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Eventi Internazionali

Proteste di piazza a Hong Kong: rinviato il Wta Open

L’annuncio degli organizzatori del torneo, in calendario dal 5 al 13 ottobre nell’ex colonia britannica, passata nel 1997 alla Cina come regione semi-autonoma: “E’ uno degli eventi che attira il maggior numero di persone, una gestione tranquilla può essere assicurata solo in un momento successivo”

di | 13 settembre 2019

E' stato rinviato a tempo indeterminato l'Hong Kong Tennis Open 2019, torneo WTA che era in calendario dal 5 al 13 ottobre. Lo hanno annunciato gli organizzatori, sottolineando "l'attuale situazione" e la crisi politica che sta attraversando l'ex colonia britannica, a seguito delle proteste che attanagliano Hong Kong - regione amministrativa speciale cinese - con diverse manifestazioni in piazza, ormai quotidiane, contro le "ingerenze" di Pechino, spesso sfociate in violenti attacchi e scontri fra i manifestanti più radicali e le forze dell’ordine.

L’annuncio della Hong Kong Tennis Association

"Alla luce della situazione attuale, la Hong Kong Tennis Association e la WTA annunciano il rinvio dell'Hong Kong Tennis Open 2019. L'evento non avrà più luogo dal 5 al 13 ottobre", si legge in una dichiarazione della Hong Kong Federation (HKTA). "L'Open è l'evento di punta del nostro calendario annuale e uno degli eventi sportivi internazionali più famosi della città - prosegue la nota - che attira ogni anno migliaia di fan locali e di viaggiatori provenienti dall'estero. In qualità di vincitori del premio WTA International dell'anno 2018, ci impegniamo a mantenere un elevato standard dell'evento per tutti i partecipanti, i giocatori e in particolare i fan. Tuttavia, dopo approfondite discussioni con i nostri partner chiave, abbiamo concluso che il buon svolgimento del torneo sarebbe stato assicurato solo in un momento successivo".

Nel 2018 il primo titolo Wta di Yastremska

"Gli organizzatori dell'evento e la WTA stanno discutendo per identificare una settimana alternativa per svolgere il torneo. Ulteriori comunicazioni saranno fatte a tempo debito. Ci scusiamo sinceramente per gli eventuali disagi causati ai giocatori, ai fan e ai nostri partner. Annunceremo le procedure di rimborso dei biglietti tramite il sito web dell'evento il 16 settembre 2019", conclude la dichiarazione a firma dei vertici dell'Hong Kong Tennis Open.

L'Hong Kong Open, che dodici mesi fa vide la giovane ucraina Dayana Yastremska, oggi 19enne, conquistare il suo primo titolo nel circuito maggiore, è sicuramente uno dei principali eventi sportivi internazionali della città asiatica, attirando ogni anno nomi importanti del tour femminile. Vi hanno partecipato in passato tenniste del calibro di Venus Williams, Angelique Kerber, Kristina Mladenovic e Caroline Wozniacki, che ha vinto l'edizione del 2016.

L’area di Victoria Park teatro di proteste

Il torneo si svolge nel parco di Victoria Park, il grande parco nel cuore dell'isola di Hong Kong, che da giugno è teatro di numerose proteste. Le manifestazioni sono cominciate all'inizio di giugno e inizialmente riguardavano l'emendamento a una legge sull'estradizione che, se approvato dal Parlamento locale, avrebbe consentito di processare nella Cina continentale gli accusati di alcuni crimini gravi, come lo stupro e l'omicidio. Il testo è stato definitivamente abbandonato, ma il movimento di protesta ha notevolmente ampliato le sue richieste, in particolare per chiedere riforme democratiche e per denunciare il declino delle libertà nell'ex colonia britannica e la crescente interferenza di Pechino negli affari interni della regione, passata nel 1997 alla Cina come semi-autonoma. Gli attivisti pro-democrazia dovrebbero riunirsi proprio venerdì sera in due dei punti più famosi di Hong Kong per partecipare a uno spettacolo di luci destinato a dare un tono politico al Festival di Metà Autunno, festa che tradizionalmente è un'opportunità per le famiglie di incontrarsi, uno dei due eventi più importanti del calendario cinese. I partecipanti sono invitati a portare con sé laser invece delle lanterne tradizionali per lanciare i raggi luminosi al di sopra dei famosi grattacieli. Questo appuntamento dovrebbe segnare l'inizio di un nuovo fine settimana di manifestazioni.

Continue cancellazioni di eventi

Quasi cento giorni di mobilitazione hanno cominciato a pesare sull'economia della città, già messa in difficoltà dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, e a minare la reputazione di stabilità di Hong Kong. Sempre più artisti, ad esempio, stanno cancellando o posticipando le date. È il caso del cantante sudcoreano Kang Daniel, della boy band GOT7 o del sudafricano Trevor Noah, uno dei comici e presentatori più famosi negli Stati Uniti. Il Global Wellness Summit (GWS), meeting internazionale per i professionisti dell'economia del benessere, è stato trasferito a Singapore. Giovedì, i produttori del musical “Matilda”, adattamento dal romanzo per bambini di Roald Dahl, hanno annunciato, appena una settimana prima dell’inizio delle esibizioni, la cancellazione di un mese di date: il teatro in cui si sarebbe tenuto lo spettacolo è vicino al quartier generale della polizia, i cui dintorni sono stati teatro di scontri tra forze dell’ordine e manifestanti radicali.

Turismo in forte calo

Cancellazioni che vanno ad aggravare la situazione del settore turistico: Hong Kong ha registrato un calo del 40% del numero di turisti in città ad agosto rispetto allo stesso mese 2018, ha recentemente rivelato il segretario alle finanze Paul Chan. Il tasso di presenze negli hotel è diminuito della metà, con impatti a cascata sull'attività di vendita al dettaglio e di ristorazione. La compagnia aerea Cathay Pacific ha riportato mercoledì un calo dell'11,3% del traffico passeggeri su base annua nel mese di agosto, un mese segnato da manifestazioni all'aeroporto che hanno provocato centinaia di cancellazioni.
Dopo tre mesi di proteste quasi quotidiane, molti manifestanti sono convinti che mettere in ginocchio Hong Kong sul piano economico sia l'unico modo per piegare l'esecutivo pro-Pechino. Nonostante l'impatto sempre più palpabile della protesta sull'attività economica, il movimento, che non ha un leader identificato, mantiene una forte capacità di mobilitazione, anche se non così forte come a giugno. In conformità con la Dichiarazione sino-britannica del 1984 che aveva preceduto la resa, Hong Kong gode comunque di libertà uniche che non esistono nel resto della Cina.

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