Sapeva che una vittoria sarebbe stato il presente più gradito dal suo coach, Riccardo Piatti che domenica 8 novembre ha compiuto 62 anni. Gliel’ha scritto su Instagram e oggi ha… spedito il pacchetto "Fucsovics", con il suo carico di emozioni positive
di Enzo Anderloni | 10 novembre 2020
Recapitato due giorni dopo ma di cuore. Jannik Sinner ha spedito il suo regalo di compleanno al suo coach, Riccardo Piatti, che domenica 8 novembre festeggiava il 62esimo compleanno. Qualcosa si più di una vittoria: una rivincita. Quella che ha regalato anche a se stesso contro l’ungherese Marton Fucsovics che lo aveva eliminato lo scorso gennaio al secondo turno degli Open d’Australia.
“So che il regalo più bello per te non sono i cioccolatini o la torta (anche se ti piacciono da morire), ma i regali più belli da parte mia sono le vittorie. Oggi purtroppo non ho una partita ma come sai sono a Sofia, in albergo che devo finire la quarantena. Quindi di regali oggi non te ne posso fare”. Questo aveva scritto Jannik a Riccardo domenica su Instagram.
Quello che mandato oggi dall’Atp di Sofia a Bordighera è un pacchetto che contiene una soddisfazione particolare perché risveglia due tipi di emozioni tennistiche, quelle che Jannik e Riccardo quotidianamente con il massimo del piacere essendo entrambi, come non perde occasione di sottolineare Piatti, “mono-pensiero”.
C’è l’aspetto libidinoso dell’essere venuto a capo di un avversario ostico per il tipo di gioco del 19enne di San Candido: Fucsovics è un tennista massiccio e fisicamente molto esplosivo, che in termini di potenza da fondocampo non va in particolare difficoltà nemmeno con i primissimi del mondo. Quello che oggi lo fa essere n.55 del ranking e che finora gli ha impedito di andare oltre il n.31 ( 4 marzo del 2019) è la difficoltà ad essere continuo a quel livello. Come si è visto anche oggi a Sofia, l’ungherese non è uno che si spaventa alle bordate di Sinner: anzi, spesso gli ‘va sopra’ tirando ancora più forte. Questa era stata la chiave del suo successo a Melbourne e di tante prestazioni maiuscole contro i primi della classe. Oggi non è stata sufficiente.
La seconda emozione è quella che si lega alla prima partita vinta in una settimana agonistica che cade esattamente a un anno di distanza dai giorni delle Next Gen Atp Finals di Milano, di sicuro un ricordo dolcissimo sia per Jannik che per Riccardo. Qualcuno ricorderà i siparietti in cuffia tra i due durante le partite dell’Aliianz Cloud che condussero Sinner al primo grande successo, quello che lo consacrò come star emergente planetaria, candidato un giorno alla poltrona di n.1. Durante le NGAF è infatti possibile il dialogo tra giocatore e allenatore al cambio-campo: a Jannik che si lamentava di un momento della partita in cui all’avversario riusciva tutto bene e a lui no, Riccardo mise, ridendo, davanti agli occhi la cruda realtà: “Sono ….zzi tuoi”.
La risposta fu la soluzione del problema. Il giorno dopo il 61esimo compleanno del coach comasco Jannik sollevava quel trofeo di cristallo a forma di “X” che certificava la presenza dell’X-Factor nel suo Dna.
Problemi e soluzioni sono quelli che a Jannik tocca e toccherà affrontare tutti i giorni in questo percorso che mira allo scranno più alto del tennis mondiale. Riccardo lo accompagnerà tutte le volte fino al bordo del campo (personalmente o per interposta persona come in questi giorni a Sofia, dove l’azzurro è seguito da Cristian Brandi e dal fisioterapista osteopata Claudio Zimaglia). In campo però ci sarà sempre solo lui, a dover fare le scelte giuste al momento giusto.
Indipendentemente dal viaggio e dalla meta finale, è bello vedere oggi, dopo 6 anni di vita quotidiana passati assieme, quanto affetto e stima reciproca ci sia tra questi due ‘malati di tennis’ sia pure di generazioni tanto diverse.
“L'età ha un numero e questo oggi sarà un +1 quindi 62 – scriveva Jannik domenica scorsa su Instagram - Ma non guardare su quello perché sappiamo tutti che se non ci fosse questo numero saresti ancora ragazzino. La tua voglia di lavorare e stare in campo non è grande ma è grandissima. Non ti pesa e sorridi sempre ed è quello il bello.Ti auguro il meglio”.
E noi tutti, che vi seguiamo con passione, ci uniamo agli auguri.