-
Eventi Internazionali

Niente "Fedal", c'è Dimitrov

Non ci sarà la prima sfida a New York tra lo svizzero e Nadal. Il bulgaro vince al quinto set e diventa il semifinalista Slam con la più bassa classifica degli ultimi 11 anni. Federer ha chiesto un MTO prima del quinto. Dimitrov sfiderà Daniil Medvedev, già qualificato per le ATP Finals.

di | 04 settembre 2019

Clamoroso a Flushing Meadows, verrebbe da dire. Roger Federer, al 56mo quarto di finale Slam in carriera, cede 36 64 36 64 62 contro Grigor Dimitrov, che nei sei precedenti confronti aveva vinto due set su 18. Il bulgaro aveva vinto solo una delle ultime otto partite giocate prima di iniziare il suo percorso allo Us Open. Diventa così il semifinalista Slam con la più bassa classifica dopo Rainer Schuttler 11 anni fa a Wimbledon. Prima del quinto set, Federer ha chiesto un Medical Time Out, condotto fuori dal campo, per un problema muscolare alla schiena. Vince quattro punti nei primi quattro game del set decisivo, e Dimitrov può esultare per la vittoria più inattesa della carriera.

Il bulgaro affronterà Daniil Medvedev che ha giocato evidentemente infortunato, non al meglio, ma è rimasto più lucido. E alla fine è diventato il primo russo in semifinale allo Us Open dopo Mikhail Youzhny nel 2010. Ha superato 76 63 36 61 Stan Wawrinka, entrato in una spirale di confusione, frustrazione, rabbia, incapacità di comprendere lo scenario, di individuare una strada, un filo, un senso. Medvedev può festeggiare due traguardi: lo status di più giovane semifinalista a New York dopo Novak Djokovic, sempre nove anni fa, e la qualificazione matematica alle ATP Finals.

 

"Era da un po' che non giocavo sull'Arthur Ashe, all'inizio ero un po' nervoso, non trovavo il ritmo" ha detto Dimitrov nell'intervista a caldo dopo il match. "Ma dopo il secondo set ho iniziato a sentire decisamente bene i miei colpi. Volevo stare in campo il più possibile. Roger chiaramente non era al meglio alla fine".

Dimitrov aveva vinto una sola partita su undici, prima di questo match, contro top 10 negli Slam. Il suo unico successo restava quello su Murray a Wimbledon nel 2014. Contro Federer, il più anziano nei quarti di uno Slam dalla memorabile sfida contro il tempo del 39enne Jimmy Connors semifinalista allo Us Open del 1991, il match si mette in salita subito. Dimitrov subisce il break nel primo game di servizio, e il primo set vola via. Numero 78 del mondo, il campione delle ATP Finals 2017 si rimette in partita. Chiuderà con 41 errori contro i 61 di Federer, cui non bastano 40 vincenti e 4 break su 14 chances. 

Dimitrov alza il livello di gioco nel suo quinto quarto di finale Slam in carriera, il primo nel circuito ATP da Brisbane, nella prima settimana di questa stagione. Firma il primo break per salire 4-2, va a servire per il set sul 5-3, cede il servizio con tanto di doppio fallo sulla palla break ma non si disunisce. Federer, più impreciso negli scambi da fondo, stecca un dritto in diagonale sul primo set point.

Il match continua a ondeggiare. Nel terzo Federer torna a servire con più continuità. Lo svizzero, che ha vinto 28 dei 57 game di risposta nei primi quattro turni, manca tre palle break sul 2-2, ma Dimitrov perde due volte il servizio nel set e Federer sale due set a uno con un gran lob liftato sulla riga. Il quarto sposta gli equilibri. Dimitrov sale 2-0, Federer cancella sette palle del doppio break sul 2-4 e tiene in un game durato oltre 12 minuti, Dimitrov serve per portare il match al quinto e ci riesce solo dopo aver cancellato cinque chances per il controbrek. Federer è sempre più lento sulle gambe, e chiede un medical time out. "Avevo bisogno di sciogliermi un po' e vedere se andava meglio" ha detto. "Ma questo era il momento di Grigor e non del mio fisico". A Dimitrov, che vola in un amen 4-0, basta praticamente metterla in campo e non sbagliare per centrare la terza semifinale Slam in carriera.

Per la tredicesima volta di fila, la decima quest'anno, vince un quarto di finale: non ne perde uno da San Pietroburgo 2018 contro Dominic Thiem che peraltro scavalcherà in classifica. Il manifesto di Wawrinka è racchiuso nel primo set point del terzo parziale, l'unico che vincerà. Ma prima di aggiudicarselo, alla terza occasione, lascia andare un dritto lungo di almeno mezzo metro, dal centro, col campo completamente vuoto e Medvedev più vicino alla panchina che alla palla. Il pubblico dell'Arthur Ashe, che oscillano tra il tifo dichiarato per lo svizzero e un silenzio tra l'indifferente e lo sprezzante verso il russo, intuiscono che Medvedev andrà avanti ancora. "Qui il pubblico è elettrico" spiega a fine partita. E in quest'aria elettrica la domanda sorge spontanea: chi fermerà Daniil?

