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Kyrgios: l'ira funesta gli costa 113.000 dollari

L'australiano perde la testa contro l'arbitro Murphy, che gli rifila un punto di penalità alla fine del secondo set contro Khachanov. Kyrgios va a spaccare due racchette in corridoio, perde in tre e non gli stringe la mano. L'Atp gli rifila una multa pesantissima. Fuori Zverev, Tsitsipas e Wawrinka: sarà Rublev a sfidare Federer

di | 26 agosto 2019

Ormai, ci sono abbastanza episodi per una serie Netflix. Nick Kyrgios ha quasi raggiunto il punto di rottura con l'arbitro Fergus Murphy, e i suoi scatti d'ira finiscono per occupare gli spazi di attenzione, l'orizzonte degli eventi, più della sconfitta 67(3) 76(4) 62 contro Karen Khachanov, che arriva dalla semifinale di Montreal e sfiderà Lucas Pouille, fresco di vittoria su Denis Shapovalov sempre più in cerca d'autore, per un posto nei quarti.

 

“Perché devo essere sempre arbitrato da questa patata con due gambe e due braccia” ha detto Kyrgios, che sul 5-4 nel secondo set accusa l'arbitro di far partire il cronometro per i 25 secondi tra un punto e l'altro troppo presto. “Voglio giocare lo stesso sport di Nadal. Trovami un video in cui Nadal gioca così velocemente e mi ritiro per sempre” dice. È solo l'inizio.

Kyrgios, che ha perso il primo break del match in un game con tre tweener ma dal 3-5 almeno in campo ha sacrificato il circo in nome dell'efficienza al servizio, ha dominato il tiebreak del primo set inaugurato dal doppio fallo di Khachanov.

Fino al momento del primo scontro con Murphy, Kyrgios è il giocatore migliore dei due. Lo sfogo arriva dopo un game decisamente complesso, sette minuti di un duello di potenza e di nervi in cui salva quattro palle break.

I nervi, alla fine del tiebreak, saltano. Ma era solo questione di tempo. Khachanov, bravo nel mantenersi glaciale, impassibile, mentre l'avversario schiuma rabbia e si avvicina al punto di rottura, ha dominato il tiebreak con l'autorevolezza del dritto.

 

Il rovescio arriva fuori dal campo. Sì, perché Kyrgios si prende un penalty point per aver chiamato l'irlandese Murphy “il peggior giudice di sedia del mondo", esce formalmente per un toilet break, ma con due racchette in mano. Torna con le due racchette rotte, che evidentemente ha spaccato fuori dal campo visivo dell'arbitro per evitare una ulteriore penalità, e torna in campo mentre finisce di applicare il copri-grip alla nuova.

 

Federer contro Rublev

“E' una barzelletta” dice all'inizio del terzo set, e lancia a terra una bottiglietta d'acqua. Aperta. Ma il regolamento nulla prevede a proposito di un piccolo innaffiamento volontario del campo. La partita ormai non esiste. Dal 2-2 Kyrgios non vince più un game. Esce con pochi applausi e uno sputo, il suo, verso Murphy a cui non stringe la mano. “Sei una f***a marionetta” gli dice. Sipario. Per ora. Perché è difficile che quanto successo possa non avere conseguenze.

AGGIORNAMENTO: l'Atp gli ha appioppato una multa di 113 mila dollari. 

 

I castelli di rabbia con relative pirotecniche esternazioni chiudono un mercoledì da leoni. Stan Wawrinka, che ha messo in campo il 48% di prime, si è fermato 64 64 contro Andrey Rublev. Il russo, che aveva battuto Nikoloz Basilashvili nella rivincita della finale di Amburgo, ha superato due turni per la terza volta in un Masters 1000 quest'anno. E per la prima affronterà Roger Federer. “Ho sempre voluto incontrarlo, finalmente succederà. Farò del mio meglio, lotterò fino alla fine” ha promesso”.

