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Svitolina non si ferma: semifinale contro Serena

L'ucraina supera Johanna Konta e si spinge per la prima volta in semifinale allo Us Open. Salirà al numero 3 del mondo. Affronterà Serena Williams.

di | 04 settembre 2019

Elina Svitolina centra la seconda semifinale consecutiva, e in carriera. L'ucraina supera Johanna Konta, che come lei ha raggiunto i quarti almeno una volta in tutti gli Slam, 64 64. Sfiderà Serena Williams che, a 7674 giorni dalla prima, ha ottenuto la centesima vittoria allo Us Open, 61 60 a Qiang Wang. La cinese ha chiuso la partita senza nemmeno un vincente all'attivo. Dovesse battere anche Svitolina, Serena raggiungerebbe il record di Chris Evert nella storia del torneo. Serena ha vinto tre dei quattro precedenti, Svitolina ha vinto l'ultimo, alle Olimpiadi di Rio del 2016.

Konta, la prima britannica così avanti allo Us Open dopo Jo Durie dal 1983, ha pagato i due break consecutivi subiti a metà del primo set, il primo arrivato per effetto di quattro errori gratuiti. Ha prodotto più gioco e non stupisce. Konta, infatti, ha ottenuto il 27% dei suoi punti nei primi quattro turni attraverso colpi vincenti, Svitolina invece appena l'11%. Più solida da fondo, Svitolina è arrivata in semifinale senza perdere un set.

Konta, che ha confermato la sua tendenza a prendere campo e a venire a rete, ha trovato di fronte un'avversaria più dura da battere, capace di esprimere una maggiore solidità nelle varie zone del campo, e complessivamente di gestire meglio i punti importanti. Svitolina diventa così la prima ucraina in semifinale allo Us Open.

 

Il primo set si decide tra il quinto e l'ottavo game. Konta perde il controllo del rovescio e concede il break del 3-2, recupera lo svantaggio ma l'effetto dura solo un altro gioco. Avanti 4-3, Svitolina concede un'ulteriore chance di break ma la cancella con un ace. In un momento decisivo, mette in scena una delle sue qualità meno celebrate durante questo Us Open. Nei primi quattro turni, infatti, ha vinto il 76% di punti con la prima: nono miglior rendimento tra tutte le giocatrici in tabellone prima dei quarti di finale.

Konta sente di dover fare di più contro l'ucraina, che ha commesso 13 gratuiti al terzo turno contro Yastremska e nell'ottavo di finale con Keys, in cui ha celebrato la prima vittoria su una top 10 in uno Slam dopo sette sconfitte. Vince 11 punti su 16 discese a rete nel set, ma paga un errore in lunghezza su un rovescio lungolinea in slice, il quindicesimo gratuito della partita: le costa il primo set.

Anche nel secondo set Konta, che prima del torneo guidava la classifica WTA per palle break salvate, perde due volte il servizio nel quinto e nel sesto gioco. Svitolina concede un controbreak sul 3-3, ma una volta recuperato il vantaggio sul 4-3 prende saldamente in mano il gioco. Inesorabilmente, le chance di Konta di diventare la sesta giocatrice in attività con almeno una semifinale all'attivo in tutti gli Slam si assottigliano fino a cancellarsi.

 

 

New York, ha detto Svitolina in conferenza stampa, ha un posto speciale nella sua storia. Una storia iniziata sette anni fa, proprio allo Us Open, nelle qualificazioni. "Ricordo che all'ultimo turno di qualificazioni ero sotto credo 61 50 ma riuscii comunque a vincere ed entrare nel main draw. E' stato incredibile. Perché quando vieni la prima volta a New York, la sua atmosfera elettrica ti toglie tante energie. Poi con gli anni impari a confrontarti con tutto questo. Raggiungere la semifinale qui è davvero una bella sensazione".

La seconda semifinale Slam è il risultato, ha aggiunto, di un percorso graduale. "Rispetto a un anno fa, o due anni fa, sono più forte di testa, gestisco meglio i punti importanti, che mettono più pressione. Capita che non giochi bene, ma devi comunque trovare la tua strada per vincere, per affrontare quei momenti. Credo di averlo fatto bene quando ho vinto le WTA Finals a Singapore. Quel risultato mi ha dato la convinzione di poter essere solida anche contro le top player. E quando arrivi a questo livello, devi esserlo e devi saper sfruttare le piccole occasioni nel corso della partita. Perché sono i dettagli che fanno la differenza".

"Contro Serena, penso che dovrò correre molto e cercare di reagire, di essere rapida con i piedi" ha detto Svitolina, che ancora ricorda la sua vittoria nel più recente degli scontri diretti, ai Giochi Olimpici di Rio tre anni fa. "C'era un'atmosfera incredibile, ho giocato una gran partita" ha detto in conferenza stampa. "Ero giovane, non proprio giovanissima, però non avevo grandi vittorie alle spalle. Quel successo mi ha dato grande fiducia. Mi ha fatto capire che potevo giocarmela con continuità con le big".

Decisamente più agevole il compito di Serena Williams che ha raggiunto almeno i quarti nel 71,2% degli Slam che ha giocato. Tra le giocatrici in attività, la seconda miglior percentuale appartiene a Venus (46.4%). Serena, unica ancora in tabellone ad aver già vinto almeno un major, ne ha vinti 39 su 52, 13 su 16 allo Us Open.

Due dati, raccolti dal sito del torneo, spiccano su tutti nella storia di Serena a New York. Delle sue 100 vittorie nel torneo, 84 le ha ottenute in due set. In questi 100 incontri, ha rifilato ventidue 6-0 e due "doppi bagel", contro Andrea Hlavackova negli ottavi del 2012 e Carla Suarez Navarro negli ottavi del 2013.

Dominante come nessuna quando gioca sull'Arthur Ashe, Serena ha perso tre finali allo Us Open: nel 2001, 2011, 2018. L'anno successivo alle prime due sconfitte, ha vinto il titolo a New York. La storia si ripeterà?

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