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Federer, come il gatto col "Topo"

Questo il soprannome dell'argentino Londero, che lo svizzero ha sconfitto in due set. Federer, il più titolato a Cincinnati, lancia la rincorsa al suo ottavo titolo nel Masters 1000 in Ohio. Passa anche Novak Djokovic, che elimina Sam Querrey

di | 26 agosto 2019

Lo chiamano “Buckeye State”, lo stato degli ippocastani. L'Ohio è "la Madre dei Presidenti" perché sette dei suoi "figli" sono arrivati alla Casa Bianca e quasi tutti gli altri, per arrivarci, han vinto qui, nel cuore del Modwest. Sta diventando anche il "Federer State". Qui lo svizzero ha vinto più di tutti, sette titoli, e si avvia verso l'ottavo con un successo apparentemente routinario, 63 64 sul "Topo" Londero. L'argentino ha sperato che la pioggia, scesa a fermare il match per un'ora quasi a metà del secondo set, potesse lavar via il senso di impotenza di fronte a Federer, al suo primo incontro da trentottenne. Ma è una speranza breve quanto un temporale estivo che non lascia ricordi.

Tennis "bang bang"

Federer ha perso otto punti con la prima e solo tre con la seconda in tutto il match, ha salvato l'unica palla break concessa con una demi-volée smorzata, disegnato 12 vincenti a 6 di dritto e 5 a 1 di rovescio che hanno finito per cancellare il peso dei suoi sei gratuiti in più, 19 a 13. Londero, che cercava la prima vittoria contro un top 10, ha mantenuto la sua stessa percentuale di punti con la prima (77%), non ha retto il confronto negli scambi brevi. Ha risposto a un servizio su due e vinto 12 punti in meno quando il punto si è chiuso in meno di cinque colpi (42 a 30).

"Sono molto felice di essere tornato in campo" ha detto Federer. "Non è stato un match facile, vista anche l'interruzione per la pioggia. E' l'inizio di una lunga stagione sul duro, è diverso rispetto a quanto abbiamo visto finora sulla terra e sull'erba". Le condizioni, ha spiegato, "sono veloci. Nel primo set praticamente non ci sono stati scambi, era tutto un tennis bang-bang". E di colpo lui, bang bang, lui si voltò e se ne andò e a terra lo lasciò (ogni riferimento a una cover degli Equipe 84 è puramente voluto).

Londero, ha aggiunto Federer che non aveva mai incontrato l'argentino, vincitore quest'anno del suo primo titolo a Cordoba, "ha un buon dritto, lo maschera bene con la presa che ha. Penso che possa giocare molto bene sulle superfici più rapide. E' veloce, si muove bene, può colpire la palla subito dopo il rimbalzo. Certo, può anche giocare da dietro, ma qui forse il campo è un pochino troppo veloce per riuscirci. Comunque mi è piaciuto quello che ho visto. L'avevo notato contro Nadal al Roland Garros. Era sotto due set e di un break, ma non aveva mollato, aveva continuato a crederci a lottare: è una qualità che rispetto molto in un giocatore. Penso che possa avere una buona carriera".

Federer, al primo incontro dalla finale di Wimbledon, ha chiuso al secondo match point e lanciato la rincorsa al 29mo Masters 1000 in carriera. Ha mantenuto anche la tradizione positiva che non lo vede mai sconfitto all'esordio a Cincinnati dal 2004.

Passa Wawrinka, crisi Dimitrov

Federer, testa di serie numero 3, mantiene la più alta percentuale di partite vinte in stagione nel circuito ATP (88,6%), aspetta al terzo turno Andrey Rublev o Stan Wawrinka. Il russo ha battuto 67 64 62 Nikoloz Basilashvili, da cui aveva perso in finale ad Amburgo. Lo svizzero ha esacerbato la crisi di Grigor Dimitrov, che questa settimana è numero 74 del mondo, la sua posizione più bassa dal 2012, e ha vinto una sola partita dal Roland Garros. Wawrinka ha completato la seconda rimonta della stagione e chiuso 57 64 76. Dimitrov, capace comunque di rimontare da sotto 1-5 e salvare i primi due match point nel terzo, ha vinto tre punti in più negli scambi tra cinque e nove colpi (29-26) e 17 dei 25 che ne hanno richiesti più di dieci. Non sono bastati, però, a controbilanciare il dominio di Wawrinka in quelli più brevi, decisamente più numerosi. Lo svizzero ne ha vinto 23 in più, 75 a 52, aiutato dai 10 doppi falli dell'avversario.

"Averlo battuto nelle ultime sfide mi ha aiutato, anche se in precedenza aveva vinto quasi sempre lui perciò mi aspettavo una partita dura" ha detto Wawrinka. "Poi era un primo turno e non giochi mai il tuo tennis migliore, però la cosa importante era lottare e rimanere in partita. Sono felice di aver vinto".

Djokovic parte piano e finisce forte

Lo stato degli ippocastani conserva un posto speciale anche nella storia di Novak Djokovic, che qui un anno fa ha completato il Career Golden Masters vincendo l'unico 1000 che ancora mancava alla sua collana di trionfi. Il numero 1 del mondo, superato da Nadal nella Race, la classifica che considera solo i risultati del 2019, ha iniziato con tre doppi falli nel primo game contro Sam Querrey, che tre anni fa l'aveva eliminato a Wimbledon. "All'inizio ero piuttosto nervoso" ha ammesso Djokovic, che ha completato il 75 61 con il quindicesimo ace della partita. Querrey, secondo per punti vinti con la 'prima' nelle ultime 52 settimane nel circuito ATP, ha retto per un set, ha provato a tagliare il campo, a venire avanti e togliere tempo al numero 1 del mondo. Ma ha perso quattro volte il servizio nel match, e col passar dei game la solidità da fondo di Djokovic ha fatto la differenza.

"Il fatto di essere il campione in carica non ha alcun effetto, positivo o negativo, su di me" ha detto Djokovic. "Sono solo contento di essere di nuovo in campo visto che son passate quattro settimane dalla finale di Wimbledon. Dopo quella partita epica mi serviva del tempo per ricaricare le batterie".

il record di Medvedev, la ripresa di "Shapo"

Vince anche Daniil Medvedev, che supera Kyle Edmund per la seconda settimana di fila. Dopo il 63 60 di Montreal, nel percorso verso la sua prima finale in un Masters 1000, il russo stavolta ha dovuto faticare di più per completare il 26mo successo sul duro, record nel 2019: ha recuperato da 3-5 nel secondo set e chiuso 62 75.

I Masters 1000 fanno evidentemente bene a Denis Shapovalov, che ha un record di 28-19 in questa categoria di tornei e nei 1000 ha centrato le due vittorie contro top 10 (Nadal due anni fa a Montreal, Tsitsipas quest'anno a Miami). Il canadese ha mostrato l'atteggiamento giusto al debutto a Cincinnati contro Joao Sousa, anche se nel primo set ha pagato una successione di scelte forzate e soluzioni sbagliate per tempistica e per esecuzione. Ha messo ordine però nel gioco, e si è imposto 26 63 62. "Sono arrivato qui piuttosto tardi, essendo arrivato in semifinale in doppio la scorsa settimana a Montreal" ha detto a Tennis Channel, "perciò non ho avuto molto tempo per allenarmi. Però credo di aver giocato davvero un buon match".

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