Crisi Zverev, 20 doppi falli: passa Kecmanovic

Non c'è fine invece alla crisi di Alexander Zverev. I 20 doppi falli, record personale negativo, e gli altrettanti punti in meno vinti negli scambi sotto i nove colpi spiegano le ragioni della sua quinta sconfitta in cinque presenze a Cincinnati. Ha sempre perso in tre set in Ohio, il tedesco cui non sono bastati 13 vincenti in più e una quota decisamente maggiore di punti diretti col servizio. Miomir Kecmanovic, serbo candidato a qualificarsi per le Next Gen ATP Finals di Milano, ha chiuso in rimonta 67(4) 62 64 e festeggiato il primo successo contro un top 10.

Già capace di spingersi ai quarti da lucky loser a Indian Wells e di centrare ad Antalya la prima finale ATP, persa contro Lorenzo Sonego al primo trionfo in carriera, l'ex numero 1 junior è il secondo top 100 dietro Felix Auger-Aliassime. E può puntare a entrare per la prima volta in top 50. Ha fondamentali solidi, colpi profondi e un servizio affidabile. “Non è facile da battere” ha commentato al sito dell'ATP l'ex numero 5 del mondo Jimmy Arias, che ha conosciuto il peso delle eccessive aspettative da giovane, e ora dirige il settore tennis della IMG Academy.

 

Struff rovina il compleanno a Tsitsipas

Zverev, decimo nella Race, rimane l'unico giocatore tra i primi dieci di questa classifica insieme a Fabio Fognini ad aver raccolto meno di 1000 punti tra Slam e Masters 1000 obbligatori (Montecarlo escluso).

 

Così ai tifosi tedeschi non resta che esultare per Jan-Lennard Struff che rovina il compleanno a Stefanos Tsitsipas e completa il quinto successo nelle ultime dieci partite contro un top 10. “Ho lavorato tanto sul piano atletico, ora ho un tennis più solido” ha detto Struff che ha chiuso 64 67(5) 76(6) ma è stato avanti 2-0 nel secondo e ha mancato i primi tre match point nel tiebreak decisivo. “Sta diventando una persona che non ha paura di esprimere la sua opinione fuori dal campo, e gli effetti si vedono anche in campo” ha detto all'ATP il coach Carsten Arriens.

 

Struff, che aveva vinto solo due delle prime 15 partite contro top 10, troppo spesso subiva le scelte dell'avversario, si adattava ma non dettava la linea. Ne seguiva un'impressione di disordine che si sta trasformando in un pattern più consapevole. Figlio di due maestri di tennis di Warstein, grande tifoso del Borussia Dortmund, ha indirizzato così la sua personale “Ricerca della felicità”, per citare il titolo del film con Will Smith che ha rivisto oltre dieci volte.

 

La felicità, diceva il protagonista, è qualcosa che in fondo puoi solo inseguire. Ma in questo percorso è importante proteggere i sogni.

Nishioka batte il suo idolo

Ne ha uno ambizioso Yoshihito Nishioka, che non solo ha incontrato il suo idolo Kei Nishikori, con cui tante volte si sono allenati insieme all'accademia di Nick Bollettieri a Bradenton. Ma l'ha anche battuto 76 64. Ha vinto più punti, in percentuale, con prima e seconda, ha risposto meglio e vinto più scambi sotto i quattro colpi. La sua prima vittoria contro un top 10 si porta dietro trepidazione, attesa e speranze. “Voglio vedere cosa diranno i giornali domani in Giappone. Da noi solo due giocatori sono famosi, Kei e Naomi Osaka. Voglio cambiare tutto questo, magari i tifosi inizieranno a guardare anche me”.

 

Nishioka è uno dei quattro qualificati agli ottavi, con Pablo Carreno Busta, Rublev e Kecmanovic. Dal 1990, in un Masters 1000 è successo solo due volte che ce ne fossero così tanti ancora in tabellone a questo punto del torneo, a Montecarlo nel 2001 e ad Amburgo nel 2005.

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