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Campioni nazionali

“Ceck” arrabbiato ma soddisfatto: “Sono sulla strada giusta”

Il siciliano innervosito dal comportamento di Djere, a suo dire un po’ scorretto nel chiamare il trainer nel finale del primo set, riprendendo poi a correre come se nulla fosse. “Oggi è stato più bravo di me, ha giocato meglio i punti importanti”, riconosce comunque Cecchinato

di | 18 ottobre 2020

Marco Cecchinato

Lo sguardo proiettato avanti di Marco Cecchinato (foto @lapresse)

Era da 20 mesi - Buenos Aires 2019 - che non giocava una finale: peccato che l’esito non sia stato lo stesso che le tre precedenti (oltre Baires anche Budapest ed Umago 2018). Il 28enne di Palermo era il terzo azzurro a disputare una finale in questo 2020 dopo Seppi a New York e Mager a Rio de Janeiro, e puntava a diventare il primo a vincere un titolo (l’ultimo italiano a sollevare un trofeo resta Sonego ad Antalya a giugno 2019 ma c’è anche Sinner che ha vinto le Next Gen ATP Finals a Milano lo scorso novembre).

“E’ sempre duro quando perdi una finale ma continuo ad essere positivo perché sono rientrato nei primi ottanta del ranking e sono di nuovo concentrato sul mio gioco - ha sottolineato Cecchinato -. Ho disputato la partita più brutta di tutta la settimana. Lui ha giocato meglio di me ha fatto anche una cosa scorretta chiamando il trainer sul 6-5 del primo set ma poi correndo tranquillamente per un’altra ora e mezza. Però è stato più incisivo di me, ha attaccato di più, è stato più bravo. Sono triste per questa prima finale persa ma sono anche contento per essere rientrato nei primi ottanta del ranking”.

La frustrazione di Marco Cecchinato (foto @lapresse)

“Sono contento per le poche persone che mi sono state sempre vicine - aveva commentato Marco a caldo ai microfoni di “SuperTennis” -: in tanti invece hanno detto che ero diventato forte e vinto titoli per caso, che ero arrivato in alto in classifica per caso, che avevo persino giocato una semifinale Slam per caso. Ma anche queste sono state utili perché mi sono servite come spinta per reagire. Sono contento che Max (Sartori, ndr) abbia creduto in me e che mi abbia trasmesso tanta energia. Ho vinto molte partite nell’ultimo periodo. Devo ancora lavorare tanto e a fine stagione stabiliremo gli obiettivi per il 2021”.

Il saluto tra Laslo Djere e Marco Cecchinato (foto @lapresse)

Molta freddezza con Djere al momento del saluto: “Per me lui oggi è stato molto scorretto e gliel’ho detto. Ridicolo chiamare il ‘fisio’ sotto 6-5 nel primo set anche se di scene come questa se ne vedono sempre di più. Ad ogni modo questo male alla gamba gli ha fatto esprimere il miglior tennis di tutta la settimana ed io l’ho visto negli altri match. Spingeva sempre, era molto aggressivo, comandava lui e mi faceva giocare male: soprattutto i punti importanti li ha giocati meglio di me”.

“Brucia la prima finale persa dopo tre vinte - ha ammesso -. La cosa più bella è che ho ricominciato a lottare su tutti i punti e ad aver voglia di stare in campo. Sono di nuovo ‘cattivo’ a livello sportivo. Sono tornato quello che ero: sempre pronto a trovare soluzioni. Anche oggi, pur non giocando benissimo, sono andato molto vicino a vincere. Programmi per il futuro? Non ho ancora parlato con Max, la settimana prossima sono in tabellone ad Anversa ma penso di chiudere la stagione a inizio novembre”.

Marco Cecchinato con il trofeo del finalista (foto @lapresse)

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