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Berrettini nella Hit-parade degli Us Open

Al momento di tirare le somme dell’ultimo Slam dell’anno, il sito ufficiale del torneo accende i riflettori sui personaggi più interessanti e le partite più belle. Il nostro Matteo spicca in entrambe le selezioni.

di | 10 settembre 2019

Ha spaccato a New York. Matteo Berrettini non ha solo raggiunto un traguardo storico per il tennis italiano, con la semifinale agli Us Open che mancava dai tempi di Corrado Barazzutti ( edizione 1977). Ha lasciato il segno con il suo tennis e la sua personalità nella fantasia dei buongustai della racchetta.

Il sito ufficiale degli Us Open lo ha inserito tra i nove nomi nuovi che hanno avuto più impatto sul pubblico newyorkese, tre uomini e sei ragazze.

In campo maschile sono infatti lui, Daniil Medvedev e Diego Schwartzman (l’argentino quartofinalista che ha battuto Sasha Zverev) i tennisti in ascesa che si sono ritagliati il maggiore seguito, in termini di entusiasmo, tra gli spettatori. Nel tabellone femminile hanno colpito moltissimo l’impresa vincente della diciannovenne Bianca Andreescu, le centinaia di volée di Taylor Townsend, l’ennesima favola di Cori ‘Coco’ Gauff, il ritorno sulla breccia di Belinda Bencic, il gioco spumeggiante della compagna di doppio di Coco, la 17enne statunitense Caty McNally, e la cinese Qiang Wang, che ha sorpreso la n.1 Barty raggiungendo poi i quarti di finale, terza cinese nella storia.

Di Matteo Berrettini i resoconti americani esaltano il diritto di primissima categoria e il servizio “rocket”, un missile. Mettono in evidenza l’impresa storica per il nostro tennis ma anche la forte ascesa dell’azzurro che nella stessa stagione ha vinto a livello di Challenger (in marzo a Phoenix), nel circuito Atp (Budapest e Stoccarda) ed è riuscito a raggiungere un traguardo importante come la semifinale a Flushing Meadows, che gli è valsa l’ascesa al 13°posto in classifica (grazie ai 720 punti conquistati) e il discreto gruzzolo di 960.000 dollari. Lo ha lanciato anche nella corsa alla qualificazione per le Atp Finals di Londra.

 

Tra Matteo e Monfils la sfida più bella

Ma c’è un’altra classifica dove spicca il nome di Berrettini: quella delle partite più belle. Il suo quarto di finale contro il francese Gael Monfils è considerato, dopo l’incredibile finale del torneo tra Nadal e Medvedev, la partita più emozionante. Cinque set di scambi mozzafiato e di situazioni emotive da brivido: 3-6 6-3 6-2 3-6 7-6, tre ore e 57 minuti di partita ad alta tensione alla fine dei quali si è giocato tutto su due o tre punti.

Come dimenticare la grande occasione sprecata da Matteo sul 5-3 e servizio, il doppio fallo sul primo match point? Ma ancora più indimenticabile la sua capacità di metabolizzare l’opportunità persa, andare oltre e portare comunque a casa la sua vittoria più bella contro un campione (oggi n.12 del mondo) uno dei giocatori più forti del circuito sul piano atletico, più imprevedibili e spettacolari.

Uno spettacolo unico, che ha lasciato il segno anche nel pubblico newyorkese che ha inserito immediatamente l’azzurro nel ristretto gruppo dei ‘preferiti’.

Le altre sfide memorabili

Monfils, il gradimento maggiore l’hanno suscitato le emozioni della finale femminile, i due set con cui la 19enne canadese Bianca Andreescu ha scritto per la prima volta il suo nome nella storia impedendo a Serena Williams di scolpire il suo sul 24° Slam, quello che le avrebbe permesso di agganciare il record di Margaret Court.

Agli annali della spettacolarità anche il match di secondo turno del tabellone femminile tra Taylor Townsend e Simona Halep, n.4 del torneo, in cui l’americana dal fisco imponente riusciva a imporsi 7-6 al terzo set scendendo a rete la bellezza di 106 volte. Praticamente sempre. Qualcosa di davvero mai visto in tempi recenti.

 

In termini di bellezza, un posto nella hit parade degli Us Open 2019 non poteva mancare alla sfida dei quarti di finale tra Roger Federer e Grigor Dimitrov, match di 5 set che, oltre agli aspetti agonistico, è stato un esercizio di stile unico, con il maestro svizzero e il suo miglior imitatore (nella gestualità delle esecuzioni) impegnati in un faccia a faccia senza esclusione di colpi.

 

A completare il quadro delle ‘indimenticabili’ la partita di Cori “Coco” Gauff contro l’ungherese Timea Babos, un secondo turno ad alto tasso emotivo e spettacolare, con la quindicenne stella nascente del tennis americano capace di chiudere al terzo set una partita combattuta colpo dopo colpo.

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