"Il match è stato davvero strano" ha commentato a caldo dopo la partita. "Ho sentito un forte dolore al quadricipite e nel primo set davvero non credevo come avrei potuto continuare la partita. E' successo nel primo game del match. Prima mi sentivo bene, avevo tutti i tape protettivi. Ho preso degli antidolorifici e alla fine nel quarto set non avevo più dolore. Certo, dovrò vedere come mi sentirò nei prossimi giorni" ha concluso. Il vantaggio è che avrà tre giorni per recuperare, visto che le semifinali maschili si giocheranno venerdì.

Grazie alla domanda-assist dell'intervistatore, torna anche sul rapporto col pubblico di New York. "Qui molta gente fa il tifo per me, molti invece non mi sopportano. Voglio dirvi scusa, e grazie. Cerco solo di essere me stesso".

Wawrinka, dopo la versione scintillante di sé offerta contro Novak Djokovic, ha lasciato che l'incredulità gli annebbiasse la vista, gli confondesse le scelte. Anche quando perde, diceva Dani Vallverdu all'Equipe, "per me conta il come lo fa. Dopo le sconfitte con Mahut al Queen's, quando ha servito per il match, contro Opelka a Wimbledon o Khachanov in rimonta a Montréal, poi si è messo nella condizione di vincere". Il venezuelano, aggiungeva, è entrato nello staff per trasferire gli esiti della sua esperienza. Per offrire un punto di vista esterno, per indicare quello che gli avversari non amano di Stan. "A volte fa bene ricordare, da fuori, quello che fai davvero bene. Per esempio, a volte si sottostima la pesantezza di palla di Stan. Per questo non ha sempre bisogno di forzare il vincente, di giocare di fretta. Qualche volta si mette un po' di pressione". Oggi, evidentemente, era una di quelle occasioni.

Medvedev completa il primo break nel primo, lunghissimo game. Chiede l'assistenza del fisioterapista che gli fascia vistosamente la coscia sinistra. Dopo una serie di scambi al limite del brutale, dopo sette doppi falli, il russo concede il controbreak. Medvedev vince i primi tre punti del tiebreak che segue di lì a poco, anche con combinazioni inusuali, legate alla contingenza della sua condizione atletica: scende a rete, ricorre alla palla corta. Lo svizzero, poi, sbaglia il dritto che chiude il set. Wawrinka, che di dritto commetterà 11 gratuiti da fondo e di rovescio addirittura 17 a fronte di tre vincenti, fatica ancora di più a contenere il gioco del russo. Sempre più fluido, Medvedev passa tra il primo e il secondo set da 21 gratuiti a quattro

 

"Il fatto che abbia chiamato il fisio non è stato un problema per me" ha detto Wawrinka in conferenza stampa, "perché sapevo che avrebbe continuato a lottare. Sarebbe stato comunque difficile da battere. Lui ha una palla diversa dagli altri, gioca il rovescio piattissimo ed è solido da dietro. L'avevo visto anche nelle ultime partite, diceva che aveva dolore poi giocava sempre meglio e vinceva. Credo che tutti i giocatori abbiano qualche dolore. Poi c'è chi lo nasconde e ci sono quelli a cui piace che tutti lo sappiano. Lui penso che lo stia gestendo bene, perché di dolore ne aveva e ne ha davvero, però continua a giocare bene".

A fine partita, spiega, "mi ha detto che gli dispiaceva, che non aveva niente contro di me. Gli ho detto che per me non era un problema. Sta giocando benissimo, gli auguro buona fortuna per il futuro". Anche se, conclude, non lo vede vincitore del torneo. "Inizia a sembrare stanco, ma dovrà battere due avversari ancora più duri se vuole conquistare il titolo".

Wawrinka è uno dei 17 giocatori ad essere arrivati al numero 3 del mondo dal 25 luglio 2005 ad oggi, un periodo in cui al numero 1 o 2 si sono visti solo Roger Federer, Novak Djokovic, Rafael Nadal e Andy Murray. Ha rimontato sei volte uno svantaggio di due set in carriera. Stavolta riesce a contenere lo svantaggio. Il terzo set si decide nell'ottavo game, una battaglia in cui lo svizzero gioca contro se stesso prima che contro Medvedev. Manca due set point, salva quattro palle break e allunga il match al quarto.

Medvedev, però, gioca per vincere e non per partecipare. E' ferito, ma non cade e continua ad andare. Va e domina il quarto set, fino a chiudere con un ricamo d'artista: palla corta lasciata scorrere così un tocco d'estroversione, e pallonetto che si eleva, galleggia nel cielo di New York, ricade e bacia la riga. From Russia, with love.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi