scorsa edizione.

26 settembre 2019

La Cina è vicina. Lo è per Alison Riske, che da quelle parti ha vinto il primo titolo in carriera e giocato cinque delle sue otto finali WTA. Lo è per Petra Kvitova, l'unica ad aver vinto più di una volta il Premier 5 di Wuhan, torneo giunto alla sesta edizione, che la affronterà in semifinale. Ma è vicina anche per le protagoniste dell'altra semifinale: Ashleigh Barty, mai eliminata prima dei quarti a Wuhan, e la campionessa in carica Aryna Sabalenka. La geografia si fa storia, diventa emozione. Memoria che alimenta l'ambizione.
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Riske, numero 35 e unica semifinalista fuori dalla top 20, ha ottenuto negli ottavi la settima vittoria stagionale contro una delle prime 20, Qiang Waang, poi ha lasciato quattro game a Elina Svitolina. Il quarto successo in carriera su una top 5 conferma il 2019 come la sua stagione migliore di sempre, culminata nel secondo titolo WTA a ‘s-Hertogenbosch e nella prima semifinale a Wimbledon. 

Nella sua sesta semifinale in Cina, ritroverà dopo sei anni Petra Kvitova, che cerca la sua terza finale a Wuhan. "Qui mi trovo benissimo" ha detto in conferenza stampa alla vigilia del torneo. "La prima volta che ho vinto si giocava ancora nello stadio piccolo, era bello. E tutte le volte che torno qui, chiaramente quei ricordi si riaffacciano".

Il secondo l'ha celebrato nel nuovo centrale dell'International Tennis Center alla Optics Valley, l'impianto ispirato alla Rod Laver Arena che contiene fino a 15 mila spettatori. La sede attuale del torneo, creata dal nulla in tre anni con un investimento da 225 milioni di dollari, si è trasformato in una strategia di riposizionamento, di branding per la città attraverso l'appeal globale di un grande evento sportivo.

Da quest'anno, comunque, Kvitova non sarà l'unica pluri-finalista nella storia del torneo. Si aggiungerà, infatti, la vincitrice della semifinale della parte alta, Ashleigh Barty o Aryna Sabalenka. Si incontrano di nuovo un anno dopo, stesso posto e stesso turno. Nel 2018 in semifinale vinse la bielorussa 7-6(2) 6-4 prima di superare la rivelazione Anett Kontaveit in finale. Grazie all'eliminazione di Karolina Pliskova, Barty si è assicurata di raggiungere le undici settimane non consecutive da numero 1 del mondo. Ma non è un dato che rassicura contro Sabalenka, che ha vinto due volte su tre contro avversarie in testa alla classifica. Barty, però, l'ha sconfitta sia all'Australian Open 2018 sia in Fed Cup quest'anno.
 
Sabalenka, testa di serie numero 9, ha infilato la decima vittoria consecutiva a Wuhan, contro Elena Rybarikova. Non si è fermata comunque alla quinta semifinale stagionale in singolare. E' tornata in campo insieme a Elise Mertens, con cui ha vinto lo Us Open in doppio. Insieme, hanno superato Caroline Garcia e Bethanie Mattek-Sands e centrato anche la semifinale di specialità.

"Ho giocato due grandi partite in singolo e doppio, il mio livello di gioco migliora di giorno in giorno" ha ammesso la bielorussa.
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Intanto, in occasione della conferenza dell'ITF in corso a Lisbona, il presidente della Hall of Fame Todd Martin ha premiato la federazione cinese con il 2019 Global Organisation of Distinction Award, il riconoscimento assegnato dal 2017 a un'organizzazione che si sia particolrmente distinta nella crescita dello sport a livello nazionale. La federazione cinese (CTA), ha detto Martin, non ha una lunga storia "ma ha investito strategicamente negli eventi, nella formazione dei coach, nella partecipazione di base e nello sviluppo dei giocatori". 

Lui Wenbin, vicepresidente della federazione, nell'accettare il premio ha sottolineato come l'induzione nella Hall of Fame di Li Na, che è nata proprio a Wuhan, sia "un onore per lei, per il tennis in Cina e in tutta l'Asia. Questo premio è il riconoscimento per gli sforzi che abbiamo fatto per relizzare la nostra missione. Vogliamo far crescere il tennis più di ogni altro sport in Cina" ha concluso Wenbin. Per ora, comunque, il dislivello tra il rendimento nel tennis femminile, con quattro cinesi nelle top 50, e maschile, in cui non si vedono cinesi nei primi 200 del mondo, è fin troppo vistoso. 

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