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Match of the day: Shapovalov-Kecmanovic, derby Next Gen alle 23.00

Il canadese non vince due partite di fila da Miami, ma ha ritrovato leggerezza e divertimento in campo. Il serbo è entrato questa settimana tra i primi 50 del mondo. La sfida misurerà progressi e ambizioni. Diretta su SuperTennis

di | 26 agosto 2019

Affrontare gli entusiasmi della fase ascensionale in cui tutto sembra vicino e possibile. Non lasciarsi trasportare dalle emozioni nelle ricadute di delusione che sempre accompagnano le rapide ascese. Fasi da superare senza che il peso delle aspettative condizioni il giudizio su se stessi. Non facile, per chi ha sulle spalle l'etichetta di prossimo grande campione. La ricerca dell'equilibrio accomuna Denis Shapovalov, da un paio d'anni indicato come un futuro numero 1, e Miomir Kecmanovic, il diciannovenne erede di Novak Djokovic, in lotta per un posto alle Next Gen ATP Finals di Milano. Si affrontano per un posto nei quarti a Winston Salem nella seconda serata italiana (secondo match dalle 21), in diretta su SuperTennis.

 

Si sono già incontrati tre volte, due da junior, vittoria di Kecmanovic a Porto Alegre nel 2015 e Shapovalov al Roland Garros 2016, e l'altra in finale al Future di Orange Park lo stesso anno: il canadese conquistò il terzo titolo ITF della stagione. Di fatto, vale come una prima volta. Chi vince sfiderà poi Sam Querrey o Andrey Rublev.

 

Shapovalov, che lavorerà con Mikhail Youzhny fino allo Us Open, ha ammesso di aver attraversato mesi in cui ha vissuto la routine del gioco come un peso e non un'opportunità di miglioramento. È il rischio, forse il limite, di un giocatore che ha bisogno dell'hype e del divertimento per rendere al meglio. E che si scontra con una gestione tecnica e familiare, nel suo caso coincidono, votate più a una disciplina rigida, a un controllo costante quanto deresponsabilizzante.

 

Ma la creatività è un valore finché è finalizzata al raggiungimento dell'obiettivo e non sterile esibizione da globetrotter. E non può succedere qualora si perda di vista il confine tra costruzione e costrizione. Shapovalov, come pendolo che oscilla tra l'eccitazione da prestazione e la noia, non vince due partite di fila dal torneo di Miami.

Ha dato buoni segnali di una ritrovata brillantezza che diventa ispirazione già in Canada. Si è ri-focalizzato sull'obiettivo, con meno ansia da prestazione, con un perfezionismo sempre latente ma non così presente da opprimere, condizionare, bloccare la velocità di pensiero. La sfida con Kecmanovic, il secondo top 100 più giovane in classifica dopo Felix Auger-Aliassime, lo pone di fronte a un avversario più regolare. Non è uno da hot shots, da numeri circensi o capolavori di atletismo. Però non ha nemmeno grandi pause o punti deboli. Non regala, sbaglia poco, sa come si vince e a 19 anni è top 50 da questa settimana. E ha guadagnato una maggiore resistenza atletica grazie alla preparazione a Tenerife con Dominic Thiem.

 

Kecmanovic fa della diligenza una virtù, della completezza una chiave per il successo. Soffre di più se viene attaccato con costanza e pesantezza sulla stessa diagonale nel corso dello scambio perché non ha la potenza per contrattaccare tirando ancora più forte dell'avversario. Però può variare ritmo e direzioni, sfruttare magari il rovescio al corpo o in slice anche in lungolinea per mandare Shapovalov a colpire il suo lontano dal campo.

Il canadese, però, ha dalla sua la maggiore esplosività col servizio e col primo colpo successivo con cui prendere il controllo. Sarà presumibilmente questa la vera chiave della partita. Anche Kecmanovic, sconfitto da Sonego nella finale di Antalya in cui il torinese ha conquistato il primo titolo in carriera, valorizza le sue qualità se è lui a comandare, se propone e non se reagisce. Potrebbe cercare il di più il servizio al corpo, perché il canadese su una palla frontale tende ancora ad andare indietro con le spalle per colpire, ma così accorcia e perde campo.

 

Non a caso, danno il meglio se fanno corsa di testa. Hanno record positivi quando vincono il primo set: il serbo ha vinto 21 partite su 26, il canadese 13 su 15 quest'anno. Kecmanovic ha completato sei rimonte su 19 quando ha perso il primo, Shapovalov 5 su 21. Sarà una questione di convinzione, di valore dell'ordine e primato dell'ispirazione.

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