Martina Trevisan raggiunge i quarti di finale del Roland Garros. Non aveva mai vinto un match nei major prima di questa settimana. Chi sono le altre azzurre che si sono spinte fra le migliori otto di uno Slam nella storia del tennis
di Alessandro Mastroluca | 04 ottobre 2020
Continua la favola di Martina Trevisan. Non svegliatela dal suo meritatissimo sogno parigino, non ancora. La sua rivoluzione francese la fa volare sulle spalle delle icone del tennis azzurro. Raggiungere i quarti di finale di uno Slam, al secondo major in carriera, cambia le prospettive, ripaga dei dolori passati e dell'impegno di oggi. E' una porta aperta verso un futuro migliore. E' la sedicesima azzurra a spingersi così avanti nei major nella storia del gioco.
La prima a riuscirci fu Maud Levi Rosenbaum, che giocò per l'Italia gli US Championships del 1930 in cui arrivò in semifinale, anche se italiana lo era solo per effetto del matrimonio con il barone Giorgio Levi. Ex medaglia di bronzo nel getto del peso ai Giochi olimpici femminili del 1922, perse la cittadinanza italiana dopo il divorzio.
Giocò due volte i quarti a Parigi, nel 1931 e nel 1934, la nobildonna del tennis azzurro, Lucia Valerio che arrivò fra le ultime otto anche a Wimbledon nel 1933. Aveva un gioco rigoroso, colpiva e correva con una dedizione assoluta. Amava anche viaggiare. Nel 1931 fu invitata in India da un maharaja e si concesse anche una battuta di caccia alla pantera e al coccodrillo.
Hanno raggiunto i quarti Slam anche tre giocatrici che hanno segnato i primi anni del tennis azzurro nel secondo dopoguerra. Nel 1947 si fermò ai quarti del Roland Garros Lucia Manfredi. Nel 1949 Annelies Ullstein, nata a Dresda, divenne la prima italiana in semifinale al Roland Garros. Anche nel suo caso aveva acquisito la cittadinanza per matrimonio, con il tennista Renato Bossi morto in un incidente aereo nel 1947. Successivamente sposò Giorgio Bellani, primo telecronista televisivo dei tornei di tennis organizzati in Italia.
Nel 1955 invece ci arrivò Silvana Lazzarino che alternava dritti piatti e filanti e una capacità geometrica di eseguire il pallonetto per cui si esaltava in doppio con Lea Pericoli. Giocava ogni punto come se fosse l'ultimo, perse però contro Maureen Connolly, la prima tennista a completare il Grande Slam.
Poi più nulla fino alla metà degli anni Ottanta. Nel 1985, a Parigi, Sandra Cecchini perse nei quarti contro Martina Navratilova. Tenace, con un rovescio in back insidioso per tante, ha vinto 14 tornei in carriera ed è rimasta per un decennio fra le prime 20 del mondo. Un periodo illuminato dalla memorabile vittoria contro Chris Evert in Fed Cup a Praga nel 1986.
Sempre contro "Chris America", nel 1987 Raffaella Reggi (unica italiana a vincere uno Slam in doppio misto, allo US Open del 1985) perse nei quarti a Parigi. E due anni dopo, nel 1989, Laura Golarsa arrivò per sette volte a due punti dalla semifinale a Wimbledon in una partita citatissima in cui è stata avanti 5-3 30-0 e servizio con palle nuove nel set conclusivo.

Gli anni Duemila rappresentano il momento più alto nella storia del tennis femminile azzurro. Oltre ai due quarti di finale Slam di Adriana Serra Zanetti (Australian Open 2002, perse contro Martina Hingis) e di Silvia Farina (Wimbledon 2003, battuta in rimonta da Kim Clijsters), è soprattutto il periodo di gloria del quartetto d'archi tricolore: Sara Errani, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone e Roberta Vinci.
Qui la storia lascia il posto alla memoria e all'emozione, nel ricordo del trionfo di Schiavone di dieci anni fa al Roland Garros. Diventò la prima italiana a conquistare un major in singolare, tornò in finale nel 2011 e aprì la strada a Sara Errani che nel 2012 si fermò a un passo dal sogno sul Philippe Chatrier. Non resterà l'unica, la finale tutta italiana del 2015 allo US Open, il trionfo di Flavia Pennetta su Roberta Vinci fu il suggello più dolce per un'epoca senza precedenti per il nostro tennis.
Le quattro regine azzurre sono arrivate 24 volte almeno nei quarti di uno Slam. Sette ne ha giocati Schiavone, l'unica del quartetto ad averne disputato almeno uno in tutti i quattro major. Sette ne ha raggiunti anche Pennetta, sei Errani, quattro Vinci tutti centrati allo US Open.
Dopo le loro stagioni di gloria, solo Camila Giorgi aveva raggiunto i quarti nei major. La serie si allunga grazie a una splendida Martina Trevisan, decima qualificata nei quarti del Roland Garros nell'era Open.