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Match of the day: Shapovalov-Rublev

Il canadese, che sta lavorando con Youzhny, si gioca un posto in semifinale con il russo che ha battuto quest'anno a Miami. Da allora non aveva più vinto due partite di fila. Diretta su SuperTennis 

di | 26 agosto 2019

Due ritorni vissuti come una novità. Come un rientro in carreggiata da una via di fuga, o da una piazzola di sosta, sull'autostrada che porta al successo. Denis Shapovalov e Andrey Rublev si incontrano per la terza volta a Winston-Salem (diretta su SuperTennis non prima dell'una di notte, ora italiana), e tutte hanno in comune un passaggio di tempo, un bivio inatteso, una scelta di tempo. Rublev ha vinto nella prima edizione delle Next Gen ATP Finals di Milano, nella città del futuro che ha fatto da moltiplicatore delle loro opportunità. Shapovalov ha vinto a Miami, al terzo turno, per poi avviarsi fino a una semifinale prestigiosa quanto, alla lunga, almeno finora, illusoria.

 

“In Russia appena molli un attimo, l'avversario ti fa trovare immediatamente in difficoltà.Non puoi permetterti di smettere di pensare e di affidarti soltanto al tuo talento.” Ivan Zaytsev, bandiera della nazionale italiana di pallavolo, traccia il senso di un modo di intendere il suo sport nella sua nazione d'origine. Pur nell'inevitabile sintesi, semplifica e insieme illumina un primo percorso di comprensione di un fenomeno non solo pallavolistico. La Russia terra di pazienza li accomuna. Shapovalov, figlio di madre russa, ha aggiunto allo staff Mikhail Youzhny, l'ormai ex “Colonnello” che in quell'equilibrio tra pensiero e libero sfogo si è mosso e qualche volta si è perso.

Alla sua prima esperienza da coach, dunque, Youzhny conosce bene quel che sta passando Shapovalov, che non vinceva due partite di fila in un torneo dalla semifinale di Miami. Sa cosa voglia dire non individuare più il confine, trovarsi a galleggiare senza ispirazione in una routine che per la prima volta davanti agli occhi svela il suo carattere ripetitivo, modulare, schematico. Youzhny sa cosa significhi cercare di imbrigliare l'improvvisazione dentro uno schema perché solo la certezza della visione d'insieme consente di liberare un'ispirazione funzionale. La fondamentale ricerca del divertimento in campo, per il canadese, è precondizione al raggiungimento di un'esaltazione dell'estetica non effimera. E dunque potenzialmente meno frustrante.

 

Dopo Miami, Shapovalov ha vinto solo sei partite su 17. A Winston-Salem, il canadese ha ammesso che i problemi hanno origine nell'approccio di testa, non in un'involuzione tecnica. Dopo entrambe le vittorie, contro Tennys Sandgren e Miomir Kecmanovic, ha sottolineato che è sta tornando a divertirsi, anche in allenamento, che avverte meno pressioni e il suo tennis ne guadagna.

Youzhny non solo lo capisce, ma lo stima. L'ha dichiarato anche pubblicamente l'anno scorso. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo” ha detto.

 

La superficie lo aiuta a trovare un'espressione di sé più coerente con le intenzioni. In entrambe le partite che ha giocato contro il russo, il dritto è risultato il suo colpo più affidabile, nel bilancio tra vincenti e gratuiti. Non a caso, Rublev ha spinto molto col rovescio lungolinea, ancor più nella sfida di Miami.

Le vittorie contro Federer a Cincinnati e Querrey a Winston-Salem partono da una rinforzata efficienza in risposta. Da questo punto di vista, entrambi hanno un rendimento migliore in risposta che al servizio, in base alle posizioni nelle due classifiche ATP che tengono conto delle ultime 52 settimane. Rublev è indietro in entrambe, ma si rivela più solido nei momenti di pressione, come palle break, set decisivi o tiebreak, e i due vinti contro Querrey non fanno certo eccezione.

 

Presumimilmente, come spesso fa quando gioca contro un avversario mancino, Rublev cambierà i suoi pattern abituali di servizio e cercherà in maniera consistente il rovescio di Shapovalov per farlo colpire in allungo e costruire un vantaggio competitivo che nel suo caso non può che essere territoriale contro un giocatore esplosivo che mette più peso sulla palla ma difetta di regolarità se lo scambio si allunga. Dele due partite precedenti, infatti, Rublev ha vinto l'unica sfida in cui ha ottenuto più punti negli scambi medi, tra 5 e 9 colpi, quando la pazienza nel prendere una posizione di comando è più determinante. Il suo è un tennis che non risente così tanto del cambio di superficie. Dipende, come per Shapovalov, dalla velocità di reazione agli stimoli, di memoria muscolare, di adattamento. Dipende da quanto riesce a governare l'istinto senza smettere di pensare.

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