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Eventi Internazionali

Quante favorite ci sono agli Us Open? Troppe…

Per i bookmakers, le candidate principali per il titolo sono Halep e Serena Williams. Ma il gruppo è ampio: Osaka, Barty, Pliskova, Kvitova, perfino Andreescu. Lo specchio di una stagione apertissima

di | 26 agosto 2019

Serena prima favorita, dopo una stagione così povera di risultati e ricca di difficoltà fisiche e psicologiche, con le recenti finali di Wimbledon e Toronto perse contro Halep e Andreescu (per ritiro dopo quattro game), è un attestato che si basa più sulla parola, sul passato e sulla proverbiale cattiveria agonistica. Con la spada di Damocle che le grava sulla testa legata alla enorme pressione del record Slam - a quota 23 con Margaret Smith Court a 24 -, all’età che incalza, agli acciacchi fisici sempre più insuperabili (l’ultimo alla schiena), alla stanchezza psichica di venti stagioni da protagonista (il primo Major lo firmò proprio a Fushing Meadows nel 1999) e alla tensione dei fattacci di dodici mesi fa sull’Arthur Ashe.

Con la drammatica finale persa contro la sua nemesi, Osaka, litigando con l’arbitro, in una indimenticabile crisi di nervi. Serena potrà superare tutto questo e anche le avversarie, a partire dal primo, delicatissimo, turno, contro la rivale di sempre, Maria Sharapova? Sulla sua strada troverà poi, comunque, avversarie che la sanno muovere, come Timea Bacsinszky, Su-Wei Hsieh e Anastasia Sevastova, e quindi probabilmente la numero 2 del torneo, Barty, che ha un bagaglio tecnico ancor più pericoloso per lei. Che e sempre più disperatamente aggrappata alle soluzioni perentorie e potenti.

 

Us Open, lo Slam più difficile per Halep?

Da parte sua, Halep sa benissimo che il cemento di New York, nel livellare così tanto i valori, è lo Slam più difficile per lei. E attende con ansia il quarto turno contro “Bandrescu” la ritrovata canadese che forse più reincarna le caratteristiche della terribile Monica Seles e vuole recuperare il terreno perduto dopo i problemi alla spalla che l’hanno bloccata da marzo. Anche se molte sono oggi le perplessità sulla lunga distanza della canadese in un Major, con quel gioco così aggressivo e dispendioso. Ma la ragazza che alterna spallate potenti a micidiali smorzate è l’emblema di questo tennis donne senza certezze: un anno fa, agli Us Open, era 208 del mondo e perdeva in due set nelle qualificazioni contro Olga Danilovic, ora è numero 15 del mondo e del torneo. “E’ surreale. Non pensavo mai che le cose potessero succedere così in fretta, anche se ho sempre creduto di poter fare grandi cose”.

La filosofia di Keys

Le perplessità sulla tenuta per due settimane vale anche per la rigenerata reginetta di casa, Keys, dal gran servizio. Che rischia già nel possibile terzo turno derby yankee contro trottolina Sofia Kenin, e filosofeggia: “Oggi come oggi siamo in tante a giocare in modo simile, perciò ancor di più il risultato dipende da come vanno le cose in quel giorno specifico. Lo stesso succede se le caratteristiche in campo sono diametralmente opposte, e quindi una delle due mette totalmente in difficoltà col suo gioco l’avversaria. E così diventa continuamente una questione di una persona specifica contro un’altra, una sfida nella sfida”. Non c’è più il netto favorito e non c’è più la autentica sorpresa: “Basta guardare i vincitori degli ultimi maggiori tornei, anche se ci sono venticinque nomi diversi, a ogni nome non dici: “Non l’avrei mai detto, non avrei mai pensato che sarebbe successo”. Invece, commenti: “Ha un senso, è una giocatrice molto forte e sta giocando bene”.      
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Osaka ritrova fiducia

Così è anche la vita della numero 1 del mondo Osaka, che è esplosa proprio a New York dodici mesi fa, su campi molto simili a quelli dov’è cresciuta, a Long Island: “Allora venivo da tre sconfitte di fila e pensavo solo a vincere una partita, adesso vengo da due quarti di finale, il ginocchio sta sempre meglio e sono fiduciosa. Anche perché ho già provato la sensazione da campione uscente, a Indian Wells, e ho fatto altre esperienze. Ho imparato a rilassarmi, a godermi di più questa mia vita nel tennis”. Ha un buon tabellone fino agli ottavi dove potrebbe incrociare Belinda Bencic e poi infilarsi nel girone delle picchiatrici, da cui emergerà una fra Sabalenka, Vekic o Bertens.
Ma come escludere dalle possibili protagoniste il braccio d’oro di Petra Kvitova, sempre mezza acciaccata, o quella pazzerella di Sloane Stephens, che è appena tornata col coach storico? Come ignorare la versatilità di Elina Svitolina e la potenza di Karolina Pliskova? In questo pazzo, pazzo, tennis donne, ci sono davvero troppe varianti. Scopriremo la soluzione giorno per giorno, come quando leggiamo un appassionante giallo.

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