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"Shapo" e Feliciano, la passione non ha età

Shapovalov torna a divertirsi e batte Sandgren. Affronterà Kecmanovic. Il canadese non vince due match di fila da Miami. Lopez supera Andujar e rilancia: "Merito di giocare ancora una stagione"

di | 26 agosto 2019

Infondere una mentalità costruttiva porta sicurezza e autostima. Una concezione costruttiva del gioco, per funzionare, non deve essere costrittiva. Il tennis d Denis Shapovalov pare proprio ritagliato sui principi di Rinus Michels, l'allenatore dell'Ajax e dell'Olanda del calcio totale. Ha ritrovato la passione e la vittoria, il canadese, che ha sconfitto 62 64 a Tennys Sandgren.

 

“Il tennis era diventato una routine, un po' ripetitivo” ha ammesso. “Non parlerei di burnout, ma certo ho iniziato a prendere in un modo diverso il gioco e l'allenamento. Non ero più così ispirato e a un certo punto mi è mancato il lavorare sodo. È lì che qualcosa è scattato di nuovo”. Shapovalov, che in qualche forma lavorerà fino allo Us Open anche con Mikhail Youzhny, ha vinto i primi tre game e dominato il primo set. Nel secondo, però, quando si è trovato sotto 3-0, Sandgren ha alzato il livello. “Ha capito che il match era praticamente compromesso, non stavo sbagliando quasi niente” ha spiegato Shapovalov, che ha perso quattro giochi di fila con un break da recuperare sul 3-4. Reagisce bene, però, e vince gli ultimi tre game del match.

È soddisfatto del suo tennis aggressivo e della prontezza con cui ha ribaltato lo scenario nel finale del secondo set. Negli ottavi Shapovalov, che non vince due partite di fila dal torneo di Miami, sfiderà un altro dei contendenti per un posto alle Next Gen ATP Finals, Miomir Kecmanovic. Il serbo, che vive a Bradenton, ha eliminato il ventenne australiano Alexei Popyrin 76(5) 6-3. Secondo più giovane in top 100 dopo Felix Auger-Aliassime, a 19 anni questa settimana è entrato per la prima volta tra i primi 50 del mondo. L'ansia da prestazione può rallentare i progressi di chi raggiunge molto presto risultati importanti. Ne sa qualcosa Jimmy Arias, che ha vinto tutti i suoi cinque titoli ATP prima dei vent'anni e ora dirige il settore tennis della IMG Academy. “Sapevo da molte persone diverse che c'erano alte aspettative su di me” ha spiegato al sito dell'ATP. “Se tutti ti dicono 'sei grande, dovresti fare questo', qualcuno potrebbe risentirne. Kecmanovic qui ha la famiglia, si allena da tempo con lo stesso coach. Ha uno staff concentrato sul suo miglioramento, non sui risultati da raggiungere”.

La doppietta di Johnson

Finisce con qualche rimpianto il torneo comunque storico del coreano Duckhee Lee, che vince il primo set ma si fa rimontare da Hubert Hurkacz. “Sono un po' deluso, ho mancato diverse occasioni ma è stata una grande esperienza” ha detto Lee, primo giocatore sordo a passare un turno nel circuito maggiore. Hurkacz ha chiuso 46 60 63, per un posto nei quarti incontrerà Feliciano Lopez che ancora non sembra pronto a dire addio. “Sono quattro o cinque anni che penso: questa è la mia ultima stagione” ha spiegato dopo aver battuto 64 16 75 Pablo Andujar. “Non mi sarei mai aspettato di giocare così a lungo” ha ammesso Lopez, top 10 dal 2002 che si prepara per il suo 71° Slam di fila. E rilancia. “Non penso sarebbe una scelta giusta smettere adesso, penso di meritarmi un'altra stagione”.

 

L'ambiente della Wake Forest University fa bene a Steve Johnson. Finalista l'anno scorso, ha vinto due match in un giorno senza perdere un set. Ha battuto 63 63 il mancino francese Corentin Moutet e 63 61 Daniel Evans che un po' a sorpresa ha annunciato, nel cuore di una stagione in cui ha raggiunto la seconda finale ATP a Delray Beach e il terzo turno a Wimbledon, di aver interrotto il rapporto con il coach David Felgate per divergenze di vedute.

 

“Non ti capita tanto spesso di giocare due partite nello stesso giorno” ha detto Johnson, che quest'anno ha perso 12 volte al match d'esordio e così è tornato a giocare i Challenger e ha anche vinto il titolo a Aptos due settimane fa. “Non mi lamento, penso di aver giocato anche meglio nel secondo incontro. Ho servito bene, non ho mai subito break. È importante per me, è una parte del mio gioco che non ha funzionato al meglio nell'ultimo mese. Mi piacerebbe poter arrivare a New York un po' più stanco degli altri, vorrebbe dire essere arrivato in fondo qui”.

 

Si è alleggerito da un po' di pressioni Benoit Paire, testa di serie numero 1, che per la prima volta in carriera ha sconfitto l'indiano Prajnesh Gunneswaran. Il francese, numero 30 del mondo, conta di replicare quanto successo in estate quando ha vinto il titolo a Lione e la settimana successiva si è spinto agli ottavi al Roland Garros. Nel torneo che anticipa lo Us Open, si giocherà un posto nei quarti nel derby con Ugo Humbert. “In campo mi sento molto meglio” ha detto. “Onestamente sono più concentrato sul tennis, su quel che devo fare. Ho trent'anni, devo giocare tanto col servizio e sul mio rovescio. Per me è importante vincere adesso, se ci riesco poi tutto mi diventa più facile in campo”.